L’UCI toglie lo sviluppo massimo consentito del rapporto per gli juniores

L’UCI toglie lo sviluppo massimo consentito del rapporto per gli juniores


Piergiorgio Sbrissa, 23/06/2022

L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) abolirà dal 1 gennaio 2023 la limitazione dello sviluppo massimo del rapporto consentito per gli Juniores nelle gare del calendario internazionale (articolo 2.2.023 del regolamento UCI). Fino al 31 dicembre 2022 resta limitato a 7,93 metri per Junior Maschili e Femminili.

Questa limitazione era già stata tolta in Francia dal 2020, per cui i rapporti erano liberi per gli Juniores nelle gare del calendario nazionale transalpino. La discussione sull’opportunità di togliere questa limitazione per gli juniores era proprio nata in Francia, come avevamo riportato a suo tempo, prendendo in considerazione l’evoluzione del fisico dei giovani nel corso del tempo, e ritenendo che la limitazione dei rapporti fosse ormai anacronistica per gli juniores.

Nelle motivazioni del cambio di regolamento l’UCI pone sia la “mancanza di evidenze scientifiche a supporto delle restrizioni correnti”, sia per la difficile reperibilità dei pacchi pignoni adatti per i gruppi 12V attuali.

 

Commenti

  1. 3andrea:

    -17/18
    -il limite c'è ancora sino agli allievi, mai vista una gara giovanile ? tt li a miusurare il rapporto prima della partenza ? io nn ho mai creduto al discorso "spacca gambe", credo sia molto romanzato come concetto...
    raggiungiamo la maturità muscolare in periodi diversi, nel corso della formazione è giusto cercare di equilibrare sta cosa evitando di dare troppi vantaggi a chi "matura" prima, ci sono stati, e ci saranno sempre, campioncini da 15 vittorie all'anno tra gli allievi che da under non finiscono neanche le corse...
    ciao
    a
    La mia idea è quella di "limitargli la velocità in discesa!" perché già così gli allievi vanno giù a 60 all'ora (ho un motociclista che è un asso nella guida, altrimenti col cavolo che con la telecamera riusciamo a seguirli!), figuriamoci con un 52x11!

    Beninteso che alle gare non ho mai visto nessuna verifica sulla bici, né di peso né tantomeno di rapporti usati.

    Quello della maturità muscolare anche per me è una scusa un po' ingigantita e romanzata perché la differenza è nettissima tra i ragazzi. Partono in 100, alla prima salitella (cavalcavia) già una decina si perdono. Poi se la strada è piana bene o male metà gara la fanno tutti, ma se davanti ci sono quelli che vogliono andar via anche in pianura, il gruppo prende 3 o 4 frustate (queste sì che spaccano le gambe!) e metà dei ragazzi si perdono e fanno una gara a sé.

    Evidentemente questa selezione che li mette davanti alla realtà, crudele ma reale, vorrebbe essere evitata impedendo, appunto con una limitazione dello sviluppo metrico, che ci sia troppa differenza tra chi riesce a spingere rapporti importanti e chi ha solo metà di quella potenza. Lo scopo è solo quello di evitare che alla gara successiva si iscrivano solo in 50.
  2. gigadeath:

    Ma questa forzatura artificiale ha moltissimo senso a 12-13-14 anni, quando il "creare volume nel movimento", "fare gruppo", "essere inclusivi" ha ancora la priorità.

    Ma a 18 anni? Dai a 18 anni la scrematura, la pulizia, l'esclusione "di chi non ne ha" purtroppo è legittima, se poi a 20 devono essere in gruppo al Tour de France... sennò diventa tutto un po' un discorso ipocrita.
    anche perchè >20 anni se capisci di essere troppo distante è meglio che ti dedichi allo studio oppure ad un attività remunerativa.
  3. leandro_loi:

    Il livello si è alzato, se vuoi primeggiare non stai fuori fino a tardi la sera, conduci una vita sana e senza eccessi, devi essere un atleta. Un atleta professionista non è un gioco, è un lavoro. E come un qualsiasi altro lavoratore, sta alle regole che impone il proprio posto di lavoro. O così, o pomì.
    Quindi tu definisci un ragazzo di 16 anni già professionista di lavoro ? Alla faccia di non mettergli abbastanza pressioni addosso, magari rompiamogli perché deve fare risultato. A 20 anni stanno già stressati e con le palle piene della bici.
    Quelli sono gli anni migliori, non a caso quando si passa ad U23 nei primi 2 anni si dice che capisci veramente vuoi fare quello nella vita (gambe permettendo). Poi se uno vuole veramente quello nella vita ben venga, ma applicare la stessa “vita” a tutti quelli che salgono su una bicicletta già da bambini anche no.

    PS. Ripeto, il calcio è un altro mondo e soprattuto di gente con la mentalità come Ronaldo ne nasce 1 su mille.