Tour 2020: Hirschi alla fine ce la fa

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Marc Hirschi (Sunweb), eroe sfortunato della 9^ tappa (3°) e battuto per un soffio alla 2^, ieri ce l’ha infine fatta a conquistare la prima tappa in carriera al Tour. Vittoria arrivata con una notevole prova di forza, dopo una fuga solitaria sull’inedita salita di Suc au May (3,7km al 7,4%, che lo svizzero ha percorso a 23,4km/h di media) è riuscito ad imporsi con 46″ di vantaggio sul redivivo Pierre Rolland (B & B Hôtels-Vital Concept) e sul compagno di squadra Soren Kragh Andersen.

Già perché la Sunweb ha corso molto bene in supporto al giovane svizzero, mandando in avanscoperta Tjesi Benoot e Andersen prima, e poi, una volta partito Hirschi ad utilizzarli come stopper per gli inseguitori, con anche l’aiuto dell’esperto Nicholas Roche. Pur senza stelle di primo piano (ma Hirschi lo sta diventando) la Sunweb corre bene, sia in supporto a Hirschi sia in supporto allo sprinter lungagnone Cees Bol, il quale anche lui ha già due podi in questo Tour. Insomma una vittoria è una meritata ricompensa per la squadra tedesca.

Hirschi rompe anche il digiuno svizzero al Tour, che datava 2012, con il prologo vinto da Fabian Cancellara. Svizzera che ieri ha ben figurato anche in prospettiva mondiale, in una tappa che potrebbe assomigliare al percorso di Imola, anche se ieri i mt di dislivello erano “solo” 4000, ma con salite simili. Infatti Sebastian Reichenbach è arrivato 8° a 52″ da Hirschi, e potrebbe avere un ruolo simile a quello dei compagni della Sunweb, cosi come Stefan Küng, piuttosto pimpante in questo Tour, che nonostante sia un cronoman di peso è arrivato nel gruppo dei Van Aert, Van Avermaet e tutto il gruppo maglia gialla.

Dietro Hirschi la tappa è scorsa tranquilla per Roglic e tutti gli uomini da classifica. Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) non sembra affatto aver abbassato le armi nella lotta per la maglia verde, avendo mandato tutta la squadra a fare ritmo duro per far fuori gli avversari sprinter in ottica di una volata finale, ma gli attacchi dei finisseur hanno poi mandato il piano all’aria. Alla fine 13° lo slovacco ha fatto capire però di esserci ancora.

Altro corridore mai domo è Julian Alaphilippe (Deceuninck) che aveva messo nel mirino questo tappa, terreno ideale per uno come lui, ma pur supportato da un ottimo Dries Devenins non è riuscito ad organizzare l’inseguimento giusto ad Hirschi. D’altronde i ripetuti scatti furiosi con rapporto lunghissimo devono aver spaventato più che consigliato gli altri inseguitori. Un problema meccanico, al deragliatore anteriore, alla fine ne ha frustrato le ultime speranze. In ogni caso Alaphilippe ha mostrato di avere ancora la gran gamba già mostrata dalla Sanremo. La stagione però sembra un po’ di quelle non fortunate per il francese.

Oggi può infine riprendere la battaglia per la classifica generale. Classifica strettissima, con 1’42” tra il primo ed il 10°.

Commenti

  1. Ser pecora:

    ...non mi sembra sia molto simile a Cancellara...pesa 15kg di meno ed ha caratteristiche da corridore da Ardenne più che pavé.
    Peraltro leggo spesso di questa cosa che sia seguito da Cancellara, ma a parte vivere nello stesso paese non mi risulta. Ho letto da qualche parte che Cancellara ogni tanto lo vede passare in allenamento sotto casa, ma niente di più.
    Grazie della precisazione @Ser pecora, sul fatto della somiglianza intendevo non somatica ma del comportamento in corsa "garibaldino"...
  2. bianco222:

    Che errore avrebbe commesso?
    Non mi dire che avrebbe dovuto aspettare il gruppo... Aveva un minuto.
    Stiamo parlando della tappa 9.
    Alla fine della discesa aveva 18 secondi sui migliori (NON sul gruppo maglia gialla) che volevano andare a prendere abbuoni e guadagnare secondi sulla maglia gialla che era nel gruppo.
    Quindi tiravano per ritornare su Hirschi e bruciarlo in volata (era in fuga da molto e quindi presumibilmente stanco).
    Quindi l'ammiraglia doveva dirgli di aspettare, mettersi a ruota, riposarsi in attesa della volata.
    Questo è un errore che imputo al DS in ammiraglia piuttosto che a lui.
    Il suo errore, dovuto all'inesperienza dei 22 anni, è di essere partito per primo nella volata.
    Doveva stare dietro e uscire all'ultimo.
    Non avremmo mai la controprova, ma da manuale del ciclismo così si fa per vincere quella tappa.
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