La lotta delle aziende USA contro i dazi

La lotta delle aziende USA contro i dazi

29/10/2019
Whatsapp
29/10/2019

Come noto, il governo USA il 24 settembre 2018 ha imposto tutta una serie di dazi sui prodotti importati dalla Cina per un totale di circa 200 miliardi di dollari.

Tra questi prodotti ovviamente ci sono anche componenti di biciclette: l’anno scorso sono stati importati dalla Cina negli USA 500.000 telai di biciclette (non biciclette intere) di ogni materiale per un valore di 32 milioni di dollari. Nel 2019 il numero i telai importati è sceso a 200.000 sino ad agosto, per un totale di 21 milioni di dollari. Segno che questi dazi hanno ottenuto l’effetto voluto.

Questi prodotti erano soggetti ad un dazio iniziale del 3,9%, salito poi al 10% nel settembre 2018, aumentato al 25% lo scorso Maggio. Un ulteriore aumento al 30% che doveva entrare in vigore il 1° di Ottobre è stato poi posticipato a data da destinarsi.

Questi dazi però rappresentano un problema in particolare per le aziende che commerciano telai e componenti in carbonio. Il perché lo spiega una piccola azienda di telai in carbonio del Massachusetts, Parlee Bicycles, che negli ultimi dieci anni si è creata un buon nome nell’ambiente:

la produzione domestica di questi telai ha un costo proibitivo, cosi come sono proibitivi oggi i costi per trovare un nuovo terzista fuori dalla Cina. Far ricadere questi costi sul consumatore non è un’opzione fattibile”.

“Queste motivazioni non vengono addotte per particolari capacità tecnologiche o strategiche nella costruzione: “La normale tecnologia utilizzata in questi processi produttivi è ormai consolidata in Cina da decenni. Non c’è alcuna minaccia (strategica, una delle motivazione del governo alla protezionismo nel caso del carbonio -ndr-) nel fatto che la Cina acquisisca tecnologie che non possiede già“.

La risposta delle aziende USA a questi dazi è stata richiedere delle esclusioni al U.S. Trade Representative, il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti d’America, il quale si occupa principalmente di consigliare e agire per conto del presidente USA sulle questioni di commercio internazionale.

Ed è stata proprio Parlee ad ottenere la seconda esclusione nel settore ciclismo (l’altra riguarda una piccola azienda che produce bici singlespeed). Di questa esclusione non beneficerà solo il richiedente, ma tutti gli importatori USA di telai in carbonio (la richiesta riguarda quelli solamente) dalla Cina, i quali non pagheranno più il 25% addizionale sino al prossimo agosto 2020, oltre a venire rimborsati per quanto già pagato.

Questa esclusione riguarda una tipologia ben definita di telai: quelli il cui valore non ecceda i 600$. Allo stesso tempo anche Trek Bicycles ha richiesto un’esclusione: per telai in ogni materiale di valore sopra e sotto i 600$. Ed anche un’associazione per la promozione del ciclismo, PeopleForBikes, che opera per tutta l’industria ciclo americana, ha richiesto un’esclusione per tutti i telai di valore inferiore a 600$. Al momento ci sono 94 richieste di esclusione indirizzate al US Trade Representative.

Per le piccole e medie aziende si tratta di chiedere esclusioni per parti specifiche, come nel caso di Delta Cycle, la quale ha richiesto l’esclusione di un portapacchi molto specifico. Bell ha richiesto l’esclusione di alcuni modelli di selle, caschi, camere d’aria e pompe; Salsa di alcuni modelli di bici, etc..

Nel complesso si è trattato di un duro colpo per tutte queste piccole e medie aziende per le quali assorbire un rincaro del 30% è molto molto difficile. Le prime misure adottate sono state un incremento dei prezzi e la fine del Free Shipping, la spedizione gratuita per chi la offriva (cosa molto comune negli USA).

Gli effetti di questa guerra dei dazi sta portando grandi sconvolgimenti nel settore, in primis con la delocalizzazione dei siti produttivi fuori dalla Cina: Giant Manufacturing Co. il maggior produttore mondiale, ne ha spostato uno recentemente nei Paesi Bassi, oltre ad averne aperto uno per le Ebikes in Ungheria. I paesi più gettonati sono il sud-est asiatico, come il Vietnam o la Cambogia, già da anni paesi privilegiati nella manifattura di telai di bassa gamma.

La richiesta delle esclusioni per i telai con grande enfasi sui 600$ fa capire anche quale sia il prezzo “limite” per la produzione locale e quando convenga (o sia impossibile non farlo) delocalizzare. Ancora più complicato il discorso con le bici intere, che sono assemblate con componenti con produzione di diversa provenienza, come telaio made in Taiwan (ma magari in realtà cinese, anche a Taiwan la legge permette di definire “Made in Taiwan” un telaio verniciato e montato in loco) ruote con cerchi cinesi, copertoni thailandesi, etc..

