L’ossessione del peso tra i Pro

L’ossessione del peso tra i Pro

09/10/2019
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09/10/2019

Verso la metà degli anni 2000 il peso dei ciclisti è diventato un argomento di discussione. I ciclisti ovviamente non sono mai stati grassi, ma le abitudini alimentari sono cambiate moltissimo nella storia dello sport. I pionieri del ciclismo semplicemente mangiavano tutto quello che potevano durante le corse a tappe, con grande predilezione per la carne. Nel secondo dopoguerra le diete sono diventate più raffinate, ma sempre piuttosto basate sul sentito dire e le “sensazioni”.

Fausto Coppi è stato probabilmente il corridore di spicco che più ha introdotto l’attenzione verso il cibo, con in particolare una predilezione per la carne di pollo ed il pesce, pre-gara. Jaques Anquetil che ne ha raccolto il testimone però non si faceva mai mancare Champagne a cena, e prediligeva le ostriche.

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Le generazioni successive non sembrano mai state particolarmente ossessionate dalle diete. Attenti ovviamente si, ma appunto bastava l’attenzione e tanti km (ed un bel po’ di amfetamine). Durante gli anni ’80-’90 l’attenzione si è spostata pesantemente verso altri tipi di carburanti ed anche li il peso non sembrava un’ossessione particolare.

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Dagli anni 2000 in poi si, e la cosa ha cominciato a farsi notare con corridori come Bradley Wiggins, che già nel 2009, quando correva per la Garmin ed ha colto il 4° posto al Tour (che sarebbe un 3° con Lance Armstrong squalificato).

2009, Paris – Roubaix, Garmin – Slipstream, Roubaix

Per poi arrivare alla vittoria del 2012, dove arrivò a 69kg. Wiggins è 190cm.

Da li in poi il peso è diventato un argomento quotidiano nel ciclismo. L’ultimo esempio è quello di Jani Brajkovic, che ha riportato sotto i riflettori la questione parlando dei problemi di disturbi alimentari di molti corridori, e che sono gli stessi per cui lui stesso è incappato in una squalifica all’antidoping.

Personalmente mi aveva colpito una frase di Marco Pinotti in un’intervista che gli avevo fatto qualche tempo fa: “ Quando corri hai costantemente fame, ogni ora del giorno”.

Cosi mi sono ricordato di un’intervista di Paul Kimmage a Nicholas Roche, in cui tra l’altro, si parlava della questione, e pertanto mi pare interessante riportarne alcuni stralci:

(Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

Roche: (Parlando del 12° posto di Roche al Tour 2014-ndr-) Si, penso che fisicamente avrei potuto fare molto meglio, ma ero ossessionato dal non mettere su peso e mi è costato caro nella 11^ tappa di La Toussuire. Ho avuto una crisi di fame ed a 6km dall’arrivo sono finito da 9° a 13°. Quell’anno ero fisicamente il più forte al Tour, ma mi pesavo 5 volte al giorno e mangiavo meno di quando dovessi. Sapevo che quella tappa sarebbe stata decisiva per il Tour, e ho pensato: domani il mio peso corporeo deve essere il più basso di sempre. Cosi invece di fare un carico di carboidrati ho fatto l’opposto e mi sono affamato.

Kimmage: Quanto è stata dura?

Roche: È stata dura. Sono sicuro che con un piatto in più di pasta quella notte sarei almeno finito 8° al Tour.

Kimmage: Ok, ma quanto è duro privarsi di cibo in quel modo? Perché la maggior parte del pubblico non conosce questo lato del ciclismo e cosa serva per correre a quei livelli.

Roche: Penso sia la parte più dura. Più dura che allenarsi. La moglie di un mio amico fa la modella per la IMG ed ha postato una foto su Instagram l’altro giorno con un piatto, una forchetta  ed una faccina sorridente con scritto: “la parte facile è stata lavorare 1h. La parte difficile è tenere il piatto il più vuoto possibile per le altre 23”. Mi sono detto: è come essere un ciclista. Fare allenamenti giornalieri di 5h è qualcosa che facciamo da quando abbiamo 12 anni, ma la parte più difficile è il cibo. La qualità ed ovviamente la quantità.

Kimmage: non c’era cosi tanta enfasi sul peso quando sei passato pro. Quand’è che è cambiato? Quando è cominciato questo bisogno di essere scheletrici?

Roche: Direi nel 2009-2010. Ho cominciato a farci davvero attenzione nel 2008. Ho avuto un’ulcera e sono passato da 72 a 68/69kg e mi sono sentito più in forma che mai. Ho fatto la prima buona prestazione alla Vuelta (13°) ed ho pensato: e se riuscissi a tenere questo peso tutto l’anno? Ma per qualche ragione il mio corpo non me lo consente.

Kimmage: sembri parecchio magro ora

Roche: sono ok

Kimmage: quanto pesi?

Roche: 71kg

Kimmage: Cosa hai mangiato oggi?

Roche: stamattina un toast con un po’ di burro e un po’ di marmellata

Kimmage: un toast?

Roche: si, e un cappuccino

Kimmage: tutto qua?

Roche: si

Kimmage: e poi sei uscito ad allenarti?

Roche, si, ho fatto 2h

Kimmage: hai mangiato durante?

