Il ritorno di Lighweight con le Meilenstein ART

53

Lighweight è un marchio che nel corso degli anni si è costruito un’aura che pochi produttori hanno ed hanno avuto. Le ruote Lightweight sono diventate nel tempo un vero e proprio punto di riferimento e status-symbol. Allo stesso tempo il loro processo di produzione ha risentito del passare degli anni, la concorrenza si è fatta feroce nel segmento premium, con una quantità infinta di produttori, e le ruote Lightweight hanno perso parte della loro aura. Cosa sottolineata anche da una ristrutturazione aziendale appena prima dell’epoca covid.


Ora però l’azienda di Friedrichshafen è tornata con un prodotto rinnovato profondamente con gli standard attuali: le ruote Meilenstein ART.

ART sta per Alpha Rib Technology, ovvero un sistema di costruzione che utilizza inserti riutilizzabili per modellare delle nervature all’interno del profilo del cerchio, che, a detta dell’azienda, aggiungono una rigidità laterale ai vertici della categoria.

Ovviamente l’azienda tedesca sostiene che sia stato fatto un lavoro anche a livello di aerodinamica, sia di simulazioni CFD che nella galleria del vento, per progettare un profilo del cerchio aerodinamico, ora più contemporaneo di quelli precedenti, che lo porrebbe in una posizione di primato rispetto la concorrenza se considerato nell’insieme di rigidità laterale, aerodinamica e peso.

I cerchi hanno un’altezza di 45mm, Hooked (con gancio di ritenzione del copertone), ed hanno una dimensione del canale interno di 22.9mm e 28.6mm esterno. E sono ottimizzati per l’utilizzo con copertoni da 28mm.

I mozzi sono i DT Swiss EXP 180, montati con il classico sistema Lightweight di 20 raggi in carbonio solidali al cerchio. Per un peso di 1190gr (+-3%).

Le Meilenstein ART sono disponibili in due versioni:

normale, a 6550eu la coppia; e Art Schwarz Edition a 6990eu

Commenti

  1. Ser pecora:

    Eh, ma appunto, la rigidità è elevata, ma in rapporto al peso, non in assoluto. Quindi di fatto poi non sono ruote "scomode".

    Il loro senso per me infatti è sempre stato che sono ruote molto leggere, ma basate su mozzi non di carta velina e che non si smontano se le usi un po' spesso, come altre ruote assemblate che pesano meno, ma sono superdelicate.

    Poi la volta che rompi un raggio te ne penti amaramente, ma vabbé...
    e come funziona in caso di cerchio non centrato?
  2. stambecco:

    adesso ci sono molti più "competitor" che fanno ruote, non credo abbiano più alcun vantaggio anche perchè non hanno nemmeno un peso record.
    probabilmente le acquisterà chi si è sempre trovato bene con lw o chi le vuole sfoggiare
    io comunque a livello estetico preferisco le vecchie. queste assomigliano molto ad una ruota normale
  3. Yamakasi:

    Stesso peso delle Farsport S5 Evo che già sono fin troppo rigide... non capisco chi le possa comprare per poi usarle davvero!
    Tutti i ciclisti per i quali spendere 7000 € per una coppia di ruote non è un problema......


    Vuoi dire che tra tutti quelli che hanno speso oltre 24.000 € per assistere alla finale di Wimbledon stappando bottiglie di champagne durante la partita, non c'è qualche ciclista? :-)xxxx
Articolo precedente

Vittoria di tappa di Simon Yates. Ben Healy in giallo

Articolo successivo

[Test] Favero Assioma Pro RS 2

Gli ultimi articoli in News