Ma non tutte le aziende USA sono scontente dei dazi, grande sollievo è stato espresso recentemente da aziende attive nella produzione di componenti in alluminio (a basso contenuto tecnologico quindi) come cavalletti e portapacchi. Anche se, la maggioranza, a partire dai rivenditori, sembra scontenta con numeri di vendita in calo, e soprattutto soffrono le piccole aziende, che vengono acquisite da quelle più grandi.

Insomma, se lo scopo era riportare la produzione USA in patria, la cosa non sembra riuscire.

31
Rispondi

Devi fare il Login per commentare
25 Comment threads
3 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
15 Comment authors
BertoglioIZPierre82Gamba_tri Recent comment authors
  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
pietro1973
Member
pietro1973
la manodopera come i processi produttivi costano pensare che la sola introduzione di mega dazi riporti tutto nella terra natia e’ solo nelle favole e per gli allocchi, chi ne ha la forza economica sposta il processo produttivo in altri paesi a basso costo, i piccoli e medi sono destinati a chiudere.
gasht
Member
gasht

beh è un bel po’ che gli stati uniti giochicchiano con questa cosa. l’idea è di riuscire a far ripartire l’industria nazionale. quindi mettono dazi su tutto anche sui capitali per impedire rafforzamenti del dollaro. è una tattica suicida fino ad un certo punto. ha una sua logica. del resto non c’è mai stato un mercato senza frizioni e gli stati uniti non fanno eccezione. il governo conta eccome anche negli stati uniti, vedi industria armamenti e suo funzionamento via lobbies. contrariamente a quello che si crede ciò che guida da sempre gli stati uniti nelle relaizoni internazionali non è… Read more »

S
Member
Scaldamozzi ogni tanto
Non è che c’è un errore nelle cifre?
Facendo i conti viene che il prezzo medio di un telaio lo scorso anno sarebbe di 64$, nel 2019 di 105$, con un aumento del 64%
S
Member
Scaldamozzi ogni tanto

gasht ha scritto: beh è un bel po’ che gli stati uniti giochicchiano con questa cosa. l’idea è di riuscire a far ripartire l’industria nazionale. quindi mettono dazi su tutto anche sui capitali per impedire rafforzamenti del dollaro. è una tattica suicida fino ad un certo punto. ha una sua logica. del resto non c’è mai stato un mercato senza frizioni e gli stati uniti non fanno eccezione. il governo conta eccome anche negli stati uniti, vedi industria armamenti e suo funzionamento via lobbies. contrariamente a quello che si crede ciò che guida da sempre gli stati uniti nelle relaizoni… Read more »

gasht
Member
gasht
Il fatto è che i dazi c’erano prima che li introducesse Trump, ma per le merci usa in Europa (auto e carne, ad esempio) e su diversi prodotti esteri che vengono importati in Cina.
Quindi se il mercato è squilibrato ora lo era pure prima, ma nessuno diceva niente.

la guerra delle banane. io che sono vecchio ricordo quella. voglio dire, per rendersene conto basta guardare che succede se compri, da quel dì, dagli stati uniti. mica ti mettono solo l’iva.

core59
Member
core59

Andai quasi trenta anni fa a visitare fabbriche in Cina di prodotti americani. In Europa venivano venduti come "made in Usa", ma erano prodotti là e costavano pochissimi dollari , mentre da noi venivano venduti anche con ricarichi dei 300%. Gli USA sui prodotti cinesi ci hanno costruito degli imperi (vedi NIKE, tutte cinesi, forse adesso anche vietnamite) . Le biciclette non fanno certo eccezione, le TREK o le Specialized sono fatte in USA? Nemmeno per idea. Ma i dazi, paradossalmente danneggiano moltissimo i marchi americani ed i loro acquirenti perchè per mantenere la marginalità dovranno aumentare i prezzi e… Read more »

golias
Member
golias
L’intendo del biondino è mettere in difficoltà la cina che detiene una buona parte del debito pubblico americano.. giochetti commerciali in preparazione per altro evento.
W
Member
walterde67

