Tour 2019: qualche cifra e considerazione

Tour 2019: qualche cifra e considerazione

29/07/2019
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29/07/2019

Un Tour un po’ pazzo, molto aperto e divertente sino all’ultimo quello del 2019. Con un percorso improntato a seguire le orme di Giro e Vuelta, con pochissimi chilometri a cronometro e tonnellate di dislivello, alla fine si è visto accorciare per via del maltempo proprio sulle tappe alpine. Gli exploit dei beniamini di casa lo hanno resto molto divertente, con anche il pathos del sogno casalingo del ri-vedere un transalpino vincitore a Parigi. Non è andata bene per i cugini d’oltralpe, ma quanto fatto vedere da Pinot e soprattutto Alaphilippe li può confortare. “Loulou” è meritatamente il n°1 mondiale, Pinot sembra finalmente maturo per il cambio di passo. Alla fine però la spunta comunque sempre la Ineos.

Egan Bernal/Ineos: Devastati dall’infortunio di Froome, sembrava che la corazzata britannica fosse stavolta pronta per abdicare dal ruolo di regina del ciclismo mondiale. In pianura vantavano “il trattore” Moscon, in stagione decisamente poco brillante, Van Baarle e “Captain Luke” Rowe a menare le danze (fino al match di boxe di quest’ultimo con Tony Martin). Castroviejo a sostituire Kiryenka per le cronometro a squadre. In salita un appannato Poels non dava le solite garanzie e tanta responsabilità è finita sulle spalle di Kwiatkowski. Alla fine però la grossa mano se la sono data da soli Bernal e Thomas, che senza grossi sforzi finiscono 1° e 2°. Tutte le luci della ribalta sono per Bernal, primo colombiano a vincere il Tour, e di colombiani forti ce ne sono stati non pochi nel passato remoto e non, ma Egan sembra veramente un gradino sopra tutti. È il terzo più giovane vincitore del Tour de France, dopo l’imbattibile Henri Cornet ed il lussemburghese François Faber ,per soli 9 giorni, ma si parla del Tour 1909…è anche il 5° corridore a vincere assieme maglia gialla e maglia bianca dal 1975, data d’introduzione della classifica giovani. È pure secondo nella classifica della maglia a pois, a 8 punti da Romain Bardet, che oltretutto non è che abbia dato grande spettacolo in salita… Un giornalista francese, Geay, ha avuto il torto di chiedere a Thomas se questo Tour abbia segnato il passaggio di consegne tra Froome e Bernal. Il gallese, giustamente, ha fatto due occhi cosi e risposto: “quindi per te io sono una barzelletta?”. Magra figura per il giornalista, ma tutto sommato è quello che pensano tutti. E presumibilmente la risposta è si. Al netto di un altro pensiero di tutti: che il giovane colombiano non si bruci anzitempo. Ma tutti quelli che lo frequentano lo danno come uno super-maturo per la sua età. I compagni della Ineos lo chiamano “Capo”, e non ci sono dubbi che questo possa essere l’inizio dell’era-Bernal ai grandi giri.

Julian Alaphilippe/Deceuninck: Lo squadrone belga sembrava dovesse andare a caccia di tappe come di consueto, e ne porta a casa 3, una con Viviani e due con super-Alaphilippe, che si è rivelato anche corridore da classifica, tenendo per 14 giorni la maglia gialla e facendo sognare la Francia intera. Alla fine ha ceduto, ma senza crollare di schianto, contro ogni aspettativa si regala un 5° posto ed il meritatissimo premio di super-combattivo del Tour. L’erede di Valverde sembra essere tra noi. Con la stessa longevità potrebbe essere il corridore più vincente della sua generazione. Alaphilippe ha fatto anche le veci di Enric Mas, piuttosto deludente.

Bora-Hansgrohe: Finora è sempre stata la squadra attorno a Sagan. Ma da qualche stagione la Bora sta dimostrandosi una fucina di talenti tedeschi, da Ackermann a Buchmann. Sagan ha colto la 7^ maglia verde, record assoluto, ma con una sola vittoria di tappa e tutto sommato un Tour un po’ nell’ombra per le sue possibilità. Buchmann invece è una conferma, progredendo di anno in anno. Il 4° posto assoluto è un bel viatico per il futuro del 26enne di Ravensburg.

