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L’UCI non annullerà le corse per il virus

L’UCI non annullerà le corse per il virus

Piergiorgio Sbrissa, 05/03/2020

L’UCI non annullerà alcuna corsa in seguito all’epidemia di coronavirus. L’eventuale annullamento sarà deciso dalle autorità sanitarie competenti.

“La decisione a questo stadio è di non procedere all’annullamento di alcuna prova. Ogni decisione eventuale di annullamento sarà presa dalle autorità sanitarie dei territori interessati sulla base dell’evoluzione della situazione locale e di differenti fattori di rischio identificati. Gli organizzatori e l’insieme dei membri della famiglia ciclista saranno tenuti a conformarsi. Ogni organizzatore dovrà implementare un certo numero di misure intese a limitare al massimo il rischio di propagazione del coronavirus. Tra queste, una maggiore distanza tra il pubblico ed i corridori nelle zone di partenza e arrivo in particolare; il rispetto di un protocollo medico rigoroso, variabile a seconda del paese, incluso un protocollo per prendere in carico i casi sospetti e l’identificazione di una lista di strutture che possano procedere ai test diagnostici del coronavirus; la limitazione del numero di membri delle squadre alloggiati per ogni hotel; il rispetto di certe misure di igiene, per evitare ad esempio durante la cerimonia di firma del foglio di partenza che tutti i corridori vengano a contatto con lo stesso pennarello“.

Nell’incertezza di quali ed in che modalità queste misure vengano implementate dagli organizzatori, la squadra australiana Mitchelton-Scott, femminile e maschile, ha annunciato che non prenderà parte alle seguenti corse: Strade Bianche (uomini e donne),  GP Industria (maschile), Paris-Nice (maschile), Tirreno-Adriatico (maschile), Ronde van Drenthe (femminile), Danilith Nokere Koerse (femminile), Milan-San Remo (maschile) ed il Trofeo Alfredo Binda (femminile).

Di fatto interrompendo le proprie attività in corsa da oggi sino al 23 marzo. La Jumbo-Visma e la EF EDucation First per ora non parteciperanno alla Strade Bianche. Resta da vedere ora come si comporterà l’UCI rispetto queste squadre, che, in teoria, potrebbero essere multate e sanzionate se le corse fossero mantenute.

Nel mentre, gli organizzatori, RCSsport in particolare, hanno annullato la Strade Bianche Granfondo (amatoriale) e stanno pensando per la gara professionistica ad una partenza ed arrivo in piazza del Campo Chiusa al pubblico.

Commenti

  1. Anche Astana non correrà per i prossimi 15gg.

    Il che fa presumere che anche altre squadre seguiranno. Quindi alla fine Rcs può anche mantenerle...tanto avranno 8 partenti (Lotto-Soudal ha detto che correrà).
  2. Penso che per fare le gare ci sia bisogno di permessi. Se le varie componenti di governo, regioni o i prefetti non danno le autorizzazioni la vedo dura a correre....
  3. gibo2007:

    - Vero che l'UCI fa spesso da capro espiatorio, vero anche che visto che ha competenza su poche cose e su quelle su cui ha competenza spesso agisce male o in modo poco trasparente me ne chiedo l'utilità.
    - Le squadre secondo me fanno anche bene, visto come si sta muovendo l'opinione pubblica dei vari Paesi nei nostri confronti in questo momento.
    - RCS sbaglia se si ostina a voler fare la strade bianche. Non sono gli unici danneggiati da questa situazione e devono prenderne atto (Vegni che io non stimo l'ha capito bene, i suoi superiori penso di no).

    Penso che quella proiezione sia più che sensata. Soprattutto se già le imprese stanno in piedi in condizioni ottimali per miracolo.
    -La competenza dell'UCI è quella di arbitro. Del far rispettare il regolamento (sottoscritto da tutti). In questo caso non può certo decidere se annullare una corsa per un'epidemia...non ha né le competenze né l'autorità. Idem per il caso del Tour UAE. Cosa doveva fare? Imporsi sul ministero della salute degli Emirati?! Eppure, come cani di pavlov, tutti a dare addosso all'UCI "che non fa niente". Ma chiedersi cosa faccia l'associazione corridori ogni tanto? Qual'è l'utilità di quella?

    -Quella dell'opinione pubblica che ce l'ha con gli italiani mi pare una strana percezione tutta italiana. Sono da due settimane in Francia e Svizzera e nessuno ce l'ha con gli italiani. Non sono tutti scemi. Mica "è colpa" di qualcuno se c'è un'epidemia...nei libri di storia danno la colpa a qualcuno per la spagnola o la peste?
    Peraltro il problema delle gare annullate o meno si sposterà rapidamente a Francia a Belgio in meno di due settimane.