Nuova Focus Izalco Max Disc

Nuova Focus Izalco Max Disc

11/06/2015
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11/06/2015

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Focus ha presentato la sua nuova top di gamma con freni a disco, la Izalco Max Disc.

Inutile premettere che tutta l’azienda tedesca crede fortemente nei freni a disco e li considera un’evoluzione naturale nella bici da corsa, e che si è investito molto negli ultimi due anni sia per creare questa bici che per l’omologazione dei freni a disco da parte dell’UCI.

In particolare la progettazione di questa bici è frutto di una stretta collaborazione tra Focus e SRAM. Questa collaborazione si è concretizzata nello sviluppo da parte di Focus di una piattaforma per implementare i nuovi freni SRAM basati sullo standard FlatMount, ottenendo un feedback continuo da parte dell’azienda americana su quali soluzioni utilizzare per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai freni a disco.

Gli ingegneri dell’azienda tedesca sono molti fieri di poter offrire quella che a loro opinione è la prima bici Race-Ready per freni a disco sul mercato. In effetti la Izalco Max Disc non è minimamente una bici endurance, ma è una vera bici “da corsa”, nel senso letterale.

Il dato più concreto su cui si sono concentrati in Focus è il peso, che è dichiarato a 790gr per il solo telaio in taglia 54.

La forcella è molto simile a quella in uso sulla Izalco Max attuale, ma con l’aggiunta del perno passante. Questa Izalco Max Disc beneficia infatti principalmente di una sezione del tubo obliquo maggiorata, ma per quanto riguarda la parte anteriore non è molto diversa dalla Izalco Max attuale. La grossa differenza si trova al posteriore. Tutto il carro è diverso, in particolare per la scelta di utilizzare una battuta da 142mm, che per Focus è lo standard del futuro.

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Perno passante anche in questo caso ovviamente. Ed ovviamente hanno utilizzato il loro sistema R.A.T., che a dire il vero è molto ben concepito e di facile utilizzo. Molto più veloce da utilizzare di uno sgancio rapido classico. Il carro per questo è ovviamente più largo ed un po’ più lungo (10mm), senza ponticelli di rinforzo, quindi comodamente compatibile con copertoni da 28mm.

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Per il reggisella hanno sviluppato un design che permetta grande flessione, deputando quindi a questo componente gran parte del comfort, seguendo peraltro una tendenza già diffusa.

Il reggisella, denominato CPX, pesa 195gr per 340mm di lunghezza e diametro 27,2mm. Il valore di rigidità è dato in 127n/mm.

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Passaggi cavi esterni, richiesta esplicita della Ag2R, sponsorizzata Focus, che fa quindi supporre un prossimo utilizzo in gara da parte dei Pro e soprattutto una collaborazione stretta sempre con SRAM che ha puntato sul gruppo elettronico wireless.

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La forcella ha degli steli di diametro veramente sottile. Focus consiglia fortemente l’utilizzo di dischi di diametro 160mm all’anteriore, non tanto per una questione di potenza, ma di trasmissione di calore alla forcella. Fattore questo che hanno definito molto critico, sconsigliando l’utilizzo del disco da 140mm all’anteriore per ciclisti pesanti e per lunghe discese, ma da tenere come opzione nel caso si faccia più che altro pianura o si sia molto leggeri ed esperti (quindi no frenate continue).

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Le bici date in prova erano tutte sotto i 7kg pur senza montaggi con componenti esotici. Anche quella utilizzata da me, in taglia 60, fermava l’ago della bilancia a 6,8kg senza pedali. Il montaggio standard era SRAM Red, ruote Zipp 202 per copertoncini (Schwalbe One da 25mm), attacco manubrio e manubrio Zipp SL e sella Fizik Arione standard (no carbon braided), e portaborraccia BBB.

