Interviste #coronavirus

Il motivo delle lunghe attese per una bici nuova

Il motivo delle lunghe attese per una bici nuova

Piergiorgio Sbrissa, 21/10/2020

Se la pandemia di coronavirus ha avuto e sta avendo effetti nefasti su tanta parte dell’economia non è il caso per il settore del ciclismo. Il mondo ciclo sta vivendo un periodo di “boom” senza precedenti, perlomeno in un lasso di tempo cosi breve, ovvero dalla fine dei Lockdown vari dallo scorso inizio di maggio.

La gente ha riscoperto la bicicletta come mezzo di trasporto per ovviare ai mezzi pubblici, molti politici nel mondo hanno promosso la costruzione di piste ciclabili, o la pedonalizzazione di varie aree urbane. Un po’ ovunque sono stati istituiti bonus per l’acquisto o la manutenzione di biciclette. Questo, oltre alla voglia di fare esercizio fisico senza intrupparsi al chiuso in palestre, è servito a lanciare le vendite di biciclette nuove ed ovviamente gli accessori correlati. Il tutto in un lasso di tempo molto breve.

Tutto questo porta con sé delle conseguenze. In primis durante i mesi di chiusure totali in giro per il mondo le catene produttive si sono fermate.

Queste chiusure hanno un impatto sulla disponibilità di biciclette e componenti. Restringiamo ora il discorso al settore che ci interessa qui, ovvero l’high-end del mercato biciclette, non le biciclette di bassa gamma o “da supermercato” (sotto i 1000$), ma le bici da corsa e mountainbikes di cui trattiamo quotidianamente.

Dal lato delle aziende produttrici di bici complete la disponibilità varia in base alle dimensioni e le politiche delle stesse. Aziende molto grandi che hanno legami di lungo termine con terzisti e fornitori vari hanno risentito meno delle chiusure primaverili e della carenza di produzione.

Come ci spiega Simone Maltagliati, Marketing Manager Italia di Cycling Sports Group (GT, Cannondale, Fabric):

In generale, la disponibilità di prodotto sul mercato è molto ridotta a causa dell’eccezionale domanda di questi ultimi mesi alla quale le aziende non sono riuscite a far fronte. A maggio e giugno abbiamo presentato i nuovi modelli Scalpel e Topstone con consegna immediata e questo ci ha permesso di soddisfare in parte la richiesta di biciclette xc e gravel. Da quest’anno la nostra azienda ha deciso di sganciarsi dalla collezione annuale, permettendo una maggiore continuità dei modelli e minore obsolescenza degli stessi. A tutto vantaggio del rivenditore e del consumatore. Ci aspettiamo che la domanda di biciclette continui ad alti livelli anche per il prossimo anno. Per questo abbiamo aumentato notevolmente la capacità produttiva e la flessibilità delle nostre linee di montaggio ma dobbiamo fare i conti con la disponibilità di componentistica da parte dei nostri fornitori. I rivenditori che avranno programmato gli acquisti adesso, saranno sicuri delle consegne e si accaparreranno le biciclette a discapito di chi non lo ha fatto la giusta programmazione. Molto probabilmente in primavera ci sarà ben poco prodotto disponibile nei magazzini delle aziende, da acquistare al pronto“.

