[Test] Scarpe UDOG Cima

[Test] Scarpe UDOG Cima

Piergiorgio Sbrissa, 30/03/2022

UDOG è un nuovo marchio italiano di abbigliamento e calzature che si è affacciato di recente sul mercato. La loro ambizione pare essere già ben descritta dal nome: Underdog in inglese è colui che parte sfavorito in una competizione, quindi un marchio sa di partire per ultimo in un mercato affollatissimo, ma con la voglia di provarci e giocarsi le proprie carte.

Una di queste carte sono le scarpe Cima che vi presentiamo qui, delle scarpe leggere, in tessuto e con sistema di chiusura a lacci e dal design molto minimale.

La costruzione della parte superiore è in più parti di tessuto, ed ogni “pannello” è posizionato in modo che la trama sia orientata nel senso migliore per offrire la resistenza ottimale per un corretto contenimento del piede, in modo da non rendere la scarpa troppo dura o cedevole in alcune zone.

Nelle zone maggiormente passibili di sfregamento il tessuto è coperto da degli inserti in plastica/gomma per evitare che l’attrito lo rovini, quindi sulla punta e sul tallone.

La suola è in carbonio con una presa d’aria sulla parte anteriore-esterna ed una di fuoriuscita a metà lunghezza per l’estrazione dell’aria. Molto minimali i riferimenti per il posizionamento delle tacchette.

Su punta e tacco sono presenti due inserti in gomma antiscivolo.

La soletta interna piuttosto sottile ha i classici forellini in corrispondenza delle prese d’aria ed è caratterizzata da una grafica molto carina.

Le scarpe Cima presentano una lunga linguetta ripiegabile nella cui parte interna è ricavata una tasca dove infilare il nodo dei lacci una volta serrate. Una soluzione pratica che evita che i lacci possano impigliarsi o svolazzare in giro e rendono l’estetica della scarpa, una volta allacciata, molto pulita.

La linguetta viene poi piegata in avanti e fermata dall’elastico a metà collo del piede. Una soluzione ben pensata.

I lacci sono piatti e pressati in modo da non permettere che vi sia aria all’interno ed abbiano uno spessore sempre costante. In questo modo si annodano molto bene impedendo che scivolino l’uno sull’altro.

Lo schema di allacciatura è chiaramente a scelta dell’utilizzatore. I lacci si possono incrociare sul numero preferito di fori, 8 per lato in tutto, in modo da poter serrare al massimo le scarpe incrociandoli tutti, o infilandoli a scelta perpendicolarmente su due fori (come in foto) per limitare il serraggio solo alla punta o fino a metà collo del piede o a tutta lunghezza. Insomma l’allacciatura si può personalizzare a piacimento.

Le scarpe sono molto comode e sono molto equilibrate su vari livelli: sia per quanto riguarda la rigidità della tomaia, sia per quanto riguarda quella della suola. La suola ha una rigidità che definirei medio-alta. Non è troppo flessibile, ma nemmeno estrema (tipo Bont, per dire). La tomaia è morbida, ma non cedevole, e tipicamente come tutte le scarpe coi lacci, può essere stretta veramente molto, ma senza che poi si creino delle pressioni fastidiose in punti specifici. Un tipico vantaggio delle scarpe coi lacci rispetto quelle coi Boa. Resta il rovescio della medaglia della limitata praticità di aggiustamenti “al volo” tipica delle chiusure a lacci.

La calzata è adatta a qualunque tipologia di piede, in quanto la linguetta è molto morbida e non interferisce col collo del piede, mentre il volume della scarpa è molto abbondante, in particolare nella parte anteriore. Stringendo bene i lacci il piede resta molto fermo ed aderente alla tomaia, ma le dita dei piedi hanno comunque molto spazio per muoversi. Una scarpa quindi adatta anche a lunghe percorrenze, non essendoci davvero pressioni di alcun tipo sulle dita o altre parte del piede. In più la costruzione in tessuto permette una buona evaporazione del sudore.

Le Cima sono scarpe molto leggere, 260gr in taglia 45. Sono anche ben ventilate su tutta la tomaia grazie alla costruzione in tessuto. Questo è anche un vantaggio in caso si bagnino, in quanto asciugano molto velocemente.

Eccellente nel complesso il rapporto qualità/prezzo: 250eu.

Sito UDOG

Commenti

  1. Ser pecora:

    Non sono d'accordo. Le scarpe vanno paragonate almeno a parità di soluzioni, non perché "shimano è il metro di paragone", che mi pare alquanto soggettiva come idea. Poi anche qui c'è un altro dei soliti paradossi: queste scarpe hanno le stesse soluzioni di scarpe che vengono vendute a 400eu, ma allora il paragone non si puo' fare. Mentre poi uno dei mantra è che ad esempio il telaio da 5000eu è uguale a quello da 500eu e del primo paghi solo il marchio...

    Una scarpa paragonabile è la Giro Empire Slx, ed il prezzo è simile. Già le Empire "normali" sono un gradino sotto come qualità (e calzano molto diversamente).
    Si Shimano era un esempio, ovviamente ci sono tanti altri marchi con ampie disponibilità. Ma secondo me ha senso paragonarle anche a prodotti con lo stesso uso e stesso prezzo. Che poi ci siano scarpe simili e molto più costose ok, però spesso il consumatore guarda ad una categoria di prezzo
  2. Fitzcarraldo:

    vsto che le citi, il volume nella parte anteriore è paragonabile a Bont e Lake oppure inferiore?
    Come volume direi maggiore delle Lake. Le Bont sono diverse come forma, piu' "quadrate", quindi comunque danno spazio alle dita.