Dispiace che ci vada di mezzo anche la nostra passione, ma la questione delocalizzazione-ricarichi mostruosi su prodotti venduti in Occidente degli scorsi anni avrebbe dovuto anch’essa scandalizzarci. Ora il Biondino, come qualcuno lo chiama, prova, con metodi che taluni potranno giudicare rozzi e goffi, di riassestare questo sistema . Non so se ci riuscirà, ma molti americani oggi gli sono grati per questo tentativo e lo rivoteranno. Non certo aziende come Trek, che possono dimenticarsi i profitti di un tempo e finalmente ripensare alle strategie industriali un po’ più equilibrate. Ci siamo dimenticati di quante aziende hanno chiuso anche da… Read more »

bradipus
Member
bradipus

walterde67 ha scritto: Dispiace che ci vada di mezzo anche la nostra passione, ma la questione delocalizzazione-ricarichi mostruosi su prodotti venduti in Occidente degli scorsi anni avrebbe dovuto anch’essa scandalizzarci. Ora il Biondino, come qualcuno lo chiama, prova, con metodi che taluni potranno giudicare rozzi e goffi, di riassestare questo sistema . Non so se ci riuscirà, ma molti americani oggi gli sono grati per questo tentativo e lo rivoteranno. Non certo aziende come Trek, che possono dimenticarsi i profitti di un tempo e finalmente ripensare alle strategie industriali un po’ più equilibrate. Ci siamo dimenticati di quante aziende hanno… Read more »

W
Member
walterde67

È una questione di equilibrio. In tempi non sospetti (fino a 5-6 anni fa) nessuno si lamentava che in Cina fossero sempre esistiti i dazi sui prodotti occidentali. Una BMW costa il doppio che in Europa, gli spaghetti, il parmigiano ecc uguale e nessuno ha mai osato dire niente. Chi ha a che fare con la Cina per motivi di lavoro sa che lì da qui non si può spedire neanche un pacchetto con dei campioni di plastica o altro, viene tutto filtrato e controllato. Noto che il mondo occidentale si schiera con la Cina. Ma vi sembra normale? Poi,… Read more »

golias
Member
golias

bradipus ha scritto: il problema dei dazi è che se tu li metti agli altri paesi, poi gli altri paesi li mettono a te. il che sarebbe un disastro per un paese come il nostro che ha una bilancia commerciale generalmente positiva (39 miliardi nel 2018), e che deve comunque obbligatoriamente comprare all’estero le materie prime che non ha (petrolio in primis, ma anche alimentari come il grano). Clicca per allargare… I dazi ci sono già in molti paesi dove l’Italia esporta e spesso neppure dietro una logica apparente, e comunque è la solita guerra tra poveri (nel senso che… Read more »

GRM
Member
GRM
Il biondino fa’ la voce grossa e basta , come Salvini , ma poi deve adattarsi al mercato ed il mercato è la Cina. Su YouTube ci sono due video interessanti di Geraci sulla questione Cina
Raven
Member
Raven
L’intendo del biondino è mettere in difficoltà la cina che detiene una buona parte del debito pubblico americano.. giochetti commerciali in preparazione per altro evento.

e quale è il fine di mettere in difficoltà chi detiene una buona parte del tuo debito?

Gamba_tri
Member
Gamba_tri
Io mi concentrerei su un altro punto. Parlee e Trek hanno chiesto l’esenzione per telai sotto i 600 $, prezzo finale al consumatore… E poi non hanno margini operativi?
golias
Member
golias
e quale è il fine di mettere in difficoltà chi detiene una buona parte del tuo debito?

Svenderlo ;-)

bradipus
Member
bradipus

golias ha scritto: I dazi ci sono già in molti paesi dove l’Italia esporta e spesso neppure dietro una logica apparente, e comunque è la solita guerra tra poveri (nel senso che chi ci rimette è sempre il piccolo, le grandi corporate hanno già studiato come aggirare i vari "ostacoli") il motivo che ha spinto il biondino a fare quella mossa è ben altra cosa con cifre molto al di sopra del comparto commerciale interessato.. oramai le guerre si combattono a suon di pecunia. Clicca per allargare… molto spesso nell’epoca moderna le guerre (non solo commerciali, ma anche quelle ‘vere’)… Read more »

golias
Member
golias
molto spesso nell’epoca moderna le guerre (non solo commerciali, ma anche quelle ‘vere’) hanno più un fine primo all’interno che verso un ‘nemico’ esterno.

Umhh.. ho idea che stai confondendo con la politica, che ha sicuramente il suo peso nel contesto ma resta marginale.. le guerre (qualunque siano) sono sempre a scopo interessi che si tratti di pecunia o di beni materiali.

bradipus
Member
bradipus
Umhh.. ho idea che stai confondendo con la politica, che ha sicuramente il suo peso nel contesto ma resta marginale.. le guerre (qualunque siano) sono sempre a scopo interessi che si tratti di pecunia o di beni materiali.

Pensa alla guerra delle Falkland, intrapresa dal regime argentino al solo scopo di incrementare il consenso popolare e distogliere l’attenzione della gente dai grossi problemi economici del paese.
Creare un nemico spesso fa comodo…

golias
Member
golias
Pensa alla guerra delle Falkland, intrapresa dal regime argentino al solo scopo di incrementare il consenso popolare e distogliere l’attenzione della gente dai grossi problemi economici del paese.
Creare un nemico spesso fa comodo…

Sono d’accordo.. (escludendo che l’allora regime militare che mi pare fosse al potere ottenne l’effetto contrario se non ricordo male) ma parliamo di schermaglie che si.. fanno comodo ai politici e non a caso la Margaret ne uscì a testa alta.

