La Roubaix ancora a rischio

La Roubaix ancora a rischio


Piergiorgio Sbrissa, 22/03/2021

La Paris-Roubaix, “l’inferno del nord”, già l’anno scorso è stata prima rinviata da Aprile ad Ottobre, quindi annullata due settimane prima a causa della pandemia. Quest’anno rischia la stessa sorte, infatti il prefetto della regione Nord, Michel Lalande, ha dichiarato stamattina a radio France Bleue Nord che “vedo il cielo meno blu” riferendosi alla situazione di Lockdown in cui è costretta la regione attualmente, e quindi ad un’ulteriore possibile cancellazione.

Dopo che gli è stato fatto notare che altre corse sembrano volersi svolgere regolarmente, in particolare a pochi chilometri oltre il confine, in Belgio, il prefetto ha tagliato corto: “mi devono spiegare la coerenza con la prevenzione e tutto il resto“.

Alla domanda quindi se l’11 aprile prossimo la Roubaix si farà o no, Lalande ha risposto: “Vi garantisco lo scoop quando verrà il tempo della risposta, ma potete indovinarla“.

Molto poco blu il cielo sopra il pavé.

 

Commenti

  1. Soluzione olandese. Circuito. Se riescono a fare un anello di 20-25 km con uno o due tratti di pavé possono farlo così. E a quel punto il distanziamento è gestibile. Considerando che sono tutte stradine molto intrecciate tra loro (basta vedere la planimetria) non dovrebbe poi essere così difficile.
  2. Soluzione belga adottata lo scorso settembre con successo:
    1) si mantiene un profilo basso e si finge che vada tutto bene fino al giorno della gara.
    2) Si chiede alla gente di stare a casa.
    3) si presidiano e circoscrivono arenberg, carrefour de l'arbre e gli altri settori più affollati (piuttosto semplice perché hanno un ingresso e un'uscita)
    4) Terminata la gara i media dichiarano che la situazione è precipitata e serve un lockdown

    Purtroppo già il punto 1 è poco fattibile perchè sono già in lockdown in quella regione. Rimango moderatamente ottimista perché le 4 settimane terminano proprio l'11 aprile e la situazione si presume sarà più sotto controllo. Sinceramente tutta questo pubblico sui percorsi di gara fino a questo momento non l'ho vista. Un po' per senso civico un po' perchè la gente ha altri problemi, insomma si è dimostrato di poter fare correre le gare in sufficiente sicurezza. Logisticamente i corridori saranno già in zona da diverso tempo per via delle gare di Flanders Classics.
  3. everybodylovestommi:

    Ma sono d'accordo con la flessibilità, però temo che proprio per evitare di dover snaturare completamente la gara, decidano di mandarla in vacca. Anche perché il problema suppongo sia in tutta l'area di Roubaix, quindi bisognerebbe farla da tutt'altra parte
    Ma oggettivamente impedire l'accesso a 260 km di strade è complesso (considera anche che le forze dell'ordine sono molto impegnate altrove). Chiudere un circuito di 30 km con (presumibilmente) non più di una dozzina di accessi è molto più semplice. All'Amstel hanno fatto così: circuito chiuso, divieto assoluto di accedere e via. E la gara riescono a farla. L'altra opzione sarebbe stato cancellare tutto per il secondo anno di fila. Certo per ASO non è un problema (economicamente possono assorbire qualunque cancellazione a parte il tour) ma per gli organizzatori olandesi sarebbe stata una mazzata non idifferente.

    Poi in fondo senza bisogno di andare indietro a guerre mondiali o altre epidemie, spesso i percorsi "tradizionali" vengono modificati per venire incontro ad esigenze varie come anche dei banali lavori stradali o delle frane (vedi la Sanremo che quest'anno non ha fatto l'iconico Turchino).