Il futuro della Astana

Il futuro della Astana

14/12/2014
Whatsapp
14/12/2014

Iglinskiy12801-640x360

La squadra kazaka Astana ha ottenuto la licenza WorldTour 2015, festeggiando a champagne la notizia nel loro ritiro pre-stagionale, come riportato da diversi siti. Cosa devono aspettarsi però nell’immediato futuro i corridori di questa squadra? Il quotidiano francese L’Équipe ne ha fatto un resoconto. Intanto devono superare un’indagine tenuta dallo ISSUL, Institut des Sciences du Sport de l’Université de Lausanne, e per capire di cosa si tratta occorre fare un salto indietro nel tempo.

Spronati dal direttore medico dell’UCI, Mario Zorzoli, tre ricercatori francesi dello ISSUL, Olivier Aubel, Natascia Taverna e Fabien Ohl, tra il 2005 ed il 2012 hanno analizzato svariati dati presenti nei database dell’UCI, tra cui i controlli positivi, la durata dei contratti, i risultati dei corridori, etc.. e dal 2012 hanno iniziato a girare varie squadre per porre delle domande. L’obiettivo di questo studio era quello di stabilire la qualità delle relazioni tra i corridori ed i loro dirigenti, in modo da stabilire dei metodi di allenamento scientifici e razionali. Una delle domande che hanno fatto partire questa idea è una di quelle che molti appassionati si saranno fatti qualche volta: Com’è possibile che certi direttori sportivi caschino dalle nuvole (almeno nelle interviste) quando i loro corridori ad esempio ingrassano parecchio o mancano dei dati degli allenamenti?

Ebbene, secondo Natascia Taverna, nelle loro interviste, in cui veniva garantito l’anonimato, ne è venuto fuori che spesso l’indicazione del DS verso il corridore era del tipo “ti metti il pettorale e poi ti arrangi“. Olivier Aubel, ha rincarato la dose, affermando che insistendo con le domande una volta gli è stato risposto: “Se non la smetti con le domande ti rompo la faccia“. Casi limite a parte, le reticenze erano diffuse. E tanto per dare un’indicazione “dall’interno” di ciò che succede tra i Pro a livello di allenamento sono da ascoltare le parole di Jean-Christophe Péraud, 2° al Tour de France 2014, secondo il quale “Secondo me, più o meno li usano la metà del gruppo“. A cosa si riferisce? Ai misuratori di potenza. E chiaramente si riferisce ad un utilizzo “reale” e non al semplice fatto di montarli sulla bici. In futuro non potrà però più essere così.

Non potrà esserlo più dal 2017, perché al suo arrivo alla testa dell’UCI, Brian Cookson ha convalidato la messa in pratica dell’applicazione dello studio francese. O meglio, questo “registro dei doveri” sarà attivato dal 2016, ma solo dal 2017 si passerà alle sanzioni “per chi non farà i compiti”, a cominciare dal non ottenimento della licenza senza l’imprimatur dello ISSUL.

Dal 2015 però, 8 squadre si sono portate volontarie per aderire da subito a questo programma. L’Astana invece è stata obbligata per l’ottenimento della licenza.

Come va compilato questo registro (a partire da Lunedi 15/12/2014)? Ogni componente di una squadra dovrà inserire la propria occupazione, titoli di studio e funzioni. Ogni corridore dovrà dar prova di inserire correttamente i propri allenamenti e comunicarli agli allenatori. Secondo Olivier Aubel, questo non sarà un problema per alcune squadre, che già lo fanno, ma altre dovranno adattarsi visto che non hanno nemmeno un allenatore qualificato (leggasi: con titoli di studio riconosciuti) in squadra. In questo modo di ogni corridore non verranno solo archiviati tutti i dati riguardanti il profilo ematico, via passaporto biologico, ma anche quelli del profilo potenza via misuratore, in modo da compilare quello che viene definito profilo record potenza (PRR), con cui si potranno valutare eventuali “picchi” prestazionali dei corridori rispetto una media annuale. E soprattutto dare un taglio netto col passato, in cui i corridori erano lasciati “arrangiarsi”, per poi essere scaricati con un “non ne sapevamo niente”. Con queste sistema le squadre non potranno più dire di non sapere.

Vino_AstanaDoping