Il meccanico di Nibali e Ciccone svela i segreti per la corretta manutenzione della bici durante i mesi invernali

Il meccanico di Nibali e Ciccone svela i segreti per la corretta manutenzione della bici durante i mesi invernali

21/12/2020
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21/12/2020

[Comunicato stampa] Nel mondo del ciclismo professionistico da 17 anni, Mauro Adobati è parte della squadra di meccanici del team Trek Segafredo. Ora che la stagione fredda ha definitivamente fatto capolino, il meccanico di Nibali, Ciccone e Pedersen ha alcuni consigli, e un paio di segreti, per tutti i ciclisti che si apprestano a riporre la bici in attesa della prossima primavera.
Mauro Adobati: “La cosa più importante? Nel caso di interventi alla meccanica della bici, lasciar perdere i tutorial e affidarsi alle mani di professionisti!

Siamo arrivati in quel periodo dell’anno in cui le bici hanno abbandonato le strade per salire sopra i rulli o per “riposare” in garage. La maggioranza dei ciclisti, infatti, decide di “staccare la spina” durante la stagione fredda, ma prima di farlo è bene conoscere alcuni, importanti, aspetti poiché chiudere per mesi la bicicletta nel box, senza aver prima effettuato la giusta manutenzione, rappresenta un rischio che in primavera, potrebbe provocare qualche spiacevole sorpresa.

«Freddo e umidità possono fare danni peggiori di una caduta e prima di scendere definitivamente dalla bici in vista dell’inverno è bene predisporre queste 5, particolari, accortezze». Chi parla è Mauro Adobati, meccanico del team Trek Segafredo, reduce da un Giro d’Italia corso in ammiraglia alle spalle di Vincenzo Nibali, e soprattutto grande appassionato di bici.

Pulizia e lubrificazione
«Pulire con acqua e sapone e asciugare con un panno la bici in ogni sua parte è un’operazione fondamentale per preservare il mezzo dall’usura».
Il meccanico bergamasco, inoltre, svela altri dettagli che vuole condividere con chi possiede un gioiello marcato Trek: «E’ importante provvedere alla lubrificazione dei meccanismi per proteggerli dall’ossidazione e dall’umidità – precisa Mauro Adobati – e sarebbe bene intervenire con il grasso sui cuscinetti e con l’olio su catena, corpo dei freni, deragliatore, cambio e steli delle forcelle».

Pneumatici e “parcheggio”
«Un paio di aspetti che ogni ciclista non deve sottovalutare: abbassare la pressione dei pneumatici, riporre la bici in modo tale da “toglierla” dall’umidità del suolo, magari appendendola al muro, e soprattutto coprirla con un lenzuolo!».

La mano del tecnico
Oltre ai consigli sopracitati, Mauro ne ha uno ancora più importante: «YouTube non è il luogo adatto per diventare meccanici: la revisione di un tecnico su catena, guaine e fili è fondamentale per ritrovarsi poi la bici in perfetto ordine la prossima primavera».

L’importanza della manutenzione al cambio
«Il gruppo del cambio è composto da elementi molto delicati – dice ancora Mauro – specialmente se si utilizza un cambio elettronico, durante l’inverno è bene rimuovere le batterie, riporle in un luogo asciutto, e magari caricarle un paio di volte durante questi mesi prima di rimontarle in primavera».

E per i ciclisti che passeranno l’inverno sui cicloergometri…
«La soluzione migliore sarebbe quella di utilizzare una bici di “scorta” o di seconda mano. Pedalare sui rulli stressa in modo marcato tutta la struttura della bici e anche il carbonio del telaio si può snervare con la conseguenza che, una volta tornati in primavera, la bicicletta non abbia il rendimento ottimale per cui è stata concepita».

Commenti

  1. silvershadow:

    Il telaio in carbonio puo' "snervare"? Prima volta che in 30 anni che mi occupo di questo materiale da mane a sera sento questa affermazione :)
    Impariamo sempre qualcosa di nuovo
    ne approfitto per una domanda allora; il telaio in carbonio della bici, per un utilizzo normale (non corridore intendo) con una percorrenza di circa 10mila km/anno dura quanto? Per sempre, dopo tot anni perde caratteristiche, meglio cambiarlo, ecc?
  2. robeambro:

    Qualunque cosa abbia detto, denota scarsa conoscenza tecnica del materiale di cui sono fatti i telai. In particolare quelli in carbonio possono resistere alla cosiddetta "fatigue" per molto, molto tempo, mantenendo intatte le proprie caratteristiche anche per decenni a seconda dell'uso. E' ragionevole assumere che *forse* i rulli possano accelerare tale "affaticamento" del materiale, ma da qui a dire che dopo un inverno sui rulli la bicicletta non abbia piu' un rendimento ottimale ce ne passa..

    Poi eh, il meccanico ha tutta l'esperienza del caso, ma sarei curioso di capire la fonte di queste sue affermazioni? No perche' dubito lui sia un avido lettore de The Journal of Materials Science e che abbia preso le sue tesi da li'.
    Condordo con te, magari lui faceva un discorso molto legato alla sua esperienza e quindi ai Pro? La butto li perchè magari questa è la chiave.
    Un "amatore" che ha prestazioni diverse/uso dei rulli diverso probabilmente non si accorge della minima differenza ne "stressa" il telaio, un professionissta che molto probabilmentei fa un certo tipo di allenamento sulla bici, in primavera la sente diversa...
  3. pantera:

    Il fatto che il cicloamatore non streassa la bicicletta è relativo,i pro cambiano bici ogni anno e sono si potenti ma anche dei pesi piuma, molto cicloamatori arrivano al quintale e la tengono diversi anni

    Ora non capisco perché soffermarsi sulla parola snervamento è evidente a tutti che ha usato il termine sbagliato per descrivere l'invecchiamento del telaio,e se alcuni costruttori dichiarano che i loro telai non devono essere montati sui rulli evidentemente c'è del vero in quello che ha detto il meccanico
    Il problema grosso è che non è solo un termine, come ha ben spiegato @silvershadow il carbonio non snerva non plasticizza e non si indebolisce, o si rompe qualche lamina( matrice o fibra che sia) o le sue proprietà quelle restano, ma sono fenomeni difficili e "importanti" non è l'indebolimento che potrebbe subire un telaio in alluminio

    Le case sicuramente si tutelano sconsigliando i rulli perché mettono stress differenti al telaio rispetto alla strada, non a caso chi ha cercato la soluzione ha introdotto dei differenti test proprio per simulare questi carichi ma dubito che il problema possa essere l'invecchiamento precoce