Education First ha chiesto di fermare il Giro. E partono le polemiche

Education First ha chiesto di fermare il Giro. E partono le polemiche

16/10/2020
Whatsapp
16/10/2020

In una lettera a UCI, RCS Sport e altre squadre, la squadra statunitense EF Education First ha suggerito che il Giro d’Italia si fermi alla fine della seconda settimana, ovvero domenica prossima, alla fine della 15^ tappa, e che il vincitore di ogni maglia sia designato sulla base delle classifiche a quel momento.

La motivazione della EF è che :“la bolla” sanitaria ormai è compromessa, ci si aspetta che ci siano altri casi. Per questo motivo sarebbe auspicabile che gli abbandoni si facciano in modo  globale e non in modo caotico, squadra per squadra”.

La EF, nella persona del suo Team Manager, Jonathan Vaughters, ha poi precisato che: “sperano di rimanere in corsa sino ad un arrivo ufficiale anticipato, ma se un membro della squadra o dello staff si sentisse a disagio per la situazione allora abbandonerebbero la corsa“.

Ma soprattutto, Vaughters ha precisato che: “non minacciamo di andarcene. Si tratta di un suggerimento che giudichiamo corretto tenuto conto della situazione. Preferiamo correre fino alla fine, a Milano. E se la prossima serie di test (prevista proprio per domenica -ndr-) ci mostrerà che è sicuro farlo, lo faremo“.

Questa precisazione è arrivata dopo che su molti media si era invece parlato di “minaccia” di andarsene da parte della EF, come se fosse un tentativo di sabotare il Giro. Cosa che così pare essere stata interpretata anche da concorrenti, come spiega Luca Scinto, DS della Vini Zabù-KTM in questo video:

#Giro @scintoluca ha qualcosa da dire su ciò che emerso in giornata da alcune squadre e corridori riguardo alla sospensione anticipata del Giro d’Italia

Luca Scinto statement on the teams and riders who have asked the suspension of the @giroditalia#ForZabù pic.twitter.com/3AxcMSbbCi

— Vini Zabú – Brado – KTM (@ZabuBradoKTM) October 15, 2020

Secondo quanto riportato da Eurosport, l’UCI avrebbe declinato il suggerimento, mettendo avanti “lo spirito di collaborazione e unità del ciclismo professionistico”, precisando che si terranno delle riunioni con le squadre venerdì (oggi), prima del prossimo giro di test.

Come spesso (sempre) capita oggi, dietro questa richiesta alcuni vedono i risvolti più disparati. A cominciare dal fatto che la EF è stata la prima squadra che a marzo aveva chiesto di poter non partecipare a Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-San Remo, senza essere penalizzata e multata. Cosa che però poi è stata subito dopo seguita da una raffica di corse annullate o riportate ad altre date. Tutte corse RCS però, mentre queste richieste da parte della squadra americana non sarebbero state indirizzate verso le corse ASO, come la Paris-Nice. O ora, rispetto il giro delle Fiandre che si terrà domenica. Complotto? In realtà il presupposto di partenza della EF è appunto che la bolla in cui vivono le squadre al Giro sia ormai compromessa, dopo le positività di Simon Yates, Steven Krujswjik e membri degli  staff, con conseguente ritiro di Mitchelton-Scott e Jumbo-Visma.

Anche Thomas de Gendt (Lotto-Soudal) si è espresso su Sporza, dove ha spiegato che: “le cose stanno prendendo una brutta piega in questo Giro.  Noi abbiamo discusso nella squadra per 20 minuti per decidere se partire oggi (ieri -ndr-) o meno, perché non ci sentiamo più sicuri. Ci sono già stati più di 10 casi e ieri (mercoledi -ndr-) ho sentito diversi corridori in gruppo tossire. Certo, fa freddo, ma alla lunga è impossibile concentrarsi….se aspettate un segnale dalla vostra squadra, dall’organizzatore o dal governo italiano potrebbe essere troppo tardi. Non ho ancora le palle di dire che  non sarò alla partenza domani, ma potrebbe essere il caso“.

Purtroppo il virus rimane anche molto divisivo oltre che terribile per tutto il resto.

 

 

Commenti

  1. Corvo Torvo:

    Capisco il periodo particolare ed i timori, ma se il protocollo dice che si escludono i singoli positivi al tampone, dal momento in cui ritiri tutta la squadra passi dalla parte del torto.
    In passato il Tour ha giudicato secondo me giustamente non graditi tanti velocisti (e le loro squadre) che si permettevano di dileguarsi dopo la prima settimana, forse però non erano team WT. Per tutelare il prodotto, è anche giusto far passare un concetto del tipo "Con il Giro non puoi permetterti di fare quel c* che vuoi".
    Si, ripeto, la forza di una corsa (del prodotto) è data a anche e soprattutto dalle squadre e dai corridori che vi prendono parte.
    Non mi pare che RCS sia nelle condizioni di fare la permalosa. A meno di non voler vedere i prossimi Giri con la Zalf, l'Amore e Vita e Tommaso Elettrico.
  2. Corvo Torvo:

    No ma infatti mi riferivo alla Jumbo, non alla EF ed alla sua proposta, opportuna o meno che sia.
    Caso Astana a parte, l'organizzazione del Tour ai tempi ha cominciato a non vedere di buon grado i vari Cipollini, Zabel e velocisti dell'epoca che dopo la prima settimana sparivano dalla circolazione. E' corsa ai ripari proponendo una prima settimana meno soporifera, e ci hanno guadagnato tutti. Forse però la cosa non ha toccato le squadre WT, ma solo quelle con la wild card.
    veramente Zabel su quattordici partecipazioni è arrivato a Parigi tredici volte (solo al suo primo Tour si è ritirato) portandosi a casa sei maglie verdi consecutive: https://it.wikipedia.org/wiki/Erik_Zabel
    all'epoca mi sembra non ci fossero ancora le regole attuali per la partecipazione.
  3. bradipus:

    con le regole attuali del World Tour, le squadre WT hanno il diritto / dovere di partecipare a tutte le corse del calendario WT, non possono decidere di loro volontà di non andare ad una corsa WT.
    Nè la corsa WT può escluderle.