A che punto è Froome?

A che punto è Froome?

Piergiorgio Sbrissa, 27/02/2020

Chris Froome (Ineos) ha ripreso la competizione all’UAE-Tour, negli Emirati Arabi, dopo 8 mesi di assenza dal gruppo a causa del grave incidente occorsogli al Dauphiné. Alla corsa degli emirati ha solo cercato di riprendere confidenza con le sensazioni dello stare in gruppo, del ritrovare il ritmo gara e la fiducia, ma la condizione migliore pare essere ancora molto lontana.

Le consegne della Ineos, nella persona del DS Matteo Tosatto, sono state quelle di proteggerlo al massimo, ed infatti ad ogni tappa Froome è arrivato assieme al veterano Christian Knees, all’amico Salvatore Puccio ed al giovane neo-pro Carlos Rodriguez, che infatti gli fa anche compagnia in classifica generale all’83° posto, lasciando al proprio capitano l’82^ piazza.

I segni dell’incidente Froome li porta in modo molto visibile. Zoppica ancora camminando. In bici questo non gli da problemi, ma nel camminare trascina ancora un po’ la gamba operata. Ed il gomito destro, oltre ad una visibile cicatrice rossa, sporge ulteriormente all’estremità, cosa evidenziata nella classica postura a gomiti larghi che Chris adotta in bici.

Froome ha spiegato ai microfoni dell’Equipe: “Due o tre mesi fa potevo a malapena camminare. Terminare una tappa come questa (la prima dell’UAE-Tour -ndr-) non è niente di incredibile, ma lo prendo come una vittoria personale. Il cammino per ritrovare il mio livello migliore è ancora lungo, ma le prime sensazioni sono molto buone. Mi era mancato il mettermi il numero sulla maglia, discutere nel gruppo, poter sgomitare un po’ per tenere la posizione”.

Alla 3^ tappa, con l’arrivo sulla salita di Jebel Hafeet, dove Adam Yates ha fatto il vuoto, Froome si è limitato a salire del proprio passo, arrivando 11′ dopo Yates. Ma resta positivo: “Ci metterò due o tre mesi a ritrovare il mio livello. Al momento non sono in grado di vincere questa corsa, ma visto come si sta svolgendo dovrei essere in grado di finirla. Molti corridori sono venuti a dirmi che sono contenti di avermi rivisto , che sono la prova che si può rientrare dopo una lunga assenza. Le mie aspettative non sono grandi, ma sono di nuovo un corridore ciclista ed è già grandioso“.

Parole che grondano di attitudine positiva, ma rivelano anche l’incertezza in cui vive Froome e la Ineos. Il suo calendario si delinea girono per giorno: dopo l’UAE-Tour Chris andrà in ritiro in Sud-Africa ad allenarsi per poi “cercare di essere al via” del Giro di Catalogna (23-29 Marzo), che sarà il primo e vero proprio test per vedere cosa fare in seguito. Al momento Froome non risulta iscritto a nessuna altra gara, tantomeno il Tour de France.

Nel frattempo un altro atleta che sta recuperando da un brutto infortunio da un buon segnale, Wout Van Aert, in ritiro a Tenerife ha sfilato l’altro giorno un KOM su Strava proprio a Froome:

Auguriamo a Froome che possa barattarlo con il pieno recupero.

 

Commenti

  1. più che altro, anche fosse in condizioni migliori, la concorrenza interna è agguerrita, logico che lui ambisca al tour ma per me non ha nemmeno senso portarcelo, considerato che la squadra si pianifica con largo anticipo e che salvo imprevisti schiereranno già i vincitori degli ultimi 2 tour e dell'ultimo giro, ad oggi sani.
  2. io credo che anche se Froome è un calcolatore, se avesse avuto la condizione o vicino, qualche sgassata l'avrebbe data anche solo per dimostrare agli sponsor e al mondo che lui c'è ancora.
    Io comunque tifo per lui e spero proprio che riesca a recuperare. Ma con una frattura al femore la vedo dura che possa essere il Froome di prima...