Il punto sui freni a disco in gare UCI

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L’incidente a Francisco Ventoso (Movistar) ha scatenato la diatriba sui social media di tutto il mondo. Protagonisti i freni a disco, la soluzione tecnica del futuro, secondo alcuni, che pero’ stenta a partire grazie ad un mix composto da utenti che li vedono come fumo negli occhi per varie ragioni, infortuni tecnici (primi freni SRAM), l’inerzia dell’UCI ed ora la questione sicurezza sollevata dall’incidente a Ventoso.

deportes  Fran Ventoso
deportes Fran Ventoso

Nelle ore successive all’incidente della Paris-Roubaix si sono accavallate varie voci di corridoio. Per chi ha avuto un po’ di pazienza ora la conferma è ufficiale: l’UCI ha sospeso la sperimentazione dell’uso dei freni a disco in gare professionistiche.


Questa sospensione è arrivata per accogliere la richiesta della  Association Internationale des Groupes Cyclistes Professionnels (AIGCP) e dei Cyclistes Professionnels Associés (CPA). Queste due entità rappresentano la prima le squadre professionistiche, mentre la seconda i corridori.

Quanto durerà questa sospensione? Difficile dirlo. L’UCI ha assicurato che da ora partirà una discussione interna con vari rappresentanti del mondo professionistico, dai corridori, alle squadre, ai meccanici sino ai produttori.

Ed i produttori, per chi non lo sapesse, sono organizzati in una federazione, la World Federation of the Sporting Goods Industry (WFSGI), la quale, dopo le rassicurazioni di rito sulla priorità della sicurezza, non ha mancato di far sapere la propria posizione:

“WFSGI requests the UCI do a full investigation on the accident happened at Paris-Roubaix on Sunday. The WFSGI supports clear and proper investigations and analysis of such accidents and making important decisions for several stakeholders in road racing based on the results of them. The WFSGI already expressed its full support to the UCI for any collaboration which will appropriately manage the risks associated with all aspects in road racing.

The industry is confident that disc brakes continue to be one of the products of the future and will become an important part of road racing.”

La posizione è chiara quindi: coi dischi si va avanti anche se potranno esserci degli aggiustamenti.

Di fatto, inusitata per l’ambiente, vi è stata una levata di scudi da parte dei corridori, ma non per bocciare i freni a disco in se (a parte qualcuno come David Millar, Adam Blythe), ma per mettere in evidenza che vanno corretti con protezioni varie (Manuel Quinziato, Giovanni Visconti, Ryder Hesjedal, Sacha Modolo,e Joaquim Rodriguez, etc..). Il brainstorming sulle soluzioni per applicare i famosi carter in carbonio ai dischi è partito quindi, anche se questo complicherà alle aziende la spinosa questione degli standard. Tra perni passanti, battute mozzi, diametro dischi, etc..ci mancava l’attacco delle protezioni, se su forcella, o mozzo o altro. Senza contare i problemi relativi a cambio ruote ed aerodinamica (ed estetica -ndr-).

In tutto questo, o tempora o mores, abbondano i complotti(sti). Il più in voga quello sulla veridicità dell’incidente di Ventoso, peraltro alimentato dalla stessa WFSGI che richiede un’indagine sul fatto. Per non parlare di Brent Copeland, Team Manager della Lampre-Merida, il quale ha sollevato dei dubbi sul come sia possibile che Ventoso si sia tagliato in quel modo, e che potrebbe essere stato un raggio aerodinamico di una ruota e non un disco del freno. Il fatto che la Merida fosse tra i pochi partecipanti (2, loro e la Direct Energie) alla Paris-Roubaix su bici con freni a disco (la Reacto Disc presentata una settimana prima) riempie i caricatori delle mitragliatrici complottiste ovviamente.

Possibile che Ventoso si sia inventato tutto? La cosa rasenta l’inverosimile, ma in una caduta di gruppo non è facile sapere chi ha urtato cosa, come dimostra il caso di Nikolas Maes (Etixx-QuickStep), indicato proprio da Ventoso come altro corridore ad essersi ferito con un freno a disco in una caduta, ma che alla prova dei fatti è stato smentito da una serie di foto realizzate da un giornalista di Road.CC in cui si vede che attorno a Maes durante la caduta non ci siano corridori di squadre che utilizzavano freni a disco.

paris-roubaix-maes-2 paris-roubaix-maes-1

Insomma, ne vedremo e sentiremo delle belle ancora sui freni a disco, questo è sicuro.