Thibaut Pinot: Un grande corridore sempre sul filo tra vittoria e tragedia. La vittoria la coglie e bene con il capolavoro del Tourmalet, aiutato da un altro giovane promettente come Gaudu. Si fa trovare disattento, assieme a tutta la Groupama, nei ventagli della tappa di Albi. E poi finisce in tragedia e lacrime per l’infortunio ed il ritiro. Un po’ più di attenzione e fortuna ed il podio potrebbe essere un luogo famigliare per lui.

 

Movistar: la squadra spagnola ci ha riprovato col tridente ed è finita come al solito, con tattiche inspiegabili e risultati ben al di sotto delle possibilità. I suoi capitani entrano tutti nella top 10 (Valverde 9°, Landa 6°, Quintana 8°), ma Valverde non si è mai visto, Landa corre a caso come sempre, mentre Quintana ha corso da separato in casa, riuscendo, nonostante la Movistar, a vincere una tappa. La squadra spagnola ha vinto la classifica di miglior squadra. Ironia della sorte..

Jumbo-Visma: il vero squadrone di questo Tour. Vittoria nella cronosquadre, dominio nella prima settimana con 3 vittorie di tappa (Teunissen Groenewegen, Van Aert) e maglia gialla con Teunissen. Sfortunati a perdere Van Aert in grande forma. Arrivano al gradino più basso del podio con Kruijswijk. Viene spontaneo domandarsi cosa sarebbe successo se avessero scambiato Roglic con l’olandese.

Adam Yates/Mitchelton-Scott: doveva essere il Tour di Adam, è stato quello di Simon, che si è aggiudicato 2 tappe. Da un lato quindi solito naufragio per la classifica generale targato Yates Brothers, dall’altro 4 belle tappe vinte da Simon, Impey e Trentin.

Bahrain-Merida: Una squadra letteralmente esplosa a questo Tour. Salvano la barca con due vittorie di prestigio Dylan Theuns a La Planche de Belles-Filles e Vincenzo Nibali a Val Thorens. Da segnalare anche la caparbia di Sonny Colbrelli, che non punge, ma è 6 volte nella top 10 di tappa. La barca però naviga a vista: Rohan Dennis si fa cogliere da una crisi di nervi e scappa. Chi sia il leader non si sa. Quale sia il futuro non si sa. Ci manca giusto Landa a riportare ordine….

Romain Bardet: arrivato con ambizioni di podio se non di vittoria, è bastata la solita crono per sotterrare tutto. Chiaramente non in forma, si porta a casa la maglia a pois senza vincere una tappa in salita né facendo azioni degne di nota (il che dovrebbe suggerire qualcosa agli organizzatori). Tutta la AG2R naufraga con lui. Bocciatura secca.

Astana: Sembrava potesse essere l’occasione di Fuglsang, nella forma della vita, in una stagione fin qui d’oro per la formazione kazaka. Caduto alla prima tappa il danese è rimasto suonato sino alla caduta successiva che lo ha portato al ritiro quando era 9° in generale. La sua truppa di lusso, Alexey Lutsenko, Pello Bilbao e Omar Fraile invece di sentirsi libera di andare a caccia di tappe si è persa d’animo. Magro risultato.

EF Education First: 7° posto in generale per Rigoberto Uràn, che ha fatto bene, ma non brillato. Nessuna vittoria di tappa, nessun azione degna di nota…tranne l’aver iniziato il ventaglio della 10^ tappa che ha penalizzato proprio Uràn…

Caleb Ewan/Lotto-Soudal: per qualcuno aver abbandonato Greipel per l’australiano tascabile Caleb Ewan era un errore. Lo sprinterino invece, alla prima partecipazione al Tour, ha fatto centro 3 volte, di cui l’ultima sugli Champs-Elysées, la vetrina più importante per uno sprinter. La ciliegia sulla torta ce la mette Thomas De Gendt, l’uomo-fuga, con una vittoria di tappa a St Etienne. Il contorno è la maglia a pois lungamente portata da Tim Wellens. Per i belgi missione compiuta.

Trek-Segafredo: le buone notizie qui le ha portate solo Giulio Ciccone, che ha interrotto il regno in giallo di Alaphilippe per due giornate. Il resto però è un gran grigiore, senza vittorie di tappa e con due anonimi Richie Porte e Bauke Mollema 11° e 28°.

