[Test] Specialized Roubaix SL4 Pro Disc Race

[Test] Specialized Roubaix SL4 Pro Disc Race

11/12/2014
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11/12/2014

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La Roubaix è il modello da Endurance di Specialized. Una bici più comoda di quelle da puro agonismo, grazie a geometrie e accorgimenti per assorbire le vibrazioni prima che queste arrivino al ciclista. Il modello in test è inoltre dotato di freni a disco. Inutile dire che eravamo molto curiosi di provarla, soprattutto nelle condizioni autunnali di questo periodo, come probabilmente avrete già visto in questo video che abbiamo pubblicato qualche settimana fa, dove abbiamo filmato una discesa bagnata, percorsa con la Roubaix con i freni a disco.

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Analisi statica

Il telaio è in carbonio FACT 10r, con passaggi interni dei cavi, compresi quelli dei tubi dei freni a disco, in cui scorre l’olio dell’impianto idraulico. Molto ben pensato il dettaglio di poter staccare i tubi dei freni prima che questi si nascondano nel telaio, grazie a dei “quick release” che permettono di cambiare il manubrio o gruppo senza dover smontare tutto l’impianto dei freni.

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Dicevamo poco sopra delle geometrie pensate per rendere la bici più comoda e dunque più adatta alle lunghe pedalate. Si nota subito la lunghezza del tubo sterzo, di 190mm per la taglia 56. Se il numero in sé vi dice poco, forse questo paragone rende meglio l’idea: in taglia 56 il tubo sterzo di una Tarmac è lungo 160mm. 3 centimetri pensati per una posizione più eretta, meno faticosa per schiena e braccia. Anche i foderi bassi del carro della della Roubaix sono più lunghi di quelli della Tarmac (415mm contro 405mm, taglia 56), e l’interasse è di 1010mm contro i 986 della Tarmac. A parità di attacco manubrio, lungo 100mm sulle bici montate standard, e di orizzontale virtuale (565mm) è quindi facile notare come la Roubaix sia più lunga, per dare quel tocco di stabilità in più e di nervosità in meno, cosa che incide sul suo carattere, meno da sprint e più da granfondo. O meglio, da “lungo” di una granfondo.

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Non contenta della geometria più rilassata, Specialized ha aggiunto quattro inserti in elastomero denominati Zertz, due sui foderi posteriori e due sulla forcella, che, grazie alle loro proprietà visco-elastiche, assorbono le vibrazioni provenienti dal terreno. A questo si aggiunge il reggisella Cobl Gobl-R che, grazie al suo design, consente di avere una sospensione integrata con 18mm di escursione verticale.

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Veniamo ora al componente che più farà discutere: i freni a disco Shimano 785, con dischi di diametro da 140mm e dotati di tecnologia Ice Tech. Su questo ultimo punto perdonateci il link al nostro sito mountain bike, ma lì abbiamo testato la differenza fra dischi normali e dischi Ice Tech, con relativa spiegazione. In breve: i dischi Ice Tech dissipano meglio il calore, mantenendo costanti le prestazioni dell’impianto anche durante lunghe e ripide discese. Le ruote su cui sono montati di dischi e i copertoncini Specialized Turbo pro da 25mm sono delle Roval Rapide CL 40 SCS Disc, in carbonio con 40mm di altezza cerchio. Il gruppo è un’Ultegra 11v.

Il montaggio in dettaglio.

Sul campo

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Una volta in sella, colpisce subito l’altezza del manubrio, dovuta all’altezza del tubo sterzo. La prima reazione è stata quella di togliere tutti i distanziali da sotto il manubrio, con il tempo, invece, ci si abitua piacevolmente alla posizione più comoda e la schiena ringrazia, soprattutto dopo giri superiori alle 3-4 ore.

Ancora più velocemente ci si abitua all’assorbimento delle vibrazioni. O meglio: è proprio un altro mondo rispetto alle bici corsaiole a cui è abituato chi scrive. Non solo il corpo si affatica di meno e la schiena fa meno male se si gira su strade dissestate, ma il comportamento della bicicletta è molto più stabile e prevedibile, dato che rimane fedele alle linee scelte in curva malgrado crepe e buche (a patto che queste non siano dei crateri, si intende). Sicuramente i 25mm dei copertoncini aiutano, ma non è la prima volta che li usiamo e ci sentiamo dunque di dire che la differenza maggiore proviene proprio dagli inserti Zertz e dal reggisella.

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D’altro canto la Roubaix non è una bici da sprint. Soprattutto per la sua lunghezza, risulta più pigra nei rilanci, ma non è questo lo scopo per cui è stata progettata. Parlando di curve, la sua minore nervosità rispetto ad una classica bici da corsa permette di tirarle facilmente senza correggere la traiettoria, e il grip delle gomme è molto buono, anche in condizioni di bagnato, come potete vedere nel video qui sotto.

Arriviamo dunque a parlare dei freni a disco. Chi scrive ha avuto la fortuna di poter provare due anni fa dei freni a disco Formula montati su un prototipo di una Colnago C59. Rumorosi e poco potenti, mi avevano lasciato l’amaro in bocca, soprattutto se paragonati agli impianti disponibili nel mondo mountain bike. Bene, scordatevi tutto ciò. Gli Shimano 785 sono potenti, silenziosi e ben modulabili, nel senso che è facile dosarne la potenza in ogni situazione: asciutto, bagnato, fondo sporco. Il punto di frenata è ben definito e stabile nella sua posizione rispetto alla leva, anche se l’impianto è bollente, ed il freno non è “on-off”, nel senso che non pinza a piena potenza appena si arriva al punto di frenata. Caratteristica molto importante questa, vista la limitata superficie di appoggio di una gomma da bici da strada e la sua elevata pressione. Ben scelti dunque i copertoncini da 25mm, valore sotto al quale non ce le sentiamo di consigliare una gommatura per una bici con freni a disco, proprio per riuscire a trasmettere la potenza di frenata al suolo.

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I dischi di diametro 140mm di sono rivelati sufficienti per un ciclista dal peso di 71 kg (svestito), anche su discese ripide ed impegnative come la famigerata Penudria. All’anteriore si può comunque montare anche un disco da 160mm attraverso l’apposito adattatore.

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Conclusioni

La Specialized Roubaix brilla per le scelte geometriche che, insieme agli inserti Zertz e al reggisella Cobl Gobl-R, ne fanno una bici molto comoda ma al tempo stesso molto performante: stabilità, facilità nel seguire le traiettorie e smorzamento delle vibrazioni la rendono molto appetibile per tutti i granfondisti o chi ama farsi dei lunghi giri senza spezzarsi la schiena. I freni a disco per ora scaldano gli animi, ma gli Shimano 785 sono un prodotto maturo e pronto per il grande pubblico e che renderà le discese (e non solo) un vero divertimento in ogni condizione atmosferica. Senza parlare del responso del cronometro, viste le staccate in curva che con i freni tradizionali sono una pura utopia. La bici non è un peso piuma, ma già un set di ruote a profilo basso permetterebbe di scendere di qualche etto.

Peso rilevato: 7.70 Kg senza pedali
Prezzo: 5.090 Euro

Specialized.com

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