[Test] Lightweight Urgestalt

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Mentre usavo questa Lightweight Urgestalt una domanda mi assillava continuamente: cosa dire di una bici di cui l’unico argomento di discussione sarà il prezzo?


In effetti questa bici estremizza i due aspetti cardine nel considerare una bicicletta al grado zero: prezzo e peso. Sul peso poco da aggiungere oltre ai 5,6kg in taglia 58 della bici in test (senza pedali).

Per quanto riguarda il prezzo, argomento che di questi tempi è diventato fonte di scontri violenti nel forum, si sta di poco sotto i 12.000eu.

Per il resto la risposta alla domanda di apertura è quella di non fare niente di diverso dal solito.

Caratteristiche

La Lightweight è la nota azienda tedesca produttrice delle celebri ruote omonime. Vere “game changer” nel mondo delle ruote da molti anni ormai. Per completare la loro offerta hanno aggiunto a catalogo anche un telaio, l’Urgestalt della prova, ed un manubrio, il RennBugel.

Come scritto sul tubo orizzontale del telaio si è trattato quindi per Lightweight di completare le loro ruote.

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Le specifiche tecniche essenziali dell’Urgestalt sono:

  • Peso del telaio: 790 grammi.
  • Peso Kit Telaio URGESTALT 1340 grammi incluso Forcella serie sterzo e reggisella con bloccaggio integrato
  • Movimento centrale, Pressfit 86,5 x 41 mm.
  • Tubo sterzo, 1,5” x 1 1/8”, conico (“tapered”)

Il telaio è stato studiato per essere confortevole, con geometrie non troppo esasperate, in modo da fornire una “piattaforma” piuttosto neutra per le ruote che vi verranno montate, ruote Lightweight ovviamente, che sono note per essere ruote piuttosto rigide.

Un telaio quindi per distanze medio-lunghe ed un uso “sportivo”, ovvero non prettamente agonistico o per circuiti ed affini. Una proposta dunque per il grande pubblico delle Granfondo e Mediofondo.

La finitura è assolutamente minimalista, con il carbonio unidirezionale lasciato a vista e le sole scritte sull’obliquo laserate in un elegante nero-su-nero.

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passaggi cavi con piastrine a scelta per meccanico o elettronico
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scritte laserate

Molto ben realizzato il serraggio del reggisella, grazie ad una vite sotto la parte terminale dell’orizzontale, che serra un expander che ferma il reggisella. Senza pezzi che possono cadere o girarsi o complicare (relativamente) le cose, come nel caso della Scott Foil per es. o con doppie chiusure e brugole stile Wilier Cento1.

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vite per serrare il reggisella -8Nm-

Reggisella dedicato, con un profilo troncoconico. Anche lui in finitura unidirezionale e con un morsetto reggisella molto pratico che si avvale di una sola vite. Nel caso specifico sul reggisella era montata una sella Ax-Lightness Leaf da 76gr. Che personalmente non ho trovato scomoda, perlomeno fino alle 4h di utilizzo, che sono stato il massimo tempo in sella trascorso sopra.

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Ax-Lightness Leaf, 76grammi
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forcellino personalizzato

Il gruppo scelto per il montaggio è il Campagnolo Super Record. Inutile dilungarsi su questa trasmissione. E quando si parla di trasmissione si intende proprio solo deragliatori, catena, pignoni e comandi, perché per guarnitura e freni si è andati più sull’esoterico con i prodotti della tedesca THM, in particolare la guarnitura Clavicula ed i freni Fibula.

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THM Clavicula

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Niente da segnalare sulla guarnitura Clavicula, oltre che era montata con corone Stronglight in versione compact. Aldilà della leggerezza niente da rilevare. Unico dettaglio per chi può esserne interessato è che, visto lo spessore delle pedivelle, non è compatibile con i Garmin Vector.

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Molto belli i freni monoscocca in carbonio Fibula, oltre che leggerissimi (120gr la coppia!). Componente che ci preoccupava un po’ vista la funzione essenziale che sono tenuti a svolgere, ed invece la sorpresa è stata totale: sono decisamente potenti. Anzi. in accoppiata con le LW Meilenstein offrono una frenata molto aggressiva, tanto che basta solamente sfiorare le leve con lievi tocchi per modulare la frenata.

