Mads Pedersen nella storia dei campioni del mondo

Mads Pedersen nella storia dei campioni del mondo

01/10/2019
Whatsapp
01/10/2019

Mads Pedersen, ha vinto inaspettatamente il titolo di campione del mondo su strada. Le sorprese inaspettate non sono mai piaciute al grande pubblico, che tifa per e vuole vedere la vittoria di uno dei propri beniamini. Pedersen però, a 23 anni, è entrato nella storia, come il più giovane campione del mondo del XXI° secolo, e come l’11° più giovane campione del mondo della storia dei campionati mondiali. Scorrendo la lista dei vari campioni del mondo ci si rende conto come altri prima di Pedersen hanno vinto il titolo iridato da sconosciuti o quasi, a preludio di una grande carriera.

Il più giovane campione del mondo maschile della storia è il belga Karel Kaers, che si impose a 20 anni e 76 giorni, nel 1934 (nello stesso anno vinse anche il Fiandre). Il campionato del mondo di quell’anno fu particolarmente contestato, perché il percorso di 225km a Lipsia, in Germania, era completamente ed assolutamente piatto. Kaers, che era fondamentalmente un pistard, rimase a ruota tutta la gara per battere tutti in volata, chiudendo anche la strada all’italiano Learco Guerra (già campione nel 1931). Inutile il reclamo dell’Italia. Il Belgio conquistò cosi il suo terzo titolo di sempre, e da allora l’età di Kaers resta record.

 

la volata vincente di Kaers su Guerra

Belgio che storicamente pare aver sfornato campioni in giovane età, con ben 6 campioni del mondo tra i primi 10 nella classifica dei più giovani. Il contrario per l’Italia che guida la classifica dei più vecchi, con 3 nei primi 10.

Al secondo posto tra i più giovani campioni del mondo lo sfortunato Jempy Monseré, di cui abbiamo raccontato la tragica sorte in un altro articolo. Monseré vinse nel 1970 a Leicester, in UK. a 21 anni e 342 giorni. Al terzo posto un delusissimo Felice Gimondi.

Al terzo posto, a 21 anni e 346 giorni, nel 1993, divenne campione del mondo ad Oslo il controverso Lance Armstrong. In quell’occasione negò la vittoria ad un corridore che non riuscirà mai a vincere la maglia iridata: Miguel Indurain (due volte 2° e una 3^, si aggiudicò quella a cronometro nel 1995 però). Nel futuro Armstrong avrebbe marcato un’intera epoca, prima nel bene e poi nel male. Ad oggi il titolo mondiale è la più prestigiosa vittoria rimasta nel suo palmarés, dopo essere stato decurtato dei 7 Tour de France vinti.

Al quarto posto un altro americano, Greg Lemond, che a 22 anni e 70 giorni, nel 1983, ad Alternhein, in Svizzera, vinse il primo dei suoi due titoli mondiali (l’altro nel 1989). Lo vinse davanti Adri Van der Poel, padre del Mathieu che semina il panico su ogni terreno oggi.

Al 5° posto non poteva mancare lui, Eddy Merckx. Il cannibale belga, presenza fissa in ogni record ciclistico, vinse il suo primo mondiale a 22 anni e 78 giorni, nel 1967, a Herleen, nei Paesi Bassi, battendo l’idolo locale Jan Janssen. Eddy si ripeterà nel 1971 e nel 1974 (ed ovviamente guida la classifica per numero di mondiali vinti assieme a soli altri 5 corridori).

Ronnse nel 1928

Al 6°, 7° ed 8° posto altri due belgi. Due perché al 6° e 8° posto c’è lo stesso corridore: Georges Ronnse, il quale vinse il titolo nel 1928 (a 22 anni e 166 giorni) e nel 1929 (a 23 anni e 165 giorni). Un doppio exploit che lo fa entrare in classifica due volte. Ronnse detiene anche un altro buon numero di record: è stato il primo belga a vincere il titolo iridato nella storia; ha corso il mondiale col minor numero di arrivati al traguardo (8, nel 1928) e quello col maggior distacco tra primo e secondo (17′, sempre nel 1928). E’ al secondo posto come più giovane vincitore sia della Liegi-Bastogne-Liegi (vinta nel 1925 a 19 anni e 102 giorni) che della Paris-Roubaix (vinta nel 1927 a 21 anni e 44 giorni).