Roche: In effetti mi sono fermato per un caffè e qualche biscotto

Kimmage: Da allora più niente?

Roche: No, ma non ho fame. Ho fatto una buona cena ieri

Kimmage: e cosa sarebbe una buona cena?

Roche: una cena con Richie (Porte) e Geraint Thomas ed altri che abitano qui (nel 2015 Roche correva con la Sky assieme a Porte e Thomas. Tutti abitano a Monaco -ndr-). Abbiamo mangiato una tartare di tonno e insalata.

Kimmage: Alcol?

Roche: Abbiamo bevuto una bottiglia di vino rosso. Purtroppo l’alcol è il grasso peggiore. Non si riesce a bruciarlo. È peggio della cioccolata.

(Photo by Bryn Lennon/Getty Images)

L’intervista continua e si sposta sul doping. In particolare viene discusso il rapporto del CIRC, che all’epoca è stato molto discusso per poi venire rapidamente dimenticato come sempre.

Kimmage: La perdita di peso è un argomento evidenziato nel rapporto. Un modo con cui i corridori cercano di migliorare le proprie prestazioni è attraverso la riduzione del peso per incrementare il proprio rapporto peso/potenza. Si evidenziano le drastiche riduzioni di peso di alcuni corridori, che possono essere spiegate solo attraverso prodotti dopanti. La commissione evidenzia anche che queste riduzioni di peso portano a disturbi alimentari tra i corridori.

Roche: Concordo sui disordini alimentari. Ho amici che dicono che parlo solo di peso e cibo. Andiamo al ristorante e guardo il menu pensando a cosa mangiare, ma in una maniera “cauta”. Diciamo che non è un’ossessione, ma un argomento importante nella giornata.

Kimmage: E cosa ne pensi delle predite di peso drastiche?

Roche: penso che bisogna valutare caso per caso. Alcuni corridori ne sono capaci altri no, e quindi sospetti che lo facciano illegalmente.

Kimmage: Nel 2013 mi dicesti che volevi perdere un kilo prima del Tour, ma invece avevi preso peso.

Roche: Si, quando corro normalmente prendo peso.

Kimmage: ma altri corridori avevano perso 5kg da Aprile?

Roche: penso che se fai una vera (rigorosa) dieta puoi perdere 1kg a settimana. Di più non so. Penso che perdere 3-4kg in un mese sia possibile.

Kimmage: davvero?

Roche: si

Kimmage: ma tu puoi farlo?

Roche: no, ma ognuno è differente ed il metabolismo gioca un ruolo importante. Ma come dice il rapporto sono sospettoso quando sento di perdite di peso drastiche.

(Photo by Doug Pensinger/Getty Images)

Alla fine l’argomento, in questi ultimi 5 anni, è rimasto di attualità come si è visto con il caso di Brajkovic. Ed il punto da evidenziare non è tanto la riduzione del peso in se, o le diete drastiche, ma come i corridori riescano a ottenere le loro prestazioni pur affamandosi. In particolare nelle corse a tappe, aprendo tutto il capitolo delle sostanze proibite che lo permetterebbero, corticoidi in primis, fino ad arrivare a salbutamolo & c.

Un capitolo ancora aperto.

Commenti

  1. sepica:

    non cè doping che ti possa far andare il motore ad aria, devi necessaraiemnte metterci carburante (carbo) è il principio della termodinamica..altra cosa facile da capire...
    Si ok...
  2. il peso veniva considerato anche a fine anni 90.......quindi non e' una moda di questi ultimi anni,ovviamente si dava meno peso per alcuni,perche' comunque era importante ma non bisognava perdere forza.......adesso diciamo si lavora sui minimi su tutto che possono fare la differenza,comunque non e' i 500grammi in piu' o in meno che ti fanno andare piu' o meno forte per vincere un GT.
    Credo che anche 20 anni fa' si lavorava su massa magra e massa grassa,io esattamente 20 anni fa' era al 4% ma senza fare diete troppo strane,pesavo 15 kg in meno di oggi ed ero al primo anno under23,ovviamente per uno che corre il problema peso e' minimo perche' comunque si brucia tanto......se si e' professionali non si diventa grossi da prof,ma se bevi e mangi dolci in modo smodato,o non sei prof oppure se fuori di testa.
    Non credo che Pantani,Casagrande,Gotti,Berzin,Simoni,Armstrong ma anche Induran fossero grossi......adesso si parla di Froome che comunque e' certamente magro ma non e' cosi cadaverico visto dal vivo,ma un professionista bello tirato ( si parla di lui perche' vince) ma secondo me per fare esempio e' piu' magro Domuolin
  3. never give up!:

    il cortisolo è un ormone secreto dalle ghiandole surrenali...detto anche ormone dello stress...
    non facciamo confusione con il cortisone...
    Eggià :roll:
    Masao1:

    non so come facciano ad eludere i controlli, ma i corticosteroidi in generale (cortisone o cortisolo che sia) provocano quegli effetti. Ritenzione idrica e aumento di peso.
    Non sai se e come eluderebbero i controlli, non sai la differenza fra cortisone e cortisolo. Ciò forse dovrebbe indurti a minare le tue certezze, tanto più che come detto anche il semplice sale da cucina provoca ritenzione e aumento di peso.
 

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