L’MPCC giudica irresponsabile la risposta della WADA

L’MPCC giudica irresponsabile la risposta della WADA

17/10/2017
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17/10/2017

Il movimento per un ciclismo credibile (MPCC) ha pubblicato la propria posizione riguardo la risposta avuta dall’agenzia mondiale antidoping (WADA) sul tema dei corticosteroidi e del Tramadol, che l’MPCC vorrebbe inseriti nella lista delle sostanze dopanti. La lettera della WADA è arrivata in risposta a quella aperta nei suoi confronti dal MPCC, il 6 Ottobre scorso.

La lettera della WADA, firmata da Olivier Niggli, presidente, è in effetti abbastanza incomprensibile in alcuni suoi punti. In primis quello secondo cui i corticosteroidi “avrebbero un effetto piuttosto limitato sulla prestazione e che, nella maggior parte dei casi il loro utilizzo è nocivo per la prestazione stessa“.

Niggli non porta a sostegno di questa affermazione nessun dato. Posizione che è contradetta dalla gran parte degli endocrinologi e dal fatto che l’abuso di queste sostanze nel ciclismo non è certo “ricreativo”…

Altra motivazione addotta da Niggli è che la lista delle sostanze proibite è unica per tutti gli sport, e “l’abuso in altri sport dei corticosteroidi è piuttosto limitato, se non inesistente“,  e che pertanto va utilizzato secondo la legittimità ponderata dai medici delle società.

Olivier Niggli, presidente WADA

Olivier Niggli, presidente WADA

Pressoché identica la motivazione del rifiuto di bandire il Tramadol: “La prescrizione è lasciata ai medici nel quadro della pratica medica, visto che può essere prescritto in modo legittimo in certi trattamenti terapeutici“. Tra l’altro la WADA considera, abbastanza giustamente, che il Tramadol è solo uno dei vari oppiodi sul mercato, come la codeina, e non è possibile bandire un’intera categoria di medicinali, che possono invece essere utilizzati legittimamente in alcuni casi.

La reazione del MPCC è piuttosto violenta, tanto che parla chiaramente di risposta irresponsabile da parte della WADA. Risposta che definiscono “politica”, incomprensibile, e che è da ritenersi un affronto (sic) verso gli sforzi ed i membri del MPCC.

L’MPCC fa appello quindi a David Lappertient, presidente UCI fresco di nomina, perché si imponga di non far correre i ciclisti con una cortisolemia bassa per almeno 8 giorni, e che dal 1° Gennaio 2019 vengano banditi tutti i corticosteroidi dalle competizioni.

A questo l’MPCC rilancia con la proposta di controllare sistematicamente le bici dei primi 3 classificati in ogni gara, più 2 corridori a sorteggio per rilevare la presenza di doping tecnologico a fine gara. Nelle corse a tappe anche la bici del leader della classifica generale.

Patrick Legeay, presidente MPCC

Patrick Legeay, presidente MPCC

Lo scontro, senza dubbio con risvolti politici, pare solo all’inizio.