“il tradimento” di Benoni

Al 7° posto il belga Beheyt Benoni, vincitore del mondiale del 1963 a 22 anni e 318 giorni. Vinse in casa, in Belgio, a Ronse, allo sprint davanti il connazionale Rik Van Looy, il quale era il capitano designato, ma Benoni all’ultimo momento non gli lasciò via libera. Da allora fu per sempre “il traditore”, e probabilmente si giocò la carriera con quel gesto (non rispettando gli ordini di squadra). Van Looy ebbe una carriera molto più prestigiosa di Benoni (2 titoli mondiali e 8 classiche monumento). Dalla foto sotto pare evidente che Benoni lo abbia capito già sul podio…

Al 9° posto l’italiano Maurizio Fondriest, che si impose nel mondiale del 1988, a Ronse, come Benoni 25 anni prima. Fondriest vinse davanti il francese Martial Gayant, ma soprattuto vinse per la bagarre tra Steve Bauer (CAN) e Claude Criquelion (FRA) con quest’ultimo che tentò di passare Bauer nella volata finale sulla desta, ma venne stretto sulle transenne dal canadese cadendo, ma andandogli addosso rallentandolo e permettendo a Fondriest di vincere. Criquelion fece anche causa a Bauer, ma senza successo (nel 1984 Criquelion vinse il titolo, con Bauer 3°).

Al 10° posto, giusto prima del neo campione Mads Pedersen, un corridore che di mondiali ne ha vinti ben 3, con anche un bronzo, (facendone uno dei soli 3 corridori nella storia ad avere vinto 4 medaglie ai mondiali in linea: 3 ori ed un bronzo, come Alfredo Binda e Rik Van Steenbergen), lo spagnolo Oscar Freire, che vinse il suo primo a Verona nel 1999, a  23 anni e 237 giorni.

Come si diceva in apertura gli italiani hanno ben tre corridori tra i primi 10 nella classifica dei più vecchi campioni del mondo: 4° Mario Cipollini (campione a 35 anni, Zolder 2002), 5° Fausto Coppi (33 anni, Lugano 1953) e 6° Paolo Bettini (33 anni, Stoccarda 2007- ma entra in  classifica anche col mondiale vinto l’anno prima a 32 anni a Salisburgo).

Sul podio di questa classifica c’è lo sfortunato (morì in una gara su pista nel 1956) belga Stan Ockers, 3° a 35 anni e 20 giorni, nel 1955 a Frascati. Al secondo posto l’ancora attivo spagnolo Alejandro Valverde, campione solo l’anno scorso a Innsbruck a 38 anni e 158 giorni. Valverde ha il record di piazzamenti al mondiale, con ben 7 medaglie: 1 oro, 2 argenti e 4 bronzi.

Ed infine il decano dei campioni del mondo: l’olandese Joop Zoetemelk, il quale divenne iridato a 38 anni e 273 giorni, nel 1985, a Giavera del Montello, quando batté Greg Lemond e Moreno Argentin. Zoetemelk è ricordato dai più per la sua incredibile consistenza: è uno dei soli due corridori ad avere terminato 16 Tour de France, di cui detiene il record di km percorsi in gara: 62.885 km. Oltre ad avere il record di piazzamenti: tre volte 4° e SEI volte 2° (due volte dietro Merckx e tre volte dietro Hinault).

5
Rispondi

Devi fare il Login per commentare
5 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
5 Comment authors
MaxfireEsamuelgolSer pecoraDoppiomisto Recent comment authors

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

  Sottoscriviti  
Più nuovo più vecchio più votato
Notificami
Doppiomisto
Member
Doppiomisto
La butto li… Monseré (2° più giovane) uscì da una corsa con vento incredibile (ho cercato conferma sul tubo ed in effetti le immagini parlano chiaro), Armstrong (3°) e Lemond (4°) vinsero in giornate da tregenda tipo quella di domenica. Solo un caso o i fisici più giovani sopportano meglio le intemperie?
Andrea Sicilia
Editor
Forse può essere una componente, ma nei casi da te citati mi pare si tratti molto del fatto che hanno vinto dei corridori semplicemente forti, come hanno confermato poi. A parte Monseré ovviamente, ma per i noti fatti.

Chissà quanti saranno d’accordo che LA fosse forte. (io si).

E
Member
emilio78
leggendo il precedente articolo relativo al mondiale non ho potuto non notare il virgolettato “sono l’unico idiota danese che abita ancora in Danimarca” a mio parere in questo mondiale ha probabilmente vinto quello più abituato ad andare per tanto tempo in condizioni infelici, alla fine ai loro livelli anche un piccolo risparmio energetico ti può permettere un plus finale di rendimento.
con rammarico dico che purtroppo ne ha fatto le spese il nostro Trentin.
Maxfire
Member
Maxfire
Come al solito un bel articolo che constentualizza un impresa di un ragazzo che e riuscito dove i grandi prima di lui hanno conquistato il mondiale
Per Petersen un buon augurio per il futuro.