Il Paracetamolo tra etica e salute

Il Paracetamolo tra etica e salute

08/11/2013
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08/11/2013

Un recente studio suggerisce che il paracetamolo può migliorare le prestazioni dei ciclisti. Il noto e diffusissimo antidolorifico “da banco” non è al momento nella lista delle sostanze proibite della WADA, ma il mondo accademico ritiene che i propri studi dovrebbero far rivedere questa posizione.

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Lo studio è stato fatto dall’università del Kent (UK) e pubblicato in Settembre nella rivista scientifica Experimental Physiology. Studio che dimostrerebbe che il paracetamolo non solo ha funzione antinfiammatoria, ma incrementa la resistenza riducendo la sensazione di dolore permettendo un’attività fisica prolungata in condizioni di alte temperature.

Il test ha coinvolto 11 persone descritte come “sportivi attivi ricreativi”, che hanno condotto un test “a sfinimento” su una cyclette dopo aver preso o del paracetamolo o del placebo, ad una temperatura ambiente di 30°. Il risultato è che il paracetamolo migliora la resistenza, in un modo che, secondo il Dottor Lex Mauger che ha condotto lo studio, dovrebbe essere preso in considerazione dalle autorità antidoping: “la WADA dovrebbe considerare il problema legato all’uso di droghe antinfiammatorie non steroidee sia dal punto di vista della salute che della prestazione, sia dal punto di vista dell’utilità del paracetamolo come aiuto in caso di temperature elevate“.

Questo studio ne conferma un altro, del Luglio 2009, apparso sul Journal of Applied Physiologyin cui si sono confrontate le prestazioni di 13 atleti su rullo a cui erano stati somministrati 1,5gr di paracetamolo o del placebo.

I risultati sono stati un risparmio di tempo di circa 30″ su una cronometro simulata di 10 miglia, sia dei wattaggi più elevati per gli assuntori di paracetamolo nella parte centrale della prova. Con delle sensazioni riportate da parte degli atleti di uno sforzo “più facile” del normale.

Per quanto riguarda i rischi dell’assunzione del paracetamolo però, uno studio del Dottor Kenneth Simpson della Edinburgh University and the Scottish Liver Transplantation Unit, che ha analizzato 663 pazienti i quali hanno avuto lesioni al fegato dovute ad abuso o overdose di paracetamolo, ne mostra i rischi. Le overdose non sono dovute ad una singola assunzione massiccia e deliberata, ma ad un incremento graduale dei dosaggi per combattere malanni comuni come mal di testa e mal di denti.

 

 

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