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Negata la partenza alla Gand-Wevelgem alla Bora-Hansgrohe

Negata la partenza alla Gand-Wevelgem alla Bora-Hansgrohe

Piergiorgio Sbrissa, 28/03/2021

Dopo che l’UCI e gli organizzatori della Gent-Wevelgem avevano dato il permesso alla Bora-Hansgrohe di partecipare alla gara nonostante fosse stata considerata “ad alto rischio contagio” dopo che il suo corridore Matt Walls era risultato positivo al coronavirus venerdì scorso prima della E3 Harelbeke ed il medico della corsa aveva imposto una quarantina di 7 giorni a 2/3 della squadra, la Bora non è partita alla classica belga.

Con 17 membri della squadra in quarantina non era infatti possibile la partecipazione della squadra tedesca. Rabbia e frustrazione per il Team Manager Ralph Denk, che nel comunicato ufficiale della squadra dichiara:.

sono molto contrariato e arrabbiato. Un organizzatore può bloccare un’intera squadra in una delle corse di un giorno più importanti del mondo. Abbiamo avuto un caso di coronavirus con Walls e due persone con un contatto di categoria 1 con lui: il suo compagno di stanza ed un massaggiatore. Sono stati messi in isolamento e questo è assolutamente corretto. Tuttavia abbiamo altri corridori e membri dello staff sul posto ovviamente, e ad una parte di loro è stata ordinata la quarantena, ma non a tutti. Chi sia stato selezionato e per quali motivi non è assolutamente chiaro e mi sembra arbitrari.. Onestamente non riesco a capire perché  ad altre squadre sia stato permesso di gareggiare in casi simili. Abbiamo provato tutto la scorsa notte, ma il dottore di corsa non ci rispondeva nemmeno più. Sarebbe carino almeno capire come giustifica le sue decisioni. Stiamo testando ogni giorno al momento e tutti i test sono negativi, senza eccezioni. La parte di squadra che è in quarantena lo resterà sino al 1° aprile, questo significa che non potrà partecipare nemmeno alla Dwars Door Vlaanderen.”

Commenti

  1. Mi pare sempre più una gabbia di matti in preda al panico e alla fobia.
    A sto punto forse vista la quantità di matti, il matto è chi lo dice agli altri. Il dubbio è forte.
  2. sembola:

    Il problema è che noi siamo abituati alle regole elastiche del pallone, peggio che mai quello italico.
    Quelle è già grossa chiamarle regole.
    Però sinceramente siamo alla fobia. Oggi ben 2 squadre non sono partite. Addirittura la Bora, aveva tutti i tamponi negativi. Ora, se fai dei tamponi a della gente prima della partenza, vuoi che diventino positivi e contagiosi durante la gara? Per giunta, dopo che il Giro d'Italia ha dimostrato la sostanziale non contagiosità di un positivo in gruppo?
    Francamente faccio fatica a capire.
  3. samuelgol:

    Quelle è già grossa chiamarle regole.
    Però sinceramente siamo alla fobia. Oggi ben 2 squadre non sono partite. Addirittura la Bora, aveva tutti i tamponi negativi. Ora, se fai dei tamponi a della gente prima della partenza, vuoi che diventino positivi e contagiosi durante la gara? Per giunta, dopo che il Giro d'Italia ha dimostrato la sostanziale non contagiosità di un positivo in gruppo?
    Francamente faccio fatica a capire.
    In Belgio chi è stato a contatto stretto con un positivo (es. famiglie, classi scolastiche, uffici, etc) deve fare sette giorni di quarantena preventiva e poi il tampone. All' inizio hanno tentato un approccio "calcistico" con le scuole con un numero minimo di contagi per classe prima della quarantena, ma per usare un eufemismo non ha funzionato benissimo e sono tornati indietro.

    Può essere un approccio troppo prudente, ma è un approccio uguale per tutti e che consente le corse, mentre in un paese confinante un alto esponente statale ha dichiarato che non possono perdere tempo con le corse ciclistiche.