C’è un rovescio della medaglia però, oltre al prezzo “titanico”: con la loro imponente struttura vanno a sfiorare praticamente di molto meno di 1mm il copertone. Basta passare su una strada con un po’ di ghiaino o semplicemente su una strada sporca, per esempio dopo una pioggia, è si sentono rumori continui del brecciolino che va a colpire il grande perno metallico centrale di montaggio. Come si può evincere dalle foto si vede anche che è segnato infatti.

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E’ vero che i tubolari montati erano i Continental Force Comp da 24mm, che in realtà sono dei 25mm reali, ma come si può vedere in foto la luce tra battistrada e freno è veramente inesistente. Obiettivamente un difetto.

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Per il posto di pilotaggio la scelta è il manubrio RennBugel dellea Ligthweight in accoppiata con un attacco manubrio 3T in alluminio.

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Per concludere una menzione alle ruote LW Meilenstein tubolare. Queste ruote sono ormai un componente iconico su cui si sono sprecate pagine di discussioni. A giudizio di chi scrive si tratta di un prodotto eccellente, in cui la combinazione di leggerezza e rigidità è veramente di altissimo livello.

A questo si aggiunge che tutti i problemi del passato riguardo la frenata sembrano risolti: nessuna frenata a scatto. Solo se veramente “maltrattate” facendole surriscaldare cominciano ad avere qualche impuntamento. L’occasione si è presentata in una discesa su una strada stretta e tortuosa (Costa Imagna-S.Omobono per chi conosce -ndr-) in cui sono rimasto “incastrato” dietro un camion della forestale. Il dover frenare in modo continuo ha cominciato a far sentire qualche “fischio” e rendere la frenata un po’ meno modulabile. Ma si tratta di una situazione limite sconsigliata con qualunque ruota. Decisamente il pezzo forte del “pacchetto”.

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Prova

E’ la prima volta che ho provato una bici di questo peso totale, abbondantemente sotto i 6kg persino con i pedali e computerino.

Se in pianura le differenze si sentono solo scattando sui pedali, notando accelerazioni più pronte, ma che rientrano nelle sensazioni, in salita le cose si fanno piacevoli ed i riscontri cronometrici sono evidenti.

Ci si trova quasi sempre ad utilizzare un pignone più duro di quanto si userebbe normalmente e pure senza forzare oltremodo i buoni tempi su salite conosciute vengono fuori facilmente. Purtroppo non abbiamo potuto utilizzare misuratori di potenza visto che sulla Clavicula non si possono montare i Garmin Vector e montarne uno diverso avrebbe voluto dire togliere componenti fondamentali di questo “sistema bici”, come una ruota o la guarnitura.

Aspetto assolutamente positivo è il comportamento in discesa, che non risente minimamente nel basso peso. La bici è sempre ottima da guidare con un comportamento molto neutro. Sicuramente questo è merito della geometria, davvero indovinata nelle intenzioni di un utilizzo “sportivo” di tipo granfondistico. La bici infatti non è inutilmente troppo rigida o scomoda, e filtra bene le piccole asperità di manti stradali rovinati (sempre più frequenti purtroppo). Persino la minimale sella Ax-Lightness non è punitiva nel complesso della bici.

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Come già segnalato l’unico difetto è la scarsissima luce lasciata dai freni Fibula col battistrada. Sentire il brecciolino che impatta su freni da 1000eu è davvero un pessimo suono….

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Nel complesso quindi una bici che unisce davvero il meglio di quello che un amatore può desiderare: facilità di guida, comodità e peso piuma. Segno che il progetto di questo telaio è stato ben pensato proprio in funzione dell’utilizzo con il pezzo forte di casa Lightweight, ovvero le ruote.

Dopo aver provato una bici del genere viene da chiedersi il perché non tutte le bici pesino tra i 5 ed i 6 kili….la risposta, purtroppo, è presto detta: il prezzo.

Il prezzo della bici completa in test è di 11.890eu. A cui vanno ascritti 4500eu per il telaio e 3540eu per le ruote Meilenstein.

Obiettivamente tanti soldi. In particolare per il telaio, che seppur molto ben concepito e realizzato non offre soluzioni tecniche “uniche” o un peso fuori dalla norma o un valore aggiunto particolare dato da una realizzazione artigianale. Ad opinione di chi scrive alla Lightweight avrebbero potuto offrire un telaio più in linea con l’esclusività delle ruote, realmente fatte a mano in Germania, facendolo anche pagare di più, tanto su questi livelli non sarebbero stati i 500-1000eu in più a fare la differenza per il target di questo brand, come dimostrato dal successo delle ruote, che sicuramente offrono qualcosa “in più” dal punto di vista realizzativo e di immagine.

