L’indagine svolta da giornalisti francesi della rete televisiva Stade2, in collaborazione con Marco Bonarrigo del Corriere della Sera, sta facendo il giro del mondo. Il video integrale andato in onda sulla canale televisivo ormai è in rete in versione integrale (qui sotto) e fa il punto su “voci di corridoio” che ormai hanno assunto il carattere di certezza o quasi nell’ambiente professionistico: i motorini elettrici sono stati utilizzati e continuano ad esserlo.
Gli argomenti sono noti da tempo, dalle prestazioni ormai celeberrime di Cancellara a Fiandre e Roubaix, alle soffiate sulla bici di Contador al Giro d’Italia, a Froome che pedala a 120rpm in salita al 10%, etc..
Ormai anche persone dell’ambiente però si sono esposte, come Jean Pierre Verdy, ex direttore dell’agenzia francese antidoping, che ha dichiarato come avessero ripetutamente fatto delle segnalazioni all’UCI in merito. Segno questo, nell’opaco mondo del ciclismo professionistico, che i sospetti erano certezze.
Il reportage non fa nomi, solo illazioni, e questo è abbastanza ovvio visto il rischio querele e cause legali, ma le illazioni sono evidenti, e riportano indietro le lancette dell’orologio a 10 anni fa, quando la situazione era analoga con l’EPO: tutti sapevano, ma mancavano le prove, e l’UCI girava a vuoto, tra inerzia, limiti del 50% come tampone ed avvertimento, e qualche collusione dovuta al fatto di trovarsi nell’imbarazzo di vigilare e salvaguardare sul ciclismo (e se stessa) allo stesso tempo.
La pressione è alta e l’UCI di Brian Cookson, che della trasparenza ha fatto una bandiera, non ha potuto ignorare il reportage di Stade2, tanto da rispondere alla richiesta di chiarimenti di Cyclingnews.com in questo modo:
“L’UCI ha promosso test contro le frodi tecnologiche per anni, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza di questi test, provando nuovi metodi nell’ultimo anno. Abbiamo valutato le camere termiche (utilizzate nel reportage -ndr-), i raggi x e gli ultrasuoni, ma il metodo più efficace, versatile ed accurato si è rivelato la risonanza magnetica utilizzando un software sviluppato in collaborazione con un’azienda specialista del settore. La scansione viene effettuata con un tablet e permette all’operatore di verificare telaio e ruote in meno di un minuto. Abbiamo testato molte bici in gara quest’anno (per esempio 216 al Giro delle Fiandre e 224 alla Paris-Roubaix) e continueremo a testarle pesantemente in tutte le discipline durante l’anno. La cooperazione tra squadre e corridori che abbiamo raggiunto in questi test è eccellente“.
Risposta critica alle affermazioni del reportage di Stade2 e del Corriere della Sera sulla inefficacia degli attuali controlli UCI fatti col tablet.
Film già visto insomma, ma c’è da sperare che il prosieguo non sia lo stesso, con la scoperta di un doping tecnologico diffuso (che sia “di squadra” poi in questo caso non ci sarebbe nemmeno il dubbio), classifiche da correggere, squalifiche, e probabilmente un colpo mortale alla credibilità di uno sport che già oggi ne ha ai minimi storici. In particolare agli occhi del grande pubblico che presumibilmente percepirebbe i motorini elettrici come una truffa indegna, forse peggiore del doping ematico.
Senza dimenticare il mondo amatoriale, che ci mette sempre del suo nell’emulare (e talvolta superare) i professionisti.



ed ora: buon divertimento a tutti nelle gare amatoriali. Chi si ricorda il Sig. Gruber che diceva di aver venduto solo in Italia 2.000 bici con motorino elettrico (quello invisibile, si intende)?
Uno lo hanno pizzicato proprio ieri vicino Roma ad una gara a circuito.
http://www.bikelive.it/amatori/item/2814-ha-il-motore-nella-bici-e-fugge-via-dalla-corsa.html
Pare proprio inevitabile, a questo, punto l’adozione dei freni a disco, per staccate millimetriche degne dei propulsori.
Aggiungo che, oltre ai carter protettivi in carbonio (che se si scheggiano in caduta possono supplire alla presunta azione affettante del disco stesso) si dovrebbe anche valutare l’introduzione di alettoni (almeno al posteriore) per aumentare il carico aerodinamico e dunque il grip.