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Nell’utilizzo la bici ha impressionato un po’ tutti per la grande leggerezza nonostante i freni a disco e per il comportamento molto neutro in qualunque situazione, probabilmente complice il passo un po’ più lungo che la rende molto stabile. Anche in una breve discesa ripida da 80km/h la bici non si è mai scomposta tenendo sempre molto bene la traiettoria. Nei tornanti non è un fulmine e bisogna essere un po’ decisi, ma niente di che, anzi, tutto sommato è una bici che dà grande senso si sicurezza. Il reggisella mi è sembrato ben equilibrato, aspettandomi una grande flessione (ero uno di quelli con maggior svettamento), invece si è rivelato flessibile si, ma solo su avvallamenti abbastanza grandi.

In generale il carattere della bici è veramente piuttosto race, in questo Focus mantiene le promesse, infatti la Izalco Max è ben lontana dall’essere una bici endurance o qualcosa che possa essere utilizzata su sterrati e fuoristrada (come qualcuno pensa appena vede dei freni a disco).

Mi ha impressionato il toccare le punte della forcella al termine della discesa sopra menzionata e trovarli piuttosto caldi (non roventi, intendiamoci). Un ingegnere Focus mi ha rassicurato che ad ogni modo hanno fatto un enorme numero di test sulle temperature e che la solidità della forcella in questo senso è a tutta prova. Chiaramente mi ha ripetuto che uno di 75kg non deve utilizzare il disco da 140mm se fa molta discesa.

Naturalmente queste sono impressioni legate ad un solo giro di 70km per 1000mt circa, quindi giusto una prima presa in mano.

Tutti quelli che l’hanno provata pero’ erano concordi che sia una bici assolutamente racing, sia come comportamento sia, ovviamente, come peso. Con qualche ritocchino qua e la si può facilmente portare sotto i 6kg. A cominciare da ruote per tubolari che tirerebbero giù 3-400gr, se non di più, molto facilmente.

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6kg netti, con ruote DtSwiss clincher, e componenti Schmolke-THM.

Per quanto riguarda la frenata, se ne valga o meno la pena, e tutte le solite diatribe infinite sui freni a disco, non mi esprimo. Ritengo che l’unico modo per capire sia provare.

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Focus-bikes.com

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edoardo3
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edoardo3

domanda, perché AG2R vuole i cavi esterni?? Manutenzione più semplice?

Altra domanda… .MA i freni a disco non dovevan essere la panacea di tutti i mali? adesso si scopre che il problema del calore è stato spostato dalle ruote alla forcella??

Piergiorgio Sbrissa
Guest
Piergiorgio Sbrissa

-Si, per una questione di manutenzione.

-Non so chi abbia detto che i freni a disco sono la panacea di tutti i mali, ma Focus ha detto che in certe condizioni il disco da 140mm puo’ essere un problema. Con quello da 160 nessun problema.

edoardo3
Guest
edoardo3

Beh lo ha detto chi sta spingendo i freni a disco…

Piergiorgio Sbrissa
Guest
Piergiorgio Sbrissa

Dicono che sono meglio. Chiaro che hanno delle caratteristiche tecniche proprie che vanno evidenziate di volta in volta (non sono mica tutti uguali gli impianti ed i telai).

Se no è come dire che dover usare i pattini specifici per i cerchi in carbonio “è un problema”…

edoardo3
Guest
edoardo3

Capisco che avrei dovuto magari mettere delle emoticon… Ma non è che volessi aprire una discussione tecnica, tra l’altro io sono anche piuttosto favorevole ai dischi… Solo mi viene da ridere pensando che eliminato il problema delle temperature dovute a frenatone sulle ruote carbonio, adesso ne viene fuori uno sulle forcelle. Tutto qua.

Piergiorgio Sbrissa
Guest
Piergiorgio Sbrissa

Si, ma non si capisce quale sia sto’problema…se usi il disco giusto non ce n’è…e comunque nessuno ha detto che anche col 140 la forcella si scioglie o esplode…

dns76
Guest
dns76

Quindi il flat mount come immaginavo crea surriscaldamento della forcella essendo troppo in contatto con la stessa ed in posiIone sfavorevole per una idonea ventilazione.