Per quanto riguarda il resto del montaggio si tratta di componenti esoterici dal costo fenomenale, ma allo stesso tempo si tratta anche di componenti che sono realizzati e funzionano in modo davvero eccellente, cosa che su componenti di questo peso non è propriamente scontato.

Peccato per il difetto della luce dei freni, che è però da verificare se sia una sfortunata coincidenza nell’accoppiata con l’Urgestalt ed i tubolari da 24mm.

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36 Comments

    • ciao, è un vero problema applicare un misuratore di potenza su una macchina del genere.
      il powertap sarebbe una grossa zavorra posteriormente, eppoi sarebbe da togliere il cerchio posteriore che è incompatibile.

      i pedali garmin sono incompatibili con le pedivelle clavicola

      rimangono le varie guarniture…

      cosa fareste?

  1. più che da sogno direi da incubo. la questione dei freni che sfregano quasi il tubolare è inaccettabile su una bici da corsa normale.
    su una da quel prezzo è davvero grottesco

  2. E’ inutile commentare il prezzo,lo ho fatto tante volte, focalizziamoci sull’oggetto e direi chapeau! certo che meterci su il mio culone sarebbe uno scempio,quindi per chi approccia una bici del genere prima è consigliabile togliersi di dosso tutti i kg superflui.

  3. La moda del momento è quella di ridurre al max le vernici in modo da ridurre il peso.
    Questo si traduce in bici tutte molto simili e soprattutto anonime.
    W le belle verniciature e le belle tinte.

  4. Ma con tutti i costruttori di livello che abbiamo in italia dobbiamo proprio comprare tedesco.E al quel prezzo ? Colnago De Rosa Pinarello …….

  5. Comunque, anche per me ha poco senso che un telaio Lightweight da € 4.500,00 venga fatto a Taiwan. Cioè, che a Taiwan ci siano aziende che, per dimensione, volumi di produzione, tecnologia e know-how, siano in grado di produrre a livelli incommensurabili rispetto all’Europa, siamo d’accordo.
    Ma chi compra ruote Lightweight, avendone beninteso le possibilità economiche, lo fa non solo per le prestazioni che esse sono in grado di assicurare, ma anche per tutto ciò che il termine Made in Germany evoca; esattamente come succede con il Made in Italy.
    Chi è disposto a spendere anche € 12.000,00 per una bici non si formalizza davanti al mille euro in più. Anzi, forse sarebbe più disponibile a spendere € 5.500,00 per un telaio realmente Made in Germany piuttosto che € 4.500,00 per uno fatto a Taiwan, anche se pressoché identico.

  6. Cit.
    Una proposta dunque per il grande pubblico delle Granfondo e Mediofondo.

    Forse è vero per il mercato del Qatar perchè in Italia non è che sia proprio alla portata del grande pubblico 🙂

    Bici elegantissima, peccato non abbia i freni a disco altrimenti ne prendevo 2!

    • Ho inteso che “la proposta” è per quel tipo pubblico, in quanto il più numeroso, perlomeno rispetto chi fa circuiti o altro.
      Non che sia, evidentemente, alla portata di tutti quelli che fanno Gf. Anzi.

      • Sisi chiaro, era solo per ridere, però è strano che LW si sia posizionata in questo modo. Mi sarei aspettato una super macchina da guerra, data l’immagine che hanno le ruote.
        Forse effettivamente ne hanno fatto un discorso di numeri e si sono allineati alle tendenze più moderne.
        Sembra che molta gente si sta rendendo conto che è sciocco comprare una bici con geometrie assassine per poi doverci mettere 8 spessori, e che il telaio super rigido non serve a nulla se ti ci rompi la schiena e ti saltano le otturazioni ad ogni tombino.

  7. Gran bella recensione, bel telaio, le ruote già si conoscevano….

    E io che l’avrei presa per far dei bei dietro camion….

    ” come le vengo a saper male certe cose…. “

  8. Articolo ben fatto, complimenti. Per la problematica del freno, volevo sapere se è da attribuire alle ruote, agli pneumatici, al freno stesso o peggio al telaio? Errore grossolano se fosse sul telaio…che credo la casa potrebbe rimediare facilmente e velocemente…fatelo presente. Grazie.