Sunweb e Cofidis: due squadre orfane dei propri capitani, Dumolin e Laporte. Il primo acciaccato, il secondo vittima del virus che ha colpito mezza squadra. In loro mancanza non è rimasto che il ruolo di comparse. Delusione Michael Matthews, mai in gioco per la maglia verde.

Total-Direct Energie: La squadra francese aveva investito molto in Niki Terpstra, ma questa stagione sembra stregata per l’olandese, sempre fuori per cadute. Restava la speranza di qualche fuga buona con lo specialista Calmejane, ma è arrivato totalmente fuori forma, tanto da perdersi nella pancia del gruppo. Qualche sprazzo di visibilità con Bonifazio, 3° nella tappa finale, ma resta un magrissimo bottino.

Wanty-Gobert/Arkéa-Samsic: la squadra belga ci ha provato come al solito, e come al solito ha onorato l’invito. Pur con mezzi modesti si è infilata nelle fughe, ci ha provato agli sprint con Pasqualon (un 10° posto), e soprattutto ha colto un 12° posto in classifica generale con Guillaume Martin, il ciclista filosofo. I bretoni invece sono stati assenti negli sprint con Greipel, ma hanno centrato un 10° posto in generale con Warren Barguil, lontano dagli sfarzi del 2017, ma anche dai disastri del 2018.

DimensionData/Katusha-Alpecin: la squadra sudafricana, che l’anno prossimo si chiamerà NTT, ha lasciato a casa Cavendish, ma non gli è andata poi tanto bene con Nizzolo, tre volte nella top 10 di tappa e poi ritirato. Boasson-Hagen è sembrato lo spettro di se stesso. Roman Kreuziger ha concluso 16° in generale. Nel complesso a livelli inferiori alle Continental, da un pezzo. Se invece qualcuno poteva pensare che i corridori della Katusha avessero voglia di mettersi in mostra prima di far calare il sipario su questa squadra sarà rimasto deluso: Zakarin, 51°, il migliore in classifica, nessuna azione, ultima nella classifica squadre. Il nulla^3.

UAE Emirates: la buona notizia è che Fabio Aru, 14°, è tornato a correre su buoni livelli dopo l’operazione. Il resto è notte fonda: Dan Martin, 18°, mai in corsa, cosi come Rui Costa e Alexander Kristoff. Se ci fossero dei dubbi, proprio Martin li ha dissipati: preparazione sbagliata per tutta la squadra. Non è la prima volta, e dovrebbe essere un segnale che qualcosa va cambiato.

CCC: L’obiettivo degli americano-polacchi era una qualche vittoria di tappa. Ci ha provato De Marchi senza successo prima di ritirarsi per caduta. Poi Schär senza grandi velleità. Restava il golden-boy Van Avermaet, che però continua a pascolare senza convinzione da un pezzo. Urgono rinforzi ed un qualche progetto meglio definito.

 

 

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M
Member
matteooooo

mai come questa volta mi sono chiesto che cosa sono li a fare i DS della Movistar. Veramente pessimi.

M
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matteooooo

penultima tappa oscena. Scatta Quintana ripreso, Scatta Soler ripreso, Scatta Landa ripreso, Valverde vince la volata con 10 secondi di distacco da Nibali.
Fare andatura per andare a riprenderlo no? bha

C
Member
cikin

Di gente che corre male se ne vede parecchia, ma così….mamma mia…Certe squadre veramente inguardabili

Andrea Sicilia
Editor
Ser pecora

Tour 2019: qualche cifra e considerazione

Continua la lettura….

Non capisco una cosa. La UAE. Preparazione sbagliata. Ma perchè la preparazione gliela fa la squadra per tutti? Velocisti, passiti, corridori da classiche, corridori da GT. Tutti fanno le stesse cose?
Per il resto molte considerazioni che ho esposto anche io nei giorni scorsi, a volte attirandomi invettive pretestuose di principio.

Andrea Sicilia
Editor
Ser pecora

Averlo ribadito anche qui aiuterà di sicuro a non riproporle !mabbasta!;:

E della UAE che mi dici?

faberfortunae
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Paradossalmente si è salvato Aru c(ha corso un buon tour) stando fuori per l'intervento.