Nel frattempo resta il dato di fatto espresso da una dichiarazione di Lorenzo Taxis, direttore marketing e comunicazione di Campagnolo: “Le squadre professionistiche non spingono per i freni a disco, quindi vedremo nel proseguo della stagione cosa succederà“.

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41 Comments

  1. Aspettiamo che il primo pro con i freni a disco faccia il vuoto dietro di sé in un corsa alpina (tipo Giro o Tour), con pioggia, e poi vedremo se ogni ad ogni ferita ci sarà la levata di scudi contro i freni a disco.

  2. Non ci vorrebbe molto (ammesso che il taglio lo abbia davvero provocato un disco) a imporre un contorno circolare (non “a petali”) e con un raggio di raccordo minimo (anche 1mm è sufficiente a togliere l’effetto lama).

    Teoricamente anche una corona grande, se non coperta dalla catena, può fare lo stesso danno (anzi, non teoricamente, provato di persona).

    Detto questo, su strada l’esigenza dei freni a disco non credo sia cosi urgente.

    • La cosa davvero incredibile è che una considerazione così assolutamente vera, tanto vera da poter chiudere definitivamente la questione, prenda due pollici versi e non sia venuta in mente ancor prima di mettere in commercio i dischi a chi li vende e progetta!!!!!!!!!!!!!!!!
      Mi sa che il regresso mentale dell’umanità sia persino molto peggiore di quanto non appaia !!!!!

  3. L’introduzione dei freni a disco serve solo a far vendere bici,tecnicamente per le gare e solo una complicazione e un ulteriore elemento di pericolo,già ci sono corone raggi piatti freni ecc.
    Per noi cinghiali invece è un innovazione da prendere al volo.

  4. basterebbe che i produttori rifinissero i bordi dei dischi levigandoli meglio facendoli diventare tondi x evitare che risultino taglienti. in effetti alcuni dischi sono taglienti e basta passare un dito sul bordo x tagliarsi. sulla mia tarmac ho i dischi ice tech e i bordi sono molto taglienti ma la frenata anche in condizioni di pioggia non è paragonabile con il sistema classico soprattutto considerando che ormai si usano principalmente cerchi in carbonio.

  5. voglio vedere le foto e quando arriva ? di questo “carter in carbonio ai dischi”

    leggete qui ho copiato e incollato: Il brainstorming sulle soluzioni per applicare i famosi carter in carbonio ai dischi è partito quindi, anche se questo complicherà alle aziende la spinosa questione degli standard. Tra perni passanti, battute mozzi, diametro dischi, etc..ci mancava l’attacco delle protezioni, se su forcella, o mozzo o altro. Senza contare i problemi relativi a cambio ruote ed aerodinamica (ed estetica -ndr-).

  6. I freni a disco frenano meglio e sono più modulabili dei tradizionali…
    I freni a disco risparmiano usura al cerchio di carbonio…
    I freni a disco sono più sicuri
    I freni a disco permettono di avere una bici esteticamente più pulita…
    I freni a disco possono ferire ne più né meno di guarniture raggi e altre parti della bici…
    I freni a disco saranno il top X specialissime road da amatore…
    Io prenderò una specialissima con freni a disco….
    Ciao.

  7. Sarà ma in ambito professionistico questo bisogno di freni a disco proprio non ce lo vedo…se non a scopo pubblicitario.in gare come la roubaix i freni li avranno forse sfiorati due volte in tutto il percorso,ma con gli oggettivi maggiori rischi in caso di caduta e problemi in caso di cambio ruota.per tappe con lunghe salite vorrei sapere chi ha voglia di portarsi dietro un kg di bici in più per avere un vantaggio in discesa,sapendo quando poco frenano oltretutto.in ambito amatoriale invece ne vedo il suo campo di utilizzo perfetto.maggior sicurezza su tutti i percorsi
    anche a chi non è nibali alla guida e rischi limitati in quanto le cadute di gruppo sono
    piuttosto rare.

  8. Una mutanda o “parafango” al disco se fatto bene non credo che rovini l’estetica ma forse, è un mio pensiero, i dischi non sono solo in metallo ma in carbonio e quindi basterebbe fare il bordo ad ogiva piuttosto che ad angolo retto e da lama si passerebbe a “pettine” 🙂

  9. Cari ragazzi, ascoltate bene, lui spagnolo Francisco Ventoso (Movistar) , ma cosa porta ad avere tutto questo astio contro i freni a disco?? Ha subito mutilazioni in qualche parte del corpo per colpa loro?? in cui si vede che attorno a Maes durante la caduta non ci siano corridori di squadre che utilizzavano freni a disco!!! Perché lui vuole eliminare i freni a disco?

