[Test] Rose X-Lite Team

[Test] Rose X-Lite Team

16/02/2015
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16/02/2015

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Oggetto del test è l’ammiraglia di casa Rose, la X-Lite team, il cui telaio in carbonio pesa soli 795 grammi. Abbiamo avuto la possibilità di provarla in anteprima italiana, e dobbiamo dire che con la sua ottica del carbonio a vista, abbinato ad una livrea completamente nera, fa il suo effetto, che aumenta quando la si solleva per la prima volta. Sulla bilancia la bici completa, senza pedali, fa segnare 6.040 Grammi in taglia 57.

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Il montaggio

Questa X-Lite Team è montata con trasmissione SRAM Red 22, ultima incarnazione a 11v del gruppo della casa americana. Un gruppo ormai molto diffuso e noto agli amatori, in particolare a quelli attenti al peso, che è sempre stata una priorità di questo gruppo top di gamma SRAM. La trasmissione è un 11 velocità con guarnitura 50-34 e pacco pignoni 11-28.

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Una menzione particolare merita la forcella X-Lite, anche lei di casa Rose, dal peso di soli 290 grammi. La rivista tedesca “Tour”, il punto di riferimento in quanto a test di laboratorio, ha misurato una rigidezza laterale di 54 N/mm e con un valore di confort di 50 N/mm, ricevendo il miglior voto di sempre per quanto riguarda una forcella.

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Per quanto riguarda le ruote si passa invece in Francia con le Mavic R-Sys SLR ultima versione. Anche queste ruote sono sul mercato da tempo in varie versioni che sono state affinate anno dopo anno. Tra le più leggere sul mercato con cerchio in alluminio hanno stabilito un nuovo standard in fatto di estetica con il loro look “all-black” che le fa assomigliare a delle ruote in carbonio grazie alla anodizzazione delle piste frenanti Exalith e la raggiatura Tra-Comp in carbonio. Il trattamento delle piste frenanti richiede l’utilizzo di pattini specifici, ovviamente forniti. Completano il pacchetto le coperture sempre Mavic montate di serie sui loro prodotti.

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Per concludere, la componentistica Ritchey per reggisella, attacco manubrio e curva manubrio. Il reggisella è della serie SuperLogic in carbonio, con morsetto monolink, che si accoppia alla sella Selle Italia SLS kit carbonio (ampia la scelta di alternative tramite configuratore).

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Il manubrio è sempre un Ritchey SuperLogic, modello WCS carbon evo, caratterizzato dal reach corto ed una curvatura di 4° della parte superiore verso la parte posteriore (verso il ciclista) che consentono di avere una posizione più rilassata dei polsi in presa sulla parte centrale. Il peso di questa curva manubrio è sotto i 200gr. Alluminio invece per l’attacco manubrio Ritchey WCS C220, con 4 viti frontali. Una scelta più votata alla robustezza che al risparmio di peso, anche se Rose fornisce come optional per i grammomaniaci il “mostruoso” Ax-Lightness Rigid in carbonio da 70gr. che farà risparmiare sulla bilancia quasi 60gr rispetto il Ritchey, ma alleggerirà il portafoglio di 600eu (!) di sovrapprezzo.

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Il collarino del reggisella è integrato, mentre i passaggi cavo sono tutti interni al telaio. Per fissare bene il tubo sella abbiamo dovuto stringere il collarino ben oltre i 7Nm indicati.

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Al momento delle regolazioni iniziali, abbiamo avuto delle difficoltà con la centratura dei freni SRAM Red: le due viti dell’archetto che regola la tensione, una alla sua destra e una alla sua sinistra, hanno poco effetto, essendo l’archetto stesso piuttosto “tenue”. Siamo comunque riusciti a trovare una posizione in cui i pattini non andassero a toccare il cerchio neanche quando si pigia forte sui pedali.