Pierre82
Member
Pierre82
Scusate… ma andando al sodo ora le aziende americane dovendo ricoprire i costi dei dazi finiranno fuori mercato?
Specy, Trek e Cannondale a prezzi esorbitanti non significa maggiori vendite per i Colnago, i Wilier, i Pinarello e i Bianchi de noaltri? Buon per noi europei, no?
Vabbe’ Bianchi ahimè nn è più italiana, ma il concetto è chiaro, no?
bradipus
Member
bradipus
Scusate… ma andando al sodo ora le aziende americane dovendo ricoprire i costi dei dazi finiranno fuori mercato?
Specy, Trek e Cannondale a prezzi esorbitanti non significa maggiori vendite per i Colnago, i Wilier, i Pinarello e i Bianchi de noaltri? Buon per noi europei, no?
Vabbe’ Bianchi ahimè nn è più italiana, ma il concetto è chiaro, no?

Se la cosa avrà ripercussioni, e dubito ne avrà di significative, ne avrà solo sul mercato interno statunitense.

Pierre82
Member
Pierre82
Se la cosa avrà ripercussioni, e dubito ne avrà di significative, ne avrà solo sul mercato interno statunitense.

Questo dipende anche da come andrà a finire la guerra commerciale usa – UE…

bradipus
Member
bradipus
Questo dipende anche da come andrà a finire la guerra commerciale usa – UE…

Ma i prodotti Specy, Trek, C’dale mica arrivano dagli USA… arrivano da Taiwan e Cina.

Z
Member
Zac36100
ma come…adesso tutti a mettere in discussione specy trek cannondale? e nel "forum cina" tutti che dicono che sono fatti a mano in USA?
I
Member
ildoppingnonvincemai
Scusate… ma andando al sodo ora le aziende americane dovendo ricoprire i costi dei dazi finiranno fuori mercato?
Specy, Trek e Cannondale a prezzi esorbitanti non significa maggiori vendite per i Colnago, i Wilier, i Pinarello e i Bianchi de noaltri? Buon per noi europei, no?
Vabbe’ Bianchi ahimè nn è più italiana, ma il concetto è chiaro, no?

… Neanche Pinarello …

Bertoglio
Member
Bertoglio
….Trump è solo un guerrafondaio…come economista è un grezzo…
Bert51
Member
Bert51

Scaldamozzi ogni tanto ha scritto: Il fatto è che i dazi c’erano prima che li introducesse Trump, ma per le merci usa in Europa (auto e carne, ad esempio) e su diversi prodotti esteri che vengono importati in Cina. Quindi se il mercato è squilibrato ora lo era pure prima, ma nessuno diceva niente. Clicca per allargare… OT Per prosecco, parmigiano e vari altri prodotti enogastronomici italiani Trump alza dazi a due cifre per consentire alla produzione usa di produrre imitazioni, falso vino italiano, formaggi e salumi non italiani ma con etichetta "product of Italy". In merito a tali falsi,… Read more »

S
Member
Scaldamozzi ogni tanto

Bert51 ha scritto: OT Per prosecco, parmigiano e vari altri prodotti enogastronomici italiani Trump alza dazi a due cifre per consentire alla produzione usa di produrre imitazioni, falso vino italiano, formaggi e salumi non italiani ma con etichetta "product of Italy". In merito a tali falsi, produttori Usa e Trump sono largamente refrattari a contrastare i tarocchi, dichiarano che fa parte della loro libera iniziativa. Trump&C pensano di deprimere l’import a favore dei produttori locali, dimenticando l’export. Specy, Cannondale, Trek, Sram… io non ne comprerei manco un bullone. Non mi interessa nemmeno se i loro prodotti non costassero di più… Read more »

Bert51
Member
Bert51

OT… Ho cercato dati storici ma il web non parla d’altro che degli ultimi anni, in cui UE non ha fatto guerre di dazi verso USA, ma dal 2015, fonte europarlamento, UE esporta verso USA molto più di quanto gli USA esportino a UE, e non per chissà quali mafie e complotti, ma per semplice domanda dei consumatori USA. E questo disavanzo ha dato fastidio al neoeletto fin dai primi giorni, che ha usato lo squilibrio commerciale come il simbolo del male. Non solo Russia e Cina, ma anche l’Europa è diventata un nemico?!?! Follia! Questa frase la ripeté più… Read more »

 

POTRESTI ESSERTI PERSO