Mavic lancia una nuova linea di ruote dedicate alla pratica del Gravel. Questa pratica, ormai consolidata nel mercato USA sta prendendo piede anche nel resto del mondo, anche se in declinazioni diverse, a seconda della cultura, del territorio e quindi del tipo di pratica che se ne fa di fatto (strade bianche, viaggi, fuoristrada in senso lato, etc..). Ad ogni modo è  l’anello di congiunzione tra Bdc e Mtb, ed è per questo che Mavic ha chiamato questi prodotti All-Road, nel senso di espandere le strade che si è soliti percorrere, che sia in un senso o nell’altro.

Le ruote Mavic All-Road, la gamma è declinata in 3 modelli: Pro, Elite e Allroad tout court, con 3 tipi di copertoni a scelta, si basano su un cerchio di 22m di larghezza, che va ad accoppiarsi a pneumatici Yksion Allroad disponibili in 3 differenti sezioni: 30, 35 e 40mm. Come ormai consuetudine Mavic le ruote sono proposte come Wheel Tire System (WTS) ovvero sistema ruota più copertone integrato. Questo sistema è UST, ovvero Tubeless, anche se ovviamente si possono usare con camera d’aria.

Le Pro ed Elite hanno cerchi ISM4D, ovvero fresati tra raggio e raggio per la massima leggerezza mantenendo inalterata la robustezza e durata. I raggi sono in Zicral sulle Pro, come su tutte le ruote di alta gamma Mavic. I raggi sono fissati al cerchio con il sistema Fore Drilling, con cui il raggio si avvita ad una bussola interna al per cerchio.

I mozzi hanno un angolo di ingaggio di 9°, compatibili con perno passante 12mm, 15mm e Quick-Release. Compatibili anche con cassette XD SRAM. Standard Centerlock per i dischi dei freni.

La versione Allroad Elite hanno raggi in acciaio. E sono disponibili anche in versione Rim.

La bassa gamma, le Allroad, hanno raggi in acciaio, foratura standard dei raggi, cerchio saldato con rinforzo senza ISM4D.

A queste si aggiungono anche le nuove All-Road Elite Road+, misura 650b, con cerchio da 25mm di larghezza, compatibili con pneumatici da 44 e 50mm. Al momento, non offrendo Mavic copertoni 650b, le Road+ non vengono vendute con copertoni montati. I raggi sono in acciaio e senza Fore Drilling, per non aumentare troppo la rigidità, visto che per la struttura di cui sono dotate lo sono già abbastanza.

I copertoni sono gli Yksion Allroad XL UST, per percorsi veloci e rocciosi, ma con tasselli in gomma dura piuttosto profondi per evitare forature ed avere maggior grip in condizioni di bagnato. Disponibili in misura 40mm. Necessitano di 40gr di liquido sigillante.

Gli Yksion Allroad UST, hanno un battistrada più sottile rispetto gli XL, con una parte centrale slick, per una migliore resistenza al rotolamento. Disponibili in misura 30 e 35mm. 35gr di sigillante richiesti. La misura 35m sarà disponibile da luglio anche con fianco color bronzo.

Oltre alle ruote Mavic offre una gamma di abbigliamento appositamente concepita per l’utilizzo All-Road. Questi prodotti sono pensati per essere tecnici, ma al contempo utilizzabili anche durante soste o “off the bike” durante le escursioni, con un look adeguato e non troppo sbilanciato verso il racing. Questa gamma, denominata AllRoad (!), si compone di 4 capi:

Allroad Insulate Vest, un gilet reversibile che si può compattare ed infilare nelle tasche posteriori delle maglie. Le aree frontali sono antivento e leggermente imbottite per fornire protezione contro vento e freddo. In un lato è di colore scuro, mentre nell’altro è arancione per alata viabilità. Dalla parte arancione ha una tasca posteriore con zip160eu

Allroad Jersey, 3 tasche più una frontale sul petto con zip. Regular fit, realizzata in un mix di sintetico e lana merino. 150eu

-Allroad Thermo LS Jersey: zip frontale a tutta lunghezza 190eu

Allroad Fitted Baggy Short: due tasche classiche più una “cargo” sulla gamba destra ed una posteriore. Il fitting è piuttosto aderente per non essere di impedimento nella pedalata: 120eu

A questi si aggiungono delle scarpe, le Allraod Pro, 270eu, disponibili da settembre, dal peso di 280gr, con finitura “knitting”, ma di un materiale brevettato, che consente maggiore resistenza alle abrasioni, oltre ad essere water-resistant. Un materiale completamente diverso dal “knit” apparso ultimante utilizzato da molti altri produttori, realizzato a un’azienda francese, di cui Mavic ha l’esclusiva per i prossimi 3 anni. La chiusura è a lacci. La suola ha rigidità 80 su 100 nella scala interna Mavic, con tasselli di gomma di due durezze differenti, con quelli esterni più morbidi.

Una volta presentati i prodotti restava aperta la questione: cos’è il Gravel? Lo stesso Product Manager US di Mavic ammetteva che la domanda non si pone aldilà dell’oceano, ma in Europa la disciplina (?) è ancora un punto di domanda, proprio per la mancanza di una definizione.