    • A mia opinione sono i freni che essendo così oversize stanno molto “bassi” e probabilmente in combinazione con i tubolari da 25mm hanno fatto il resto.
      Sono sicuro che montando dei normali freni super record o dura-ace ci sarebbe spazio a sufficienza per far passare anche il brecciolino.

      Al posteriore è più evidente che all’anteriore in ogni caso, segno forse che il ponticello del freno post. è posizionato abbastanza basso anche lui (però non l’ho misurato in effetti quindi è un’ipotesi).

  9. Credo che dovrebbero rivedere il ponticello posteriore…basterebbe alzarlo di pochi mm. Insomma io se spendo tutti quei soldi su un telaio voglio poterci montare i freni che desidero, senza nessun problema!

  10. Nessuna polemica, chi la vuole la compri, ma la mia pesa 6,3 kg con computer pedali e porta-borraccia, è abbondantemente verniciata, sotto i freni ci passa una mano e l’ho pagata meno di un quarto!! (grazie mercatino!!!)

  11. Nessuna polemica, chi la vuole la compri, ma la mia pesa 6,3 kg con computer pedali e porta-borraccia, è abbondantemente verniciata, sotto i freni ci passa una mano e l’ho pagata meno di un quarto!! (grazie mercatino!!!).

  12. ma quei freni….. frenano bene o sono solo leggeri come i vari ax-lightness,kcnc et simili?

    personalmente la trovo una bici solo scenografica non certo da portare a limite in gara

    • Casomai è il contrario: avrei delle remore ad usarla tutti i giorni in giro per le strade sempre più scassate che ci sono.

      Dei freni c’è scritto nell’articolo.

    • @kar38 Uso ax orion da 5 anni e per me funzionano benissimo

      altra gente che ho conosciuto li hanno venduti dopo poco

      perché per loro non frenavano abbastanza, il discorso è

      che su una persona leggera possono andare su ragazzoni di 70 80 kg

      effettivamente forse frenano un po’ pochino

  13. Mah ragazzi a me sembra più uno sfruttamento del branding, mi spiego :chi si comprerebbe un telaio in carbonio fatto a Taiwan per 4500 € ? Se però sul telaio scrivi “engineered in Germany” e metti pure la scritta Lightweight cambia tutto. Dai e’ puro marketing…..per una cifra del genere vado su Colnago c59 o c60, quantomeno sono sicuro della artigianalita’ del telaio .
    Che dire poi del “difettuccio” del ponticello freni ? No comment

  14. Una proposta dunque per il grande pubblico delle Granfondo e Mediofondo.!!!!!!!!!!!!

    questa frase è davvero spettacolare
    domenica sarò a Cervia e darò un occhiata alle bighe del grande pubblico…… se ne vedo 1 in giro chiedo l’autografo al possessore…….
    tra le altre cose:
    -guarnitura davvero brutta
    -problema archetto freni ridicolo

  15. Mi sono documentato e per il problema freni dipende sicuramente dal telaio non certo dai freni. Ci sono altri telai che montano tali freni senza nessun problema…ahi ahi ahi, rimediate subito ax lighness…4500 euro per un telaio…non ci devono essere questi problemi!!!

  16. Con 12.000 € scendo sotto i 5kg per quello che può servire “a niente”
    Con Scott Foil sono arrivato a 5350gr,
    Ma come ho già detto nel forum troppo leggera secondo me comincia
    a diventare un po’ instabile soprattutto se pesi poco più di 50 kg.

  17. Mi ha lasciano perplessi:
    – il peso del telaio: 790 grammi è l’identico peso del CANYON ULTIMATE CF SLX, che costa meno della metà. Il punto non è il prezzo, ma l’esclusività che si vorrebbe dare tramite la leggerezza suggerita dal marchio Lighweight.
    – il montaggio: prediligo i montaggi completi, i mix, seppur composti da componenti al top mi lasciano (esteticamente) sempre l’amaro in bocca.
    Il prezzo, l’utilizzo, chi se ne frega, c’è gente che compra la ferrari e la usa per andare al bar, ognuno spende secondo le proprie tasche.

  18. Pesa decisamente di più della mia BMC SLR01 con ruote Spada, che non mi sembra un prodotto di seconda scelta, senza contare che è decisamente più bella.
    Poi l’accozzaglia di componenti diversi da vedere è orribile.
    Per comprare una roba cosi deve fare miracoli quando si è in sella.

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