Le giacche antipioggia

Le giacche antipioggia

17/04/2018
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17/04/2018

All’inizio c’erano le comuni mantelline, ottime contro il vento, scarse in termini di traspirabilità e che riuscivano a riparare dall’acqua per un lasso di tempo molto breve.

Successivamente sono state introdotte quelle in Gore-Tex, che rappresentavano l’unica difesa contro la pioggia, buone contro la pioggia, antivento e traspiranti, ma erano deficitarie sul fronte dell’ingombro, e quindi della possibilità di riporle nelle tasche, ed avevano una vestibilità “comoda” ma poco aerodinamica.

La Castelli Gabba protagonista della Milano Sanremo 2013 ha rotto questi schemi, pur non essendo una mantellina ha dato un’alternativa come capo con una buona resistenza all’acqua ed al vento, traspirante e soprattutto con un’eccellente vestibilità.

Le mantelline, che potremmo assimilare a grandi linee al concetto del guscio esterno o hardshell, termine caro a chi fa sport invernali o escursionismo, sono dirette verso ingombri ridotti e curano molto la vestibilità rendendole sufficientemente aerodinamiche in linea con le attuali tendenze del vestiario.

Quali sono i parametri da tenere in considerazione nella scelta di una giacca antipioggia oggi?

1)Per ciò che riguarda l’impermeabilità all’acqua, una buona mantellina deve avere un valore di almeno 20.000 mm di impermeabilità a colonna d’acqua. Misure inferiori rappresentano una minore resistenza all’acqua.

Per colonna d’acqua si intende un parametro che misura in mm la resistenza del tessuto alla pressione dell’acqua contenuta dentro un cilindro di diametro pari a 2,54 cm (un pollice): più la colonna è alta, maggiore è la pressione esercitata, più il tessuto è impermeabile. L’altezza della colonna cresce fino a che l’acqua passa attraverso il tessuto

2)Traspirabilità e permeabilità al sudore, il sudore che viene prodotto deve poter essere trasportato all’esterno della mantellina. Il valore numerico che indica questa capacità è il MVTR (Moisture Vapor Transfer Rate), ossia la quantità di vapore acqueo che attraversa un metro quadro di tessuto traspirante in 24 ore. L’unità di misura è g/m²/giorno (più questo valore sarà alto, più il tessuto sarà traspirante e confortevole. Altra unità utilizzata è il RET (Resistance of Evaporation of a Textile). Valori compresi da 0 a 6 sono ottimi. Da 6 a 13 il tessuto è molto traspirante. Da 13 a 20 valori accettabili. Sopra i 20 si inizia ad avvertire la sensazione di bagnato. Ricordarsi che maggior traspirabilità corrisponde a minor impermeabilità.

3) Impermeabilità al vento, un CFM (Cubic Feet per Minute) pari a zero rappresenta una protezione totale dal vento. I capi come la Gabba in Gore WindStopper ha un CFM inferiore a 2.

Una distinzione importante è il numero di strati della membrana in tecnofibra:

◦ 3 strati: la membrana è incollata tra il tessuto esterno e la fodera interna. Questo consente una minore usura e maggiore durata della membrana.

◦ 2 strati: la membrana è incollata solo al tessuto esterno, mentre la fodera interna è libera. Soluzione più economica, meno leggera ma consente una migliore vestibilità.

◦ 2,5 strati: la membrana è incollata solo al tessuto esterno, mentre il lato interno anziché la fodera riporta una spalmatura di vernice protettiva. Soluzione che conferisce grande leggerezza al tessuto.

Altro aspetto da prendere come riferimento è il peso, una maglia come la Gabba pesa 260 gr e non offre una buona ripiegabilità, una vecchia Hot pack della Sportfull pesa 150 gr e si ripiega discretamente.

Attualmente ci sono alcune mantelline che pesano sotto i 100 gr ed occupano solo mezza tasca posteriore.

Il tessuto più famoso è il Gore-Tex, ma non è l’unico, alcune vengono dotate di tasche posteriori, altre di aperture per poter accedere alle tasche della maglia.

Il costo di queste mantelline è decisamente alto, parliamo di prezzi di listino sopra i 250 euro.