Mavic ci ha offerto la risposta alla domanda, a modo uso, facendoci fare un paio di giorni in sella a bici “da Gravel”, sui Pirenei Orientali, nella regione Occitania, parte Catalana della Francia. Il solito gruppo era composto da rappresentanti di media di vari paesi europei. Divisi su bici Open in carbonio (marchio fondato da Gerard Vroomen, ex Cervélo)

e chi su bici in acciaio o titanio di Caminade, un piccolo artigiano francese di queste parti, i cui proprietari ci hanno accompagnato nel giro.

Tutte le bici erano montate in ogni caso SRAM monocorona, che fosse Force, Rival o Apex, dato che il marchio americano ha sostanzialmente monopolizzato la nicchia del Gravel. E con ruote Mavic Allroad ovviamente.

E si è partiti verso le montagne, baciati dal sole.

Arrivati in quota, ultime foto ai paesaggi e pittoreschi villaggi prima di lanciarsi sulle prime discese su sentiero

La maggior parte dei presenti, in generale, concordava che le discese fossero più da Mtb che non da bici da corsa rigida con gomme grosse, e che quantomeno sarebbero state più divertenti se fatte con manubrio largo e forcella ammortizzata. Come sempre, in questi eventi, per stoppare ogni critica sono presenti dei pro o ex-pro che “dimostrano” quanto performanti siano i prodotti. Nel caso specifico, visto l’ibrido rappresentato dal Gravel, ne avevamo tre ad accompagnarci: Mike Cotty, ambassador Mavic ed Ultracyclist/salitomane; Tim Johnson, ex pro Bdc della UnitedHealthCare e ciclocrossista, e Killian Bron, testimonial Mavic e funambolo della Mtb, che ovviamente scendeva a velocità Warp, con profusione di BunnyHop e tricks vari.

Resta il fatto che la discesa era un po’ al limite per essere Gravel… In compenso i paesaggi si sono susseguiti maestosi, tra gole, canyon, guadi e castelli in rovina.

Tim Johnson dimostra la nuova frontiera nel ciclismo: l’idrodinamica

Per pausa pranzo Ci siamo fermati presso la sede di Caminade, dove abbiamo potuto assaporare un BBQ a base di Calçot, un tipico cipollotto locale cotto ai ferri, e poi intinto in una ottima salsa di peperoni, mandorle, aglio ed altro. Tutto mentre nel cortile si poteva cercare di rigurgitarli girando un piccolo Pump-Track, o piu saggiamente, osservando Mischa all’interno che saldava telai.

Ripreso il cammino, un po’ appesantiti, abbiamo affrontato le ultime salite prima di arrivare ad un rifugio in montagna, percorrendo un bel singletrack a lato di un canale nel bosco.

Il ritmo è sempre stato “turistico” come insistevano le guide, nel vero spirito Gravel. Quindi a fine giornata abbiamo coperto 77km per 1500mt in 6h30′ pedalate, che hanno cotto tutti più che non averli fatti un po’ meno alla turistica….per fortuna ci aspettava qualche sana birra a reintegrare e polpette di carne cotte in una salsa di fagioli.

Per la gioia dell’unica donna presente, una belga, che si è anche sorpresa nello scoprire che c’erano più persone che letti (di cui numerosi matrimoniali). Nonostante i cavallereschi sforzi di alcuni che sono finiti dormire per terra o nel furgone le è toccato un divano (ad angolo).

La sorpresa meno piacevole però è stata una pioggia torrenziale durata tutta la notte e mattina. Quindi le fatiche ciclistiche sono riprese solo a mezzogiorno, dopo una ricarica di fagioli e salsiccia.

A questo punto il giro si è trasformato in una lotta col fango, ma devo dire che i copertoni Mavic XL si sono rivelati eccellenti in questo frangente (decisamente meglio dei semislick da 650b che montavano alcuni).

In compenso il mio freno anteriore ha smesso completamente di funzionare, e cosa strana anche ad altri 3. Le discussioni hanno cominciato a vertere sulle possibilità che in Mavic volessero eliminare alcuni per ragioni oscure, o che SRAM/Avid abbia da sempre qualche problemino coi propri freni a disco.

Per fortuna il dislivello era poco. Unica difficoltà una piccola salita per arrivare ad una cantina, dove abbiamo potuto degustare alcuni vini e specialità locali…anche se tutti cominciavano ad avere qualche riserva sul fatto che si stesse facendo buio. Ma Mavic aveva pensato a tutto, e sorpresa, appena calate le tenebre, hanno tirato fuori delle lucine da bici per consentirci di proseguire l’avventura in notturna!

A questo punto il gruppo, complici l’oscurità, si è spaccato in due, con un gruppo più veloce ed uno più lento, che si sono rincorsi lungo il solito onnipresente canale. La difficoltà dello stare nel primo gruppo si rivelata tutto sommato essere solo quella di non finire nel canale grazie alla combinazione di radici bagnate, fango e vino.

Alle 22.30 il nostro piccolo Tour del Canigou, montagna sacra dei Catalani, si è concluso all’hotel.

Un vero assaggio dello spirito Gravel!

 

Tutte le foto sono di Jeremy Roullier, se non marcate diversamente