Andrea Sicilia
Editor

Ser pecora Che non ho elementi per dire cosa e come facciano la preparazione. Cosi ha detto Martin. In effetti è sorprendente come tutta la squadra abbia combinato poco e niente. Anche come vittorie stagionali. Ne hanno più dell'anno scorso, ma i loro uomini più forti in corse di minor prestigio. Martin e Rui Costa sono a zero. Kristoff combinato pochino. La corsa più prestigiosa l'ha vinta Pogacâr. A questo bisogna fare anche la tara di eventuali segnali dei corridori: magari qualcuno è stufo e vuole andarsene…non lo so. È un periodo turbolento sotto questo aspetto ultimamente: vedere Bahrain e… Read more »

M
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martin_galante

Inoltre, un tour da incorniciare per la Bianchi. Una riconoscibilissima nube azzurrina di bici era davanti a tirare, spingere e vincere in tutti i momenti cruciali. Dai tempi di Pantani non avevano tanta visibilità.

U
Member
utah

Se tatticamente non facevano qualche errore che li ha portati a perdere la maglia a Pois di Tim Wellens la lotto soudal si meritava un 9.
Rispetto a qualche anno fa sono migliorati tantissimo a livello di squadra, una volta erano la Movistar Belga..

La Movistar dove trovi le parole…. Avevano di gran lunga la squadra piu’ forte… Probabile che se faceva classifica Soler entrava pure lui nei 10…
Probabile si divertano a corre in questa maniera, poi leggono i forum…. 🙂
Per Eusebio primo incipit era : Oggi stacchiamo Morkov.. e poi ognuno per i fatti propri…

G
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utah Se tatticamente non facevano qualche errore che li ha portati a perdere la maglia a Pois di Tim Wellens la lotto soudal si meritava un 9. Rispetto a qualche anno fa sono migliorati tantissimo a livello di squadra, una volta erano la Movistar Belga.. La Movistar dove trovi le parole…. Avevano di gran lunga la squadra piu' forte… Probabile che se faceva classifica Soler entrava pure lui nei 10… Probabile si divertano a corre in questa maniera, poi leggono i forum…. 🙂 Per Eusebio primo incipit era : Oggi stacchiamo Morkov.. e poi ognuno per i fatti propri… Si… Read more »

andry96
Member

grimpeur75 Si ok Movistar squadrone ma nn hanno una punta in grado di vincere il Tour….Valberde niente da dire ha pure tirato x gli altri è un fenomeno avesse pensato solo a se magari una tappa la portava a casa, cmq a 39 anni va ancora come una moto, Bernal ha 16 anni in meno fate voi….giusto cmq che lui si faccia i fatti suoi da campione del mondo…Landa ormai credo abbiano capito tutti che è si forte ma un GT non lo vince….e Quintana no aveva la condizione e forse non ce l avrá più x vincere un Gt…va… Read more »

U
Member
utah

grimpeur75 Si ok Movistar squadrone ma nn hanno una punta in grado di vincere il Tour….Valberde niente da dire ha pure tirato x gli altri è un fenomeno avesse pensato solo a se magari una tappa la portava a casa, cmq a 39 anni va ancora come una moto, Bernal ha 16 anni in meno fate voi….giusto cmq che lui si faccia i fatti suoi da campione del mondo…Landa ormai credo abbiano capito tutti che è si forte ma un GT non lo vince….e Quintana no aveva la condizione e forse non ce l avrá più x vincere un Gt…va… Read more »

Luca38
Member

@utah

Ti quoto tutto. Spero di leggerti più spesso.
Con il corrono alla viva il parroco mi hai fatto troppo ridere 🙂

G
Member

Si pero anche la Ineos aveva due capitani….a parte le ultime due tappe in cui era ormai Bernal…e ha vinto lo stesso….si è vero quel che dite…organizzazione superiore…altre squadre che fanno disastri tattici come Movistar…tutto quello che volete….ma all fine i singoli più forti li hanno loro…e loro fanno la differenza…