    • ho comunicato anche con i professionisti, come ho sempre ragione io! ecco la risposta, -> “Quello l ho pensato anche io, e anche la ferita non mi convince che sia stata fatta da un disco, rimane il fatto che comunque un disco scoperto puó essere pericoloso ma con un piccolo accorgimento si puó tranquillamente coprire… Basterebbe fare le cose fatte bene una volta e basta”

  10. PS: lui spagnolo Francisco Ventoso (Movistar) è un grande BUGIARDO, ED HA INVENTATO TUTTO ed ha scritto una lettera “non verità” li cadute sono tutte le bici di freni tradizionali. è un professionista ma bugiardone e vuole dare colpa per contro “ai freni a disco” ma perche?

  11. scusa non riesco a modificare,

    qui

    PS: lui spagnolo Francisco Ventoso (Movistar) è un grande BUGIARDO, ED HA INVENTATO TUTTO ed ha scritto una lettera “non verità”

    – li cadute sono tutte le bici di freni tradizionali!!!! è un professionista ma bugiardone e vuole dare colpa per contro “ai freni a disco” ma perche?

  12. Tutto lavoro in piu’ per i progettisti settore ciclo..
    bene io ci lavoro con loro.. 🙂

    Anche se sinceramente non so che beneficio ne possano trarre i professionisti da questa applicazione.

    freni a disco piu’ tramadol è come mischiare nitro e glicerina…

  13. Io piu che la pericolositá non capisco a cosa servano…ho bici sia con freni a disco che coi pattini… E sinceramente sta grande differenza non la sento…anzi a dir la veritá trovo i pattini piu facili da modulare dentrp le curve?….sull’acqua é un altro discorso.. Dove peró fanno un rumore allucinante e sinceramente di certo non vado a cercarmi guai con staccate alla morte… E oltretutto se posso sto a casa

  14. Concordo con la scelta della sospensione. In effetti si può tranquillamente continuare a correre con i freni normali.
    L’introduzione dei dischi ha il vantaggio realmente solo nelle mtb e nelle bici da ciclocross.

    • > In effetti si può tranquillamente continuare a correre con i freni normali.

      Anche perché è divertente (sembra “Paperissima”) vedere nelle discese delle tappe bagnate del Giro i corridori tentare di frenare con le ruote in carbonio!

  15. Concordo con la scelta della sospensione….. Anche io la scorsa settimana sono caduto, ed il manubrio mi ha incrinato 2 costole. Ora ho deciso di non montarlo più e di andare senza..:-)))))
    Meno male che non è successo con la sella….

  16. Vorrei solo ricordare che all’ultima tappa del giro dei paesi baschi si correva una crono di 16 km con più della metà del chilometraggio in discesa. Nonostante la pioggia battente ed il fatto che Contador, Quintana, Henao ecc. fossero separati solo da alcuni secondi, NESSUNO dei pretendenti al successo montava freni a disco…#RIPDiskBrakes

  17. decisione un po’ affrettata e presa di pancia. potevano aspettare per me ancora un po’. la sperimentazione doveva durare ancora un po’ (se no che sperimentazione è?) in modo da avere una maggiore mole di dati e poter trarre delle conclusioni migliori.
    giusto anche chiedere verifiche sull incidente di ventoso per capire se sono effettivamente stati i dischi o no. l’imputato ha il diritto di difendersi.

    • Non erano molti i ciclisti in gara con i freni a disco, non dovrebbe essere difficile stabilire se qualcuno di essi era coinvolto nella caduta di Ventoso.

  18. A me la presunta pericolosità dei freni a disco convince poco. Il caso del ciclista spagnolo potrebbe essere isolato, mentre quest’anno ci sono stati moltissimi incidenti con conseguenze anche gravi dove i freni a disco non c’entravano nulla. Piuttosto mi sembra che le ragioni degli incidenti siano da ricercarsi nelle velocità in gruppo sempre più elevate e il numero di ciclisti in gara su tracciati a volte inadatti o preparati male.

  19. ho comunicato anche con i professionisti, come ho sempre ragione io! ecco la risposta, -> “Quello l ho pensato anche io, e anche la ferita non mi convince che sia stata fatta da un disco, rimane il fatto che comunque un disco scoperto puó essere pericoloso ma con un piccolo accorgimento si puó tranquillamente coprire… Basterebbe fare le cose fatte bene una volta e basta”

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