Froome pensa solo al Tour 2020

Froome pensa solo al Tour 2020

15/10/2019
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15/10/2019

Tra circa un’ora si conoscerà il percorso del Tour de France 2020, un Tour che secondo le indiscrezioni sarà farcito di salita e montagna come mai prima, con “pochissime tappe piatte”, parola di Christian Proudhomme.

Un Tour che sarà l’obiettivo unico della stagione di Chris Froome, 34 anni, capitano del Team Ineos, il quale sta lavorando per tornare ai migliori livelli dopo il terribile incidente allo scorso Criterium du Dauphiné in cui si è fratturato in più punti un femore e delle costole, dopo aver perso il controllo della bici mentre faceva la ricognizione della cronometro individuale. In una parte in discesa ha tolto una mano dal manubrio per tossire ed ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un muro.

Froome si è raccontato in un’intervista a France Télévisions, in cui è stato anche accompagnato in allenamento, cosa in cui si sta impegnando assieme al compagno Michal Kwiatkowski, anche lui in cerca della forma dopo una stagione avara di soddisfazioni.

Froome ha parlato di come si sta riprendendo:

Faccio quattro ore di fisioterapia tutte le mattine. Il pomeriggio faccio circa due ore di esercizio. Esercizi che faccio da solo. Le mie giornate sono molto piene. Mi pongo dei piccoli obiettivi da raggiungere quotidianamente, ma il grande obiettivo è di essere al Tour nel 2020 in una forma altrettanto buona se non migliore di quella che avevo quest’anno. Quando il chirurgo mi ha detto che potevo recuperare completamente mi si è accesa una luce nella testa. E so che sono stato incredibilmente fortunato nel non avere subito ferite più gravi“.

Froome ha spiegato come per lui i momenti peggiori siano stati prima e durante lo scorso Tour de France:

il momento peggiore è stato subito prima del Tour de France e durante il Tour. Avevo bisogno di tempo per me, per capire cosa era successo. Dovevo ritrovarmi un poco con me stesso. Avevo bisogno di concentrarmi sulla mia guarigione e le prime settimane sono state decisive. Almeno questa parte è finita e sono più libero di esprimermi. Posso cosi condividerlo con le persone quello per cui sono passato nelle ultime settimane.”

La determinazione di Froome lo ha portato ad affermare che Egan Bernal gli farà da gregario per il prossimo Tour: “Ha detto che lo farà”, riferendosi al colombiano. Froome ha poi aggiunto che: “dovrò essere il più forte. Se il più forte sarà lui sarò contento che vinca, perché cosi sono fatte le corse: il più forte vince“.

Il che pone un certo problema per la Ineos, visto che dovrà ben scegliere una strategia avendo in squadra i vincitori di 6 degli ultimi 7 Tour:  Froome, Geraint Thomas e Bernal. Oltre al vincitore dello scorso Giro d’Italia Richard Carapaz. Da quello che si capisce Thomas e Carapaz potrebbero essere dirottati sul Giro d’Italia, ma il gallese ha detto che “deciderà vedendo i percorsi”.

Infine una domanda sul ritiro, visto che Froome l’anno prossimo di anni ne avrà 35:

“Non sono fatto cosi. Tutti mi dicono che dovrei smettere quando sono al top, ma io amo il ciclismo e voglio continuare. Se non posso vincere aiuterò gli altri a farlo. Ho vinto 4 Tour, me ne manca almeno una ancora“.

Froome rientrerà alle corse il prossimo 27 Ottobre al Criterium di Saitama.

 

 

Commenti

  1. Ser pecora:

    Veramente le sue stagioni sono sempre state in linea con quello che hanno fatto i suoi avversari diretti. ........
    Come gare corse si....magari come risultati è andato un pò meglio:mrgreen:


    Ser pecora:

    ........ Froome è forte in salita ed a crono, ma non ha spunto (come tanti dei suddetti). Quindi perché dovrebbe attaccarsi a gare dove non ha (o ne ha poche) possibilità?
    Secondo me non è una questione di non aver spunto. Certo, non è competitivo sullo spunto con un Valverde, un Alaphilippe e similia, però determinate corse di un giorno, le vincono anche gente obiettivamente inferiore a lui un pò su tutto e anche sullo spunto non superiore. Un Mollema e un Chaves (Lombardia), un Fulgsang e un Poels (Liegi) non li vedo superiori nemmeno nello spunto a Froome che per il resto è di gran lunga superiore in tutto. La differenza secondo me sta nel fatto che se non hai speranze di vincere un GT, ti prepari, partecipi e magari ottieni buoni risultati anche sulle gare di 1 giorno, che in quanto tali alla fin fine la sorpresa positiva possono regalartela, ma se qualsiasi GT ti vede come favorito nr.1 sarebbe sciocco disperdere le energie altrove, tanto più che un GT ha molte più percentuale di premiare il favorito, o comunque quello più in forma piuttosto che l'outsider, al contrario delle gare di 1 gg che puoi essere pure una spanna sopra a tutti, ma se tutti ti corrono contro (perchè il favorito sei tu) è veramente dura vincerlo.
    Detto questo, attribuire a Froome di correre e/o pensare solo al Tour è di una superficialità clamorosa. Intanto un GT sono 20 tappe da fare bene (se vuoi far classifica) quindi un impegno mostruoso sia di preparazione sia a correrlo, rispetto a una classica e poi questo oltre a 4 Tour più 2 podi in 7 Tour corsi (percentuale mostruosa), negli stessi anni ha vinto altri 3 GT arrivando a podio altre 3 volte alla Vuelta oltre ad aver 2 bronzi olimpici e uno mondiale a crono e diverse altre corse minori (rispetto a un GT). Gli si rinfacciava di non venire al Giro, ci è venuto, lo ha vinto, firmando una impresa da storia epica del ciclismo (oltre alla vittoria sullo Zoncolan). Ma che davvero si pretende qualcosa in più da questo atleta?
  2. Ser pecora:

    Anche solo data l'età. Se vincesse l'anno prossimo sarebbe il 2° più vecchio vincitore del Tour della storia dopo Firmin Lambot (a 36 anni, nel 1919).
    sinceramente credo che l'eta piu' avanti andremo non sara' un grosso problema......basta vedere Valverde che fa' Top ten al Tour e poi podio alla Vuelta e Lombardia....avendo "solo " 39 anni e tra pochi mesi sono 40( aprile)
  3. jan80:

    sinceramente credo che l'eta piu' avanti andremo non sara' un grosso problema......basta vedere Valverde che fa' Top ten al Tour e poi podio alla Vuelta e Lombardia....avendo "solo " 39 anni e tra pochi mesi sono 40( aprile)
    Valverde non fa testo è una eccezione. Invece secondo me la longevità non è diversa dal passato. Credo che l'età media di vincitori di GT e grandi classiche sia sostanzialmente sempre la stessa con ovvi picchi in alto (Valverde) o in basso (Bernal, Evenepoel....). Forse c'è qualcuno in più di giovane vincitore rispetto al passato, ma sono anche quelli che ho qualche dubbio che finiscano tardi.
    Non a caso, sia al Giro che al Tour, ma anche alla Vuelta, ad esempio, non mi pare che i recenti vincitori abbiano fatto record di anzianità (a parte Horner). Idem nelle classiche, l'età è più o meno sempre quella, forse leggermente più alta dei GT (certe doti fisiche si perdono dopo di altre).
    Io ho qualche serio dubbio sulla competitività in un GT di un 35enne. I tempi di recupero si allungano e nei GT il recupero è fondamentale.