M
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more

Un spettacolo di bici. Peccato davvero per il passaggio cavi esterno.

Sorsavino
Guest
Sorsavino

Il problema della forcella forse è dovuto al fatto che la focus l’ha veramente risicata al minino sia in sezione che peso

C
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cramerx

Vi ho visti tutti belli gasati in cima alla salita sopra iseo, certo che bisogna farci l’occhio ai dischi…

L
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Lucio p

nonostante non sia un amante dei marchi tedeschi è proprio stupenda!
Mi chiedo per le ruote ma ora che con i dischi non c’è più il problema della pista frenante per le ruote in versione copertoncino non dovremmo aspettarci un peso del cerchio quasi identico al tubolare?

F
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fabry

Molto bella, ma agli ingegneri Focus è sfuggito che una vera bici da corsa con i freni a disco c’è già da qualche anno: Colnago!

musi12
Member
musi12

Posso solamente dire che quelle leve freno (intendo compricomandi) Sram non si possono proprio vedere?! Brutti-brutti-brutti!!!! Per il resto la bici mi piace molto ed anche la visione dei freni a disco devo dire che non mi dispiace affatto. La bici ha linee pulite e classiche (che sono quelle che mi piacciono di più). Il mio personale parere è che non siano indispensabili ed anzi più laboriosi da gestire in fase di manutenzione. Cosa che determina la necessità di recarsi da meccanico e non poter intervenire con la piccola (o grande) manutenzione in autonomia. In condizioni di pioggia, i dichi… Read more »

M
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Potete fixare il link alla prima immagine? Vorrei proprio vederla ingrandita, ma il link punta alla immagine successiva. @Piergiorgio Sbrissa

Piergiorgio Sbrissa
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Piergiorgio Sbrissa

Fatto. Grazie

M
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Grazie a te!

Super Ciuk
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Super Ciuk

Molto bella, sia come linee che come concetto di BDC, geometria racing ma senza esaperazini, freni a disco e il fatto di avere spazi “abbondanti” nel carro, e forcellini senza ponte, che permettono l’uso di gomme da 28″ o più, saranno per me “Condicio sine qua non” nella scelta della prossima bici.
L’unico dubbio “visivo” è dato dalla forecella striminzita.

VECCHIA
Guest
VECCHIA

Bella , unico neo il passaggio cavi esterno , per il resto linea molto aggressiva . Finalmente dei pesi accettabili e sopratutto come scrivete voi abbassabili con qualche piccolo accorgimento . Del resto l’offerta di ruote per questo tipo di freni e’ ancora minima per cui una volta scese in campo tutte le marche montando una ruota per tubolare il peso scenderebbe di molto . Bella anche nel montaggio esoterico con Clavicula e compagnia anche se il prezzo penso lieviti non di poco , comunque in questo caso con ruote per tubolari il peso scenderebbe nettamente sotto i 6 kg… Read more »

S
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SBRGNLVZ

Io vi dico la verità, mi piacerebbe proprio una bici così, magari col gruppo elettromeccanico wireless, proprio una gran goduria e rosico perché i soldi per comprarla proprio non li ho !

N
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nagi47

Molto bella, in effetti comodo il passaggio cavi esterni per la manutenzione; peso del telaio davvero risicato, così come quello della forcella anteriore.
Ammiro chi ha “creato” questa Focus perché ha una linea aggressiva, è leggera, molto rigida nonostante il peso e gli accorgimenti per il freno a disco.

Credo proprio non avrà un prezzo popolare.

Io con la mia Cayo disc mi trovo bene, i valori di rigidità sono lievemente inferiori (vado a memoria), ma la comodità che offre la Cayo con i copertoni da 28 (tubeless Shwalbe One) non ha paragoni, così come la tenuta di strada.

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[…] scorsa estate Focus ha presentato la nuova Izalco Max. Abbiamo la bici in prova al momento, e abbiamo pensato di farci un video durante una discesa […]