Il futuro è dello sport all’aria aperta

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Guardare in avanti è l’unico modo per non cadere in depressione da quarantena. Per noi ciclisti ancora di più, visto che in diversi Paesi, fra cui l’Italia, è vietato praticare sport all’aperto. Sbeffeggiati, additati a nemico pubblico numero uno, sgridati da concittadini frustrati, ora chiusi in casa insieme a runner e chiunque altro volesse ossigenare il cervello nel rispetto delle norme antivirus.

Gli untori che praticano sport hanno però davanti a sé una rivincita enorme: anche chi ci dà contro si troverà a fare i conti con un modo di vivere che non sarà più lo stesso di prima, perlomeno fin quando non verrà trovato un vaccino. Palestre, spogliatoi, eventi al chiuso con tanta gente, sono tutti destinati ad essere ignorati a lungo per paura del contagio.


Il modo più sicuro per muoversi sarà quello di stare all’aria aperta, lontano dagli altri. Proprio come fa chi va in bici da corsa. Magari noi dovremo stare attenti alle uscite di gruppo, ciò non toglie che non è un problema rispettare la distanza sociale mentre si pedala. E voi, sceriffi da balcone ed isterici al volante, vi dovrete adattare o rassegnarvi ai vostri travasi di bile mentre ingrassate e rinstupidite davanti al televisore.

 

Commenti

  1. lucas2007:

    Mi sfugge ancora quale sia il nesso di causa tra contrarre il virus ed andare in bici o a correre da soli. Sinceramente in questa situazione penso che fare sport faccia solo che bene, la gente trova uno sfogo alle frustrazioni che questo periodo storico porta, non va 3 volte al giorno a fare la spesa, fare sport aumenta le difese immunitarie ecc. A si c'e la storia che se uno si fa male occupa posti negli ospedali, che oltre la lombardia non sono saturi di pazienti e gli incidenti domestici in questo periodo (gente che fa i lavori più disparati a casa) sono balzati alle stelle.
    il nesso è che chi resta in casa perchè non ha mai fatto sport in vita sua rompe i cojons
  2. samuelgol:

    Evidentemente hai confuso la libertà di espressione con la libertà di dire qualsiasi cosa in qualsiasi modo. Quella non c'è qui e non c'è nella vita reale.
    Questa quarantena non ha aiutato e non aiuterà in tal senso. Mi pare che invece di avvicinare le persone, pur nella lontananza, abbia fatto solo emergere il loro peggio e questo non si cancellerà facilmente.
    Gentile giudice, saprebbe dirmi esattamente dov'è il confine tra quello che si può dire e quello che non si può dire?
    Immaginando che sia condivisibile da tutti che sicuramente un limite è l'insulto, ora, se uno non offende e non insulta, ma semplicemente ribatte ad ogni post in cui il soggetto martellava con la sua teoria, dove sta il problema?
    Evidentemente il problema è che non si tollera che uno sostenga idee diverse dalle tue e ti rende consapevole del fatto che sei stato inadeguato a gestire sul forum una situazione inedita come quella di questi giorni... l'acidità che emerge dal thread ne è una conferma.
    Ripeto, prima di essere bannato anche qui: quando si ha un certo ruolo e si parla ad una platea dove purtroppo ci sono persone che non stanno male perchè, poverine non possono farsi il loro giretto in bici, ma perchè magari hanno perso cari o li stanno perdendo e magari essi stessi stanno male, ci vorrebbe perlomeno tatto, molto tatto.
  3. samuelgol:

    Non ho mai visto bannare nessuno per aver semplicemente "ribattuto ad ogni post in cui il soggetto martellava con la sua teoria".
    Però non avendo cognizione del caso specifico, una opinione nel merito non te la saprei dare.

    Risparmiamoci i melodrammi da commedia napulitana. Le persone che hanno avuto la disgrazia di perdere i loro cari, che li stanno perdendo, non stanno in questi giorni a scrivere su internet, sui forum, su Strava, su facebook o affacciati al balcone, per insultare chi secondo loro fa sport e non dovrebbe. Hanno ben altro a cui pensare.
    Forse è il caso che la piantiamo qui.
    Non sai di cosa parli e continui a replicare a casaccio difendendo per partito preso il compare. Stessa pasta purtroppo...
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