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Geometrie

La bici in test è una 57

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In prova

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Abbiamo provato la X-Lite Team il più possibile su percorsi montuosi, per quanto le condizioni invernali lo permettano. Visto il suo peso piuma, ci è sembrato opportuno spingerla per bene in salita, e non ne siamo rimasti delusi. Complice la rapportatura agile (compact con 11-28 dietro), la X-Lite sale che è un piacere. Fin dai primi colpi di pedale si nota l’accelerazione ed il carattere di questa Rose non tarda a mostrarsi: racing. L’insieme telaio-forcella appare ben rigido, con una geometria non esasperata in termini di lunghezza del top tube. Ricordiamo comunque che, al momento dell’acquisto, è possibile scegliere una diversa lunghezza dell’attacco manubrio. Quello sulla bici in prova è lungo 100mm.

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La caratteristica che ci ha sorpreso di più è stata la stabilità sul veloce, in particolare in discesa. I telai molto leggeri tendono ad essere instabili in staccata, ma il Rose X-Lite non ha dato cenni di particolare nervosismo, complici anche le ruote Mavic e la loro gommatura, su cui vale spendere qualche parola. Da un po’ di tempo a questa parte Mavic offre un sistema ruote + gomme, pensati per complementarsi a vicenda. In questo caso le R-Sys SLR, dal peso dichiarato di 1.295 grammi (senza gomme), sono abbinate a dei copertoncini, sempre di casa Mavic, da 23″, con un bel profilo che in questo periodo invernale si è rivelato una scelta azzeccata per assicurare il grip necessario in condizioni di asfalto freddo e/o bagnato.

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Più difficile è stato il rapporto con il rumore in frenata: la pista frenante anodizzata, su cui fanno presa dei pattini Mavic, richiede di essere gommata per diminuire i fischi ma, anche dopo diverse discese lunghe, l’anteriore, il freno più sotto sforzo in discesa, non ne ha voluto sapere di essere silenzioso. Abbiamo chiesto lumi in merito a Mavic, e ci sono stati dati diversi suggerimenti: controllare il verso della ruota, usare pattini Exalith neri, controllare il gioco dei freni ed infine angolare la posizione dei pattini. Quest’ultima si è rivelata la soluzione che ha fatto diminuire il rumore, anche se non del tutto.

In ogni caso, della X-Lite ci è piaciuta molto la combinazione fra agilità e stabilità. Buttarla agilmente dentro in curva e poi lasciarla andare in rettilineo è stato sempre facile e la bici non ha mai sbacchettato.

Sui comandi SRAM si può discutere a lungo. Il fatto di cambiare usando una sola leva non è sempre così intuitivo, soprattutto quando si scala in successione verso un rapporto più agile, senza usare la scalata “violenta” di 3 rapporti con un movimento solo. Qui può capitare di non spingere la leva a sufficienza verso l’interno e quindi di scalare nel verso opposto. Questione di abitudine, comunque, perché con il tempo ci si fa la mano. Molta precisa la cambiata del deragliatore anteriore.

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Il morsetto Monolink del reggisella Ritchey non é un grande amico dei borselli sottosella tradizionali che si agganciano ai classici due binari.

Conclusioni

Una bici dal carattere garaiolo, con un telaio e una forcella molto leggeri, che brillano per rigidità ed eleganza nelle linee. Se di Rose spesso si è detto che il lato estetico poteva essere migliorato, questa volta la casa tedesca ha fatto centro, abbinando un bel design a delle caratteristiche che faranno contenti i suoi proprietari alla ricerca di un mezzo da gara ad un prezzo praticamente imbattibile.

La bici, tramite il configuratore Rose, può essere ora anche impreziosita della componentistica Ax-Lightness, ruote comprese, e facendo salire il prezzo fino ad un massimo di 7.500eu circa si può abbattere il peso fino a farla diventare una piuma quasi sub-5kg.

Potrete toccarla con mano al Laigueglia 2015, presso lo stand Rose.

Peso: 6.040 grammi senza pedali, taglia 56

Prezzo: 4.304 Euro nella versione in prova.

Rose Bikes

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