Sonny Colbrelli re del Nord

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Prima partecipazione e prima vittoria alla Rouaix per Sonny Colbrelli (Team Bahrain-Victorious), non succedeva dal 1953, con la vittoria del belga Germain Derycke.

Edizione epica, non solo per il fatto che la regina delle classiche mancava da oltre 900 giorni, ma perché è stata la prima edizione “bagnata” dal 2002, quando vinse Servais Knaven, ora in ammiraglia Ineos. E bagnata è un eufemismo per descrivere le condizioni della gara odierna, soprattutto nella prima parte, dove i settori in pavé erano letteralmente inondati.

Roubaix epica quindi, che ha premiato il corridore più scaltro, lucido e forte sul traguardo, un Sonny Colbrelli nel suo anno di grazia. Trionfatore allo sprint su Florian Vermeersch (Lotto-Soudal) e Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix), mattatore della corsa, ma anche poco lucido.

Grande vittoria dell’italiano quindi, in una stagione che ne consacra una forma eccezionale ed una maturità evidente. Un anno di grazia per tutto lo sport italiano.

Commenti

  1. lap74:

    Moscon ha usato ruote princeton tubeless, la Ineos non ha voluto dichiarare a che pressioni fossero montati i pneumatici ma pare intorno alle 5 atmosfere (quella della seconda bici qualcosa in più visto che sembrava che rimbalzasse molto più della prima).

    Verissimo che più sale la pressione e meno il lattice tappa ma credo che con pressioni sotto le 4 atmosfere ( che in bdc non ho mai usato!) riesca ancora a fare bene il suo lavoro, lo dico perchè quando mi è capitato di forare con la bdc sulla quale tengo pressioni di 5.5-6 atmosfere, inizialmente il lattice non tappa perchè la pressione è troppo alta ma dopo che ha perso un po' di pressione il lattice, a volte, sembra riesca a tappare il foro (ovviamente parlo di fori piccoli, i tagli o metti la camera o non riparti!). Diciamo che su per giù la ruota rimane sui 3 bar, forse qualcosa meno, ma è una pressione sufficiente per arrivare fino a casa. Quindi è credibile che Colbrelli domenica abbia forato ma il lattice sia riuscito a tappare il buco, probabilmente perdendo qualcosa di pressione ma non abbastanza da non poter continuare a pedalare.
    bisogna anche considerare che usavano gommoni da 30/32. colbrelli se non erro 32. che hanno un volume d'aria quasi doppio rispetto ai classici 25. quindi una perdita di pressione la si sente molto meno. su asfalto con una sezione normale probabilmente avrebbe faticato a controllare la bici. in quel contesto meno. tralaltro erano più cotti di un brasato, la volata l'han fatta da seduti tutti e 3
  2. Airone del Chianti:

    Dall'articolo si legge che le gomme della bici nuova erano gonfiate come l'altra in partenza.
    Quindi nessun errore nell'ammiraglia.
    Secondo me non era un problema di pressione dello pneumatico, ma di calo di potenza da parte di Moscon: sul pavé se spingi meno sui pedali tendi a saltellare e scivolare di più, soprattutto su quelli a schiena d'asino. Finché hai la gamba che spinge a tutta, va bene, poi con il calo dei watt perdi anche stabilità.
    E' lo stesso motivo per cui sostengo che far disputare la P-R alle donne sia stato un rischio enorme.
    Per la verità in quell'articolo spiega come la stessa pressione di partenza, potrebbe non essere la stessa a cui si era adattato Moscon, essendo che con l'uso, la pressione dovrebbe calare un pò. Ci sta che se ti sei abituato a 4.5, trovarti all'improvviso a 5 ti disorienti.
    Dopodichè è vero che quando uno è stanco perde via via reattività, capacità di guida, lucidità ecc., quindi la possibilità di errore cresce e quella di rimediarvi cala.
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