I gruppi Shimano wireless si possono hackerare

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Agli albori dei primi cambi wireless inevitabili come la morte e le tasse sono arrivati i dubbi sulla possibilità di hackerarne i componenti. Trovare il modo di mettere il padellone sula salita ripida all’avversario è un’idea che ha subito solleticato le menti dei ciclisti, adusi ad anni di doping e motorini, ma oggi qualcuno ha trasformato questo sogno in realtà. E non si tratta dell’amatore frustrato che non vince la volata al cassonetto la domenica prima di andare a pranzo dalla suocera, ma di ricercatori della UC San Diego and Northeastern University, negli USA, che hanno trovato il modo, relativamente semplice di hackerare i comandi wireless Shimano da una distanza fino a 10 metri. Qui lo studio.

Hanno fatto anche un video:


Earlence Fernandes, professore associato presso il dipartimento di Informatica e Ingegneria dell’UCSD spiega concisamente lo scopo, anticipato per anni nei forum ciclistici: “Si può prendere completamente il controllo del cambio. Immaginate di essere al Tour de France in salita e qualcuno vi cambia dal rapporto che avete ad uno più duro. Oppure se qualcuno sta correndo con la corona grande e tu la sposti su quella piccola. Puoi tranquillamente mandare in tilt la bici di una persona in quel modo.”

I ricercatori rivelano tutta la facile ricetta per sabotare il compagno di uscite che se la tira troppo perché vi batte: hanno utilizzato un SDR (Software Defined Radio) da 1500$ (ma tranquilli, persino su Amazon ne vendono a 300eu), una piccola antenna ed un PC.

Con questo setup i ricercatori americani hanno utilizzato la tecnica che richiede che prima si intercettino i segnali del cambio del “bersaglio” prima di eseguire l’attacco, e poi si può quindi riprodurre quei segnali, anche mesi dopo, per far cambiare marcia alla bici al comando dell’hacker.

Ma non è finita qui: un sabotatore potrebbe anche semplicemente trasmettere un segnale di jamming alla frequenza utilizzata da tutti i cambi Shimano, potenzialmente mandando in tilt un intero gruppo di corridori. I ricercatori affermano persino che sarebbe possibile leggere i segnali di cambio da un intero gruppo di ciclisti e quindi bloccare tutti tranne un ciclista scelto. “Possiamo sostanzialmente bloccare tutti tranne te”, afferma il professore della Northeastern Aanjhan Ranganathan.

Questa ricerca, dopo essere pubblicata ed arrivare sulle pagine di Wired (quindi risparmiamoci i soliti commenti da asilo mariuccia sul “grazie a voi ora gli hacker sanno come fare”…) è arrivata anche alle orecchie di Shimano, che sta rilasciando un Firmware per migliorare la sicurezza delle proprie trasmissioni wireless dei comandi, che sarà possibile installare tramite la loro app E-TUBE. Altri dettagli non sono stati rivelati per ovvie questioni di sicurezza.

Ad ogni modo i ricercatori statunitensi affermano che hanno fatto le loro prove su gruppi Shimano solo perché sono i più diffusi, ma che è possibile attaccare anche i prodotti wireless dei competitor(s).

Ovviamente viene difficile pensare che ci sia qualcuno che spenda 3-400eu per fornirsi dell’attrezzatura necessaria per hackerare il ciclista della domenica.

Anzi, no.

