Questo test delle scarpe Shimano S-PHYRE RC9 assume quasi la valenza di comparativa visto che le ho utilizzate in alternanza negli ultimi mesi con le Northwave Extreme RR il cui test è stato pubblicato recentemente.

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Lo scopo di Shimano con queste S-PHYRE RC9 è stato di creare un top di gamma scarpe che massimizzasse il trasferimento di potenza e l’aerodinamica. Nell’intento non si è parlato di comfort, quindi va subito detto che si tratta di una scarpa decisamente orientata all’agonismo.

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La parte superiore della scarpa è realizzata in una pelle sintetica di microfibra Teijin Avail, un materiale morbido, ma non elastico, quindi non cedevole, ma che si piega bene sulla forma del piede. Completamente traforato.

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La parte interna della tomaia è in tessuto sintetico per un minimo di assorbimento del sudore e per garantire un po’ di morbidezza. La parte inferiore della scarpa è completamente in carbonio, compresa la parte del tallone su cui poggia direttamente la soletta interna, senza strati intermedi come si usa comunemente.

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La suola presenta solo due finestrelle di aerazione, una in punta ed una sotto il tallone. Non molto, ma la tomaia è perforata quindi l’aerazione interna è comunque buona.

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La suola è molto rigida. Nella scala “alla Spinal Tap” 1-12 di Shimano la suola delle S-PHYRE è un 12. Nell’utilizzo devo dire che è una delle suole più rigide provate, allo stesso livello delle Bont Vaypor+.

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Sul tallone è presente un inserto antiscivolo sullo stile delle scarpe Northwave.

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Rispetto le Northwave pero’ la calzata è molto differente in quanto la suola è arcuata, mentre sulle prime è piatta. La soletta interna delle Shimano ha un inserto staccabile con cui si può variare l’arco plantare. A me sono state fornite con l’inserto intermedio e non erano presenti altri, quindi le posso valutare solo con questi, con cui già l’arco è piuttosto pronunciato. E’ soggettivo, ma personalmente preferisco una suola più piatta, come quella delle Northwave.

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Venendo al sistema di chiusura, le S-PHYRE presentano due BOA IP1 di ultima generazione, uno per stringere la parte anteriore del piede ed una per il collo dello stesso. Come per le Extreme RR non c’è una vera e propria linguetta, ma due parti della tomaia che si sovrappongono.

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Con i due BOA si riesce a personalizzare bene la chiusura, ma senza la sensazione di “avvolgimento” dato dal sistema XFrame® delle Northwave. Nel caso si voglia stringerle o allentarle “al volo” il sistema Northwave è più rapido. Anche in questo caso ho preferito le scarpe italiane.

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Migliori invece gli inserti antiscivolo delle Shimano, che pur non essendo sostituibili, sono posizionati in modo migliore e realizzati in una gomma morbida a prova di scivolata.

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Nel complesso le S-PHYRE sono vere scarpe “racing”, non scomode, ma sicuramente molto rigide e con un arco plantare molto arcuato.

Con le scarpe vengono dati in abbinamento dei calzini S-PHYRE che secondo Shimano dovrebbero completare il sistema grazie all’approccio “Linkage Effect” per cui combinano: “termoregolazione, comfort, stabilità nella rotazione della caviglia, un inserto antiscivolamento sul tallone, ed una tessitura asimmetrica brevettata che provvede a mantenere il piede allineato durante l’intera rotazione 360° della pedalata”.

Nei fatti, sono dei calzini molto compressivi sulla caviglia, ma sinceramente non mi hanno mantenuto il piede più allineato nella pedalata rispetto ad altri calzini che ho utilizzato, o se lo hanno fatto non me ne sono accorto. Ad ogni modo sono compresi e di ottima qualità, quindi ben vengano.

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Disponibili nelle taglie dalla 38 alla 47, nelle colorazioni bianca, gialla e blu (le nere del test sono un’edizione limitata).

Prezzo: 359eu

Sito Shimano