Le immagini pubblicate dal sito Cyclingnews mostrano quello che sembra essere il nuovo gruppo Shimano Dura-Ace utilizzato alla Vuelta a España. Il nuovo gruppo presenta una cassetta a 13 pignoni, comandi cambio integrati nelle leve e probabilmente un nuovo corpetto ruota libera. Sembra comunque essere semi-wireless.
Considerando che questi avvistamenti seguono il lancio ufficiale delle ruote Dura-Ace R9370 e mesi di indiscrezioni e speculazioni online, immaginiamo che si tratti della versione R9300 del gruppo di punta di Shimano per il ciclismo su strada.

La specifica principale e più attesa/scontata è l’aver aggiunto un pignone alla cassetta Dura-Ace a 12 velocità, unendosi così alla concorrenza. Anche se solo Campagnolo offre gruppo da strada a 13 velocità, mentre SRAM ha solo un gruppo gravel a 13 velocità, l’XPLR AXS. Ci sono altri produttori che offrono cassette 13V, ma definirli concorrenti di Shimano è un po’ troppo.
Ovviamente i grandi vantaggi della soluzione 13V si hanno in una configurazione monocorona, quindi questo potrebbe indicare che Shimano intende produrre corone singole per il nuovo Dura-Ace. Finora, i team professionistici equipaggiati con Shimano hanno fatto ricorso a corone aftermarket per le trasmissioni monocorona, mentre SRAM e Campagnolo forniscono corone singole specifiche per l’uso su strada.
Il passaggio a una cassetta a 13 velocità potrebbe richiedere una nuova ruota libera Shimano, e già un altro leak confermerebbe, come trapelato dall’elenco di un corpo ruota libera DT Swiss, soprattutto se ha un ingranaggio più piccolo da 10 denti. Ciò costringerebbe gli utenti di ruote dotate dell’attuale standard stradale Shimano, HG per trasmissioni a 11 e 12 velocità, a convertire i loro mozzi liberi per utilizzare il nuovo Dura-Ace, che dovrebbe essere un Microspline 13V.

Il nuovo deragliatore posteriore Dura-Ace avvistato sulle bici dei ciclisti del Team Picnic PostNL e Alpecin-Premier Tech sembra avere un profilo più stretto e ritagli diagonali vicino alla porta di ricarica, suggerendo che potrebbe essere più leggero dell’attuale, ma da quello che possiamo vedere non c’è nessun posto dove collocare una batteria esterna rimovibile. L’assenza di una batteria e la presenza di un cavo che parte dal fodero orizzontale lato trasmissione suggeriscono che Shimano abbia mantenuto il design semi-wireless del Dura-Ace R9200. Ciò consente ai comandi del cambio di comunicare in modalità wireless con i deragliatori, che sono collegati alla classica batteria nel telaio. Soluzione che Shimano ha sempre vantato come migliore in virtù della maggior autonomia consentita da una singola batteria più grossa e deragliatori meno ingombranti e più aerodinamici.
Shimano sembra aver integrato i comandi del cambio satellite all’interno dei nuovi comandi del cambio. Oltre alle levette e ai pulsanti nascosti sulla parte superiore delle leve questi sembrano ora avere una piccola leva sul lato interno del comando. Resta da vedere se queste mini levette sostituiranno i pulsanti nascosti presenti nell’attuale gruppo o se coesisteranno con essi. Sia SRAM che Campagnolo offrono già le proprie versioni di questi pulsanti di cambio aggiuntivi.

Difficile dedurre molto dalle immagini delle guarniture di queste bici. Cyclingnews ha riferito che le pedivelle, che sembrano simili alla versione esistente, sono fissate a corone di terze parti sulle bici della Alpecin – Premier Tech. Le pedivelle stesse potrebbero ancora essere prototipi come gli inediti pedali SPD-SL che hanno usato in questa stagione. Il Team Picnic-PostNL utilizza un misuratore di potenza Dura-Ace aggiornato, che sembra avere una configurazione simile a quella del Quarq di SRAM. Il miglioramento dell’attuale powermeter Shimano è sicuramente un passo obbligato per l’azienda giapponese, visto che è un componente che da anni soffre di problemi di precisione e affidabilità ed gode ormai di una pessima reputazione tra i ciclisti.


Non si trovano a prezzacci perché la disponibilità è ad esaurimento scorte prima del lancio del nuovo, e poi tempo 6 mesi uno vuole il nuovo appunto, non il vecchio, che non piace più. Giusto il tempo che l'impatto estetico venga digerito.
E la storia insegna che qualunque sia stato il rospo da digerire alla fine lo è stato.