Commenti

  1. Questa notizia è l'ennesima conferma e dimostrazione di come i sistemi digitali e wireless non siano assolutamente prodotti da utilizzare su larga scala e per tutti gli usi, nel senso che la deriva digitale verso smartphone e sistemi digitali senza fili sono assolutamente privi di sicurezza, non esiste - allo stato attuale e credo anche futuro - un sistema totalmente sicuro perché la natura stessa del sistema prevede sempre una soluzione al problema, spesso si tratta di questione di tempo e volontà, spesso sfocia in rischio-opportunità: alcuni di noi hanno già pensato alla possibilità di hackerare il giro della domenica e, correttamente, molti altri si sono messi a ridere al solo pensiero perché il rischio-opportunità è risibile; io ho invece subito pensato a gare del world tour dove un evento del genere aumenta enormemente l'opportunità rispetto al rischio. Anche a livello dimostrativo: ricordate ad esempio il mondiale di Glasgow in cui gli attivisti si erano cementati per terra? Ecco, il prossimo step potrebbe essere bloccare il gruppo intero con il cambio in panne… oppure la maglia gialla in fuga, gli blocchi il cambio al momento sbagliato e quella manda aramengo la gara… Insomma, a me non sembra una notizia da due soldi, anzi, direi che tanti produttori (e non solo del mondo bici, ma in generale) debbano un momento ripensare alle strategie full wireless (sto pensando anche alle banche, che sono tutte on-line, se smette di funzionare la rete o viene hackerata all'improvviso si diventa tutti pezzenti… esistono back up, forme di sicurezza ecc, ma io sono dell'idea che in certi campi occorre SEMPRE affiancare al digitale forme e contromisure fisiche per bilanciare il rischio-opportunità della perdita dati).
  2. trecow:

    Questa notizia è l'ennesima conferma e dimostrazione di come i sistemi digitali e wireless non siano assolutamente prodotti da utilizzare su larga scala e per tutti gli usi, nel senso che la deriva digitale verso smartphone e sistemi digitali senza fili sono assolutamente privi di sicurezza, non esiste - allo stato attuale e credo anche futuro - un sistema totalmente sicuro perché la natura stessa del sistema prevede sempre una soluzione al problema, spesso si tratta di questione di tempo e volontà, spesso sfocia in rischio-opportunità: alcuni di noi hanno già pensato alla possibilità di hackerare il giro della domenica e, correttamente, molti altri si sono messi a ridere al solo pensiero perché il rischio-opportunità è risibile; io ho invece subito pensato a gare del world tour dove un evento del genere aumenta enormemente l'opportunità rispetto al rischio. Anche a livello dimostrativo: ricordate ad esempio il mondiale di Glasgow in cui gli attivisti si erano cementati per terra? Ecco, il prossimo step potrebbe essere bloccare il gruppo intero con il cambio in panne… oppure la maglia gialla in fuga, gli blocchi il cambio al momento sbagliato e quella manda aramengo la gara… Insomma, a me non sembra una notizia da due soldi, anzi, direi che tanti produttori (e non solo del mondo bici, ma in generale) debbano un momento ripensare alle strategie full wireless (sto pensando anche alle banche, che sono tutte on-line, se smette di funzionare la rete o viene hackerata all'improvviso si diventa tutti pezzenti… esistono back up, forme di sicurezza ecc, ma io sono dell'idea che in certi campi occorre SEMPRE affiancare al digitale forme e contromisure fisiche per bilanciare il rischio-opportunità della perdita dati).
    Questa è l'analisi di scenario più realistica. Vedo difficile che uno spenda denaro anche solo per fare uno scherzo ad un amico, a meno che non si sia appassionati di elettronica e non lo si voglia fare per curiosità. Molto, molto più realistica la possibilità che con un jammer qualcuno tenti di bloccare un pezzo consistente di gruppo, anche se dovrebbe seguire il gruppo se no lo blocca solo per pochi secondi. Immaginiamo il tizio che corre dietro ai corridori in una salita che invece che andare nudo o vestito da dinosauro va normale ed ha un jammer in tasca.
  3. diciamo che far scalare due pignoni in mezzo al gruppo ai 50km/h, o più, in spinta diventa anche pericoloso.
    poi trovo improbabile che venga utilizzato tra squadre rivali una cosa del genere. mi fa più paura il pirla di turno che brama di finire sul giornale...
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