Cosa che viene confermata da Rudy Pesenti, Media & Events Manager di Trek Bicycle Italia:
Ai nostri rivenditori sono stati consegnati tutti i modelli 2021 previsti, in base agli ordini assegnati. Hanno avuto un buon rifornimento dei nostri prodotti che hanno venduto con estrema reattività, data la grande richiesta di mercato. Ordinando ora una bici c’è un tempo di attesa variabile in base ai modelli, sicuramente nessuno era preparato ad una richiesta di bici così importante in questa stagione che sembrava compromessa dal periodo di lockdown. La disponibilità immediata dei vari modelli in negozio dipende molto dalla programmazione di acquisto che è stata effettuata da parte del rivenditore. Quello che stiamo per terminare è stato certamente un anno record in termini di volumi e fatturato, e come Trek ci stiamo attrezzando per aumentare la capacità produttiva e riuscire a restare al passo con la crescente richiesta dei nostri prodotti da parte dei consumatori finali
Al momento l’anello debole per la disponibilità, come confermato da diverse aziende di varie dimensioni, viene dai produttori di componenti, in particolari trasmissioni. Ci siamo informati presso i principali player di questo settore, e quello che ci è stato detto è che al momento non esistono magazzini di prodotto, ma lavorano solo sull’ordinato dai distributori locali e dai produttori di telai. Dopo un paio di mesi di crollo degli ordini dovuto al lockdown la produzione quindi procede normalmente, ma con ordinativi di gran lunga superiori alle aspettative e programmazioni. Allo stesso tempo non c’è la volontà né di fare magazzino per gli elevati costi che questi hanno oggi ed il rischio di trovarsi con prodotti invenduti, né la volontà di incrementare la produzione tramite nuovi impianti, non sicuri che questa fase espansiva duri a lungo, oltre al poter essere condizionata da nuove chiusure.
Le consegne delle bici 2021 sono quindi fortemente condizionate. E questo ha anche un impatto sulla presentazione e consegna dei modelli 2022. Anche se la situazione, al netto di nuove chiusure, si sta normalizzando dal lato fornitori di componenti.
Insomma, se le vendite in media si sono triplicate, lo stesso passo deve essere mantenuto dalla pazienza dei consumatori.

Commenti

  1. Uno dei problemi di Shimano ( e di molte aziende Giapponesi che producono in Asia ) è che molto del management è Giapponese. Appena è iniziata la pandemia il personale Giapponese è tornato in Giappone e le fabbriche si sono praticamente fermate. La ripresa è stata molto lenta e ancora molti Giapponesi non sono rientrati negli stabilimenti in Asia e quindi le produzioni sono rallentate. Aggiungiamo la "famosa" capacità di reazione Giapponese ( praticamente agili e flessibili come blocchi di travertino), e la conseguenza è quella che vediamo. Vivendo e lavorando da anni in Cina ( tra l'altro non lontano dallo stabilimento Shimano), vivo queste cose ogni giorno.
  2. Ser pecora:

    Leggi tutto...
    robeambro:

    Bdc Mag mercenari pagati dalle big fat corporations!!1!

    Comunque, volendo essere seri, le dichiarazioni PR mi sembrano un po' poco veritiere. Almeno da quello che leggo nella discussione Trek, non mi pare poi tanto che ci sia stato un "buon rifornimento", con vari utenti che hanno ordinato la bici/telaio e si son visti rimandare piu' volte la consegna. Cosi' come nella discussione Specialized, che anche seguo spesso, e da quello che leggo sul forum WW (con la SL7 che, dopo aver venduto i pochissimi esemplari in pronta consegna, ormai e' prevista a fine Marzo 2021 in tutte le taglie e colori).

    Interessante che i ritardi siano dovuti in gran parte ai produttori di trasmissioni. Essendo che la produzione di quei componenti e' (probabilmente, non son sicuro) molto piu' automatizzata di telai in carbonio (che richiedono una componente umana sicuramente maggiore), avrei pensato che le misure di lockdown avrebbero rallentato piu' la produzione di telai (con persone che son costrette a stare a casa in isolamento).
  3. ho aspettato 4 mesi per una Zero Slr è la colpa di questi tempi cosi' dilatati (quasi due mesi rispetto alla data prevista) è stata probabilmente proprio di Shimano come scritto. La produzione in Giappone ha patito la chiusura generalizzata in giro per il mondo ed ovviamente rallentato e diminuito la produzione a fronte di ordini pressochè inesistenti per un paio di mesi da parte dei costruttori di bici .
    La filiera si era fermata.
    Se mi chiamo Wilier e non assemblo nulla per 2 mesi quando riparto non solo ho accumulato ritardo sulla produzione già pianificata ma devo per forza di cose adeguarmi a coloro che si occupano dei componenti che nel frattempo non hanno prodotto nella speranza di.......
    Sulle automobili, moto la situazione è simile benchè qualcuno fosse in over produzione già prima del lockdown.
    In ultima analisi se uno sceglie , come nel mio caso, il telaio e poi quasi tutti i singoli componenti è normale che i tempi si allunghino.