Non ho capito perchè se la prendono sempre con gli stradisti e mai con i bikers… Forse perchè i motorini non offrono la trazione integrale? 🙂 🙂
La prima squalifica per motorino nascosto è arrivata in CX, quindi dai che c’è speranza 🙂
forse perché non trovi un biker che guadagni 4 milioni di euro l’anno, sia tutto sorrisi ed autografi, e ti racconta per 15 anni la balla che lui è pulito prima di andare a confessare in televisione che è un ladro.
Non sono molto informato sui conti correnti degli stradisti professionisti in attività, ma temo che coloro che guadagnano 4 milioni di euro l’anno li puoi contare con una mano con via un paio di dita perchè finiti nei dischi… 🙂
Quindi intendi dire che i bikers pro sono ancora piu’ omertosi o che nell’era EPO costoro andavano a Cebion e Tantum Rosa?
Ma non era The Chicken che aveva un passato da biker e fu cacciato dal Tour?
In quegli ambiti li’ temo che tutto il mondo è paese aimè…
sono d’accordo con te, e non mi faccio illusioni sul mondo mtb. Solo che le somme in gioco e la visibilità sono molto minori, da qui il minore clamore.
ed io che mi ero illuso che il ciclismo fosse ” meno marcio ” del calcio ….è tutto previsto ad alti livelli si spartiscono la torta con la complicita dell’UCI e noi poveri cretini che ci appassioniamo alle imprese…..
Basterebbe mettere obbligatorio il power meter per tutti e si avrebbe facilmente un’idea di chi bara.
Una buona stima della potenza espressa si riesce ad farla utilizzando tempo impiegato, pendenza, peso, etc…, se si ottenessero valori troppo discordanti o tanto diversi da chi pedala accanto, qualche cosa di strano c’è.
Rifiutarsi di fornire i dati per coprire i segreti di un corridore mi sembra un scusa banale, al massimo si puo’ evitare di fornire la frequenza cardiaca, ma la potenza, se uno non bara, non vedo il motivo perchè non venga fornita.
Si potrebbe, ma ci sono varie incognite, come il dover avere strumenti tutti dello stesso produttore o quantomeno con una calibrazione “certificata”, senza contare la raccolta dati che dovrebbe prescindere da eventuali manipolazioni dei files…
La tecnologia ci viene in contro.. Basterebbe un dispositivo (chiamatelo Garmin o come volete) molto chiuso (magari con i dati **salvati** criptati) ed un power meter affidabile. Al traguardo solo i tecnici di gara possono accedere ai dati raw e darli in un secondo momento all’atleta/squadra. Quando registri discrepanze elevate tra dati reali e stimati (occorre avere i dati di velocità e qualche info sul peso del ciclista + altre menate varie) scatta l’allarme.
Non è di certo una cosa complicata.. Un team di sviluppo potrebbe metterci meno di un anno a realizzare il tutto con costi irrisori se paragonati alle varie analisi ematiche/dispositivi a risonanza elettromagnetica etc.
Impatto nullo sull’atleta, che al massimo deve passare sotto ad un cancelletto a fine gara.
Sicuro che quelli dell’UCI ci avranno pensato, ma forse questo metodo sarebbe tanto scomodo per le squadre “di rilievo” che possono esserci spinte interne in direzione opposta.
ma imporre semplicemente di smontare il movimento centrale ai primi 10 che arrivano sempre?
Purtroppo non basterebbe, dovresti ispezionare anche ruote e mozzi.
Il controllo sul movimento centrale è solo la punta dell’isberg. Dovrebbero controllare le cassette (alcuni hanno motorini anche li) e le ruote (chi ha piu disponibilità economica potrebbe essere già passato a ruote ad induzione magnetica.
Che tristezza…
Solo ai primi 10 non è sufficiente,ci sarebbero anche i gregari che tirano il campione sfaldando il gruppo per poi staccarsi,quelli del treno per la volata…arrivare fuori dai primi non è garanzia di pulizia.