S
Member

utah Si per carità tanto di capello.. Ma se vuoi vincere un Tour con in squadra Valverde lo devi vincere con Valverde.. Altrimenti è di troppo. E se hai 3 mezzi capitani non è che sommandoli ne fai uno.. Si prendevano le responsabilità e partivano con un Capitano unico.. e magari non gli facevano fare il giro prima.. Ma è la storia della Movistar negli ultimi anni al Tour.. Hanno quasi sempre avuto una squadra piu' forte di quella degli inglesi negli ultimi anni… Ma hanno sempre corso alla Viva il Parroco.. Se si guarda bene.., Tutti hanno corso per… Read more »

golance
Member

grimpeur75 Si pero anche la Ineos aveva due capitani….a parte le ultime due tappe in cui era ormai Bernal…e ha vinto lo stesso….si è vero quel che dite…organizzazione superiore…altre squadre che fanno disastri tattici come Movistar…tutto quello che volete….ma all fine i singoli più forti li hanno loro…e loro fanno la differenza… i singoli più forti anche perchè corrono con loro e seguono i loro metodi di preparazione. wiggins e thomas e sono convinto anche lo stesso froome non avrebbero mai vinto il tour in un altra squadra. e sono gli stessi corridori a dire che l'applicazione richiesta li è… Read more »

Andrea Sicilia
Editor

grimpeur75 ……..ma all fine i singoli più forti li hanno loro…e loro fanno la differenza… Questo secondo me vale solo per Froome. E' stato (sarà ancora?) di un livello superiore per anni. Ma hanno vinto anche con Wiggins, Thomas e Bernal. Bernal ha ottime prospettive di diventare come e più forte di Froome (seppur con qualche caratteristica diversa e forse meno completo in certe cose) ma ora ha 22 anni e aveva impostato la sua preparazione per il Giro. Bernal così come gli altri 2 che hanno vinto, non era così indiscutibilmente più forte. Erano tra i migliori e probabilmente… Read more »

jan80
Member

grimpeur75 Si ok Movistar squadrone ma nn hanno una punta in grado di vincere il Tour….Valberde niente da dire ha pure tirato x gli altri è un fenomeno avesse pensato solo a se magari una tappa la portava a casa, cmq a 39 anni va ancora come una moto, Bernal ha 16 anni in meno fate voi….giusto cmq che lui si faccia i fatti suoi da campione del mondo…Landa ormai credo abbiano capito tutti che è si forte ma un GT non lo vince….e Quintana no aveva la condizione e forse non ce l avrá più x vincere un Gt…va… Read more »

lap74
Member

utah Si per carità tanto di capello.. Ma se vuoi vincere un Tour con in squadra Valverde lo devi vincere con Valverde.. Altrimenti è di troppo. E se hai 3 mezzi capitani non è che sommandoli ne fai uno.. Si prendevano le responsabilità e partivano con un Capitano unico.. e magari non gli facevano fare il giro prima.. Ma è la storia della Movistar negli ultimi anni al Tour.. Hanno quasi sempre avuto una squadra piu' forte di quella degli inglesi negli ultimi anni… Ma hanno sempre corso alla Viva il Parroco.. Se si guarda bene.., Tutti hanno corso per… Read more »

E
Guest

Beh. Riflessione interessante. 1) Complimenti a Bernal per la vittoria conquistata. Ma qualche dubbio sulla squadra mi resta. La Ineos non è stata, o per lo meno, non si è comportata da squadra-padrone come gli anni scorsi. Vuoi per l'assenza di una figura carismatica come Froome o forse per qualche altro motivo, ma di sicuro non hanno dimostrato la forza espressa gli anni scorsi. Kwiatkosky ha mostrato una forma inferiore rispetto agli scorsi anni. Ma il dubbio più grande rimane sul fatto se volessero o meno che vincesse Bernal? Nel senso che la mia idea è che Ineos avesse un… Read more »

andry96
Member
bianco222

Alla TV norvegese (riportato da Cyclingnews) Hushovd ha detto che hanno cambiato integratori prima del tour e che quelli nuovi gli facevano ritenzione idrica…
Gli amatori non cambiano prodotti quando devono fare un bel tempo sulla salita dietro casa e questi cambiano prima del tour?!..

Sponsor…

B
Member
bianco222
andry96

Sponsor…

Ma lo sponsor potevano comunque provarlo prima.. Oppure cambiare solo le borracce e non il contenuto…
Te la vedi la ineos fare una cosa del genere?

Andrea Sicilia
Editor
bianco222

…..Te la vedi la ineos fare una cosa del genere?

Tanto poi prendono la scialappa e vincono uguale. E' questo che molti pensano. Mica programmano tutto, non lasciano nulla al caso e mettono i loro atleti, ottimi atleti, in condizione di rendere al 100%. No, vincono perchè prendono la scialappa. Come la Deceunink, che vince pure più di loro.