Le misure anti-virus alla Paris-Nice

Le misure anti-virus alla Paris-Nice

07/03/2020
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07/03/2020

Paris-Nice imminente, la quale diventa la prima gara importante della stagione. Corridori portati da 7 a 8 per squadre e due nuove squadre ProConti invitate per sopperire alle assenze di altre, le quali hanno preferito non rischiare.

La Paris-Nice è organizzata da ASO, organizzatore di Tour, Vuelta, Liegi, etc.. il quale ha trovato un accordo con UCI e associazione corridori per concordare delle misure per evitare possibili contagi. Le indicazioni sono state emanate dal ministero dello sport francese. Eccole in riassunto:

Alloggi: riorganizzate tutte le prenotazioni degli hotel per le squadre, in modo che vi siano massimo due squadre per hotel (prima arrivavano a cinque nello stesso albergo). I corridori mangeranno in sale private, non assieme al resto degli ospiti. Nessun buffet, ma servizio individuale. Gel idroalcolici (amuchina & c.) distribuiti in grandi quantità in ogni spazio degli alberghi. Consigliato usare il gomito per premere i pulsanti degli ascensori e aprire le porte.

Partenza: il pubblico verrà tenuto il più lontano possibile dai corridori. Non sarà permesso l’accesso al parcheggio degli autobus delle squadre. I corridori non firmeranno il foglio di via, ma verranno “contati” dai commissari di gara tramite una app su tablet. Le barriere per il contenimento del pubblico saranno poste più lontane dal passaggio dei corridori. Vietati autografi e selfie con il pubblico. Cosi come le interviste “ravvicinate” da parte dei media. Lo staff delle squadre ha ricevuto l’ordine di restare il meno possibile fuori dagli autobus.

In corsa: vietato tirare in giro o regalare al pubblico le borracce usate, cosi come accettare qualunque cosa dal pubblico. Niente strette di mano tra corridori un’altra indicazione. Una speciale ambulanza seguirà il gruppo per intervenire in caso qualche corridore stia male e presenti febbre.

Arrivo: vietati abbracci tra staff e corridori ed altri. Sul podio l’indicazione è di non toccare gli atleti. Hostess bandite. Soppresse interviste e conferenze stampa. Ogni giornalista dovrà contattare l’addetto stampa delle squadre per concordare interviste telefoniche.

Il ciclismo Pro al tempo del coronavirus.

 

 

 

Commenti

  1. Ser pecora:

    Per me è senza senso. Tutte misure per proteggere i ciclisti, ma il pubblico?! Libero di contagiarsi tra se e se...
    Però, aspè, io anche se fossi in zona, io personalmente non ci andrei mai a vederla, ma me la vedo sul divano di casa mia che la vedo pure meglio, cioè secondo me deve passare il messaggio che la nostra coscienza deve essere la prima barriera, poi sono d'accordo con te che del pubblico stica, e allora le autorità sono le prime responsabili della diffusione del contagio.
  2. Ridicoli , se bisogna correre le gare così meglio fermarsi . Ormai la stagione è compromessa se ne devono fare una ragione .