Già 3-4 anni fa,all’uscita del Gruber,il mio meccanico mi disse:”non hai idea di quanti ne monto ogni mese,e tutti,dal primo all’ultimo,non vogliono che si veda”
Purtroppo come ormai appurato infinite volte nel corso degli anni, quando una cosa emerge alla vista di tutti è perchè si è già andati oltre.
Secondo voi lo stregone di Budapest avrebbe mostrato senza problemi una ruota ad induzione se fosse stata in dotazione a qualche squadra ben pagante?
Puo’ anche essere che ora le squadre se le sappiano fare da sole (e meglio).
Finito il primo giro di clienti ora tanto vale farlo sapere a tutti (abbassando i prezzi).
Guardiamo il lato positivo, è la prima forma di doping che, se non esagerano come di solito fanno, non gli farebbe male alla salute. … poi basta chiamarlo pro tour ebike e siamo a posto
Chi dopa corpo o bici frega prima se stesso e poi gli altri. E gli amatori che dopano bici e corpo son ancora più patetici e imbroglioni in quanto millantano di esser amatori, cioè coloro che praticano uno sport per “amore” e non per denaro. I pro invece sono degli sporchi truffatori, falsi come quell’americano che ha rubato 7 tour de france più’ altri titoli. Io corro pulito di corpo e di bici e se vedo un amatore che dopa la bici (perché il corpo non si vede), lo deriderò con piacere. Saluti sportivi veri.
Ed io che pensavo di non andare un caxxo per colpa della vecchiaia
Mi sorprendo come si dia INUTILE spazio a questi servizi scandalistici fatti solo per creare polverone e raccogliere audience e click. Ma voi credete che veramente vengano usati? Cioè, ci avete pensato anche per un attimo? Immaginatevi se viene beccata una Specialized con il motorino dentro, immaginatevi il danno di immagine alla casa e al team. In questi casi non paga il corridore, va a casa tutta la squadra, dall’autista del camion fino in cima perché TUTTI sarebbero complici (come lo erano ai tempi dell’epo). Quindi smettiamola di dare spazio a questi gossip e godiamoci le gare, che la maggior parte di chi legge e scrive quegli articoli non sa neanche chi ha vinto la Roubaix..
vendo due fette di salame, sei interessato?
Lasciale pure a stagionare, le compro se entro il 2020 un corridore di una squadra world tour o continental verrà sorpreso con un motorino nella bicicletta.
sono già stagionate, erano quelle che volevo dare una decina di anni fa a chi diceva che Armstrong era pulito
allora non a me di sicuro!!
ahahahha
in effetti non credo che il motorino sia molto conveniente ..punterei più sull’epo di terza o quarta generazione!! 😉
Questo non è gossip, ma purtroppo può esser la verità. E poi non credere che i lettori di questo forum siano proprio così degli “ignoranti in materia o delle classifiche”, potresti avere cocenti delusioni. E non preoccuparti che io le gare me le godo benissimo (anche con qualche sospetto).
Mi sono espresso male: i lettori che reputo ignoranti sono la maggioranza di quelli che leggono l’articolo sul corriere (o hanno visto il servizio televisivo).
Aldilà del parlarne o meno, sono daccordo sul fatto che non vi sia squadra del world tour che adotti stratagemmi del genere.
Basterebbe un meccanico od un corridore che cambiasse casacca per innescare uno sputt@namento galattico.
Dubito le case costruttrici si espongano a tale rischio. E mi aspetto abbiano imparato da Wilier, che forniva le Cx al team belga beccato quest’inverno, proteggendo la propria immagine quando forniscono le bici come sposor a squadre terze.
Certo che un corridore che utilizza un sistema del genere diventerebbe la persona più ricatabile di questo mondo. Come qualcuno ha già detto, sarebbe doping di squadra perchè almeno DS, meccanico e massaggiatore sarebbero a conoscenza della cosa.
Per carità, alla fine anch’io dentro di me voglio sperare che non sia vero, ma se pensate a tutti i grandi scandali del doping, tipo quelli legati al dottor Ferrari e soci, erano sicuramente doping di squadra. In molti usavano, tutti sapevano, chi parlava veniva automaticamente emarginato, quindi destinato a non mettere più piede nel pro tour.
[…] il primo reportage sul doping tecnologico della rete francese Stade2, è arrivata una nuova puntata, questa volta non con nuove rivelazioni […]