Probabilmente molti di voi si saranno chiesti quale sia la sorte dei corridori squalificati per doping durante il periodo di sospensione e squalifica. Di cosa vivono? Cosa fanno? Come vengono percepiti dall’ambiente ciclistico?
I tweet di alcuni corridori squalificati con tanto di ringraziamenti per gli sponsor tecnici potrebbero già essere un indizio, ma questa volta abbiamo la fortuna di avere le parole dirette di un corridore. Quel Jonathan Tiernan-Locke, ex-Sky, squalificato 2 anni, di cui ci eravamo già occupati.
In questa intervista (piuttosto comprensiva) ad una televisione locale, in occasione della sua partecipazione ad una amatoriale, al minuto 2’08” racconta con candore di come il giorno stesso del verdetto col quale la commissione lo ha squalificato sia stato contattato da suoi precedenti team manager per riaverlo in sella dal 2016, a squalifica scaduta.


.. si riparte dal basso con umiltà.. senza ripetere gli stessi errori possibilmente…
Io penso invece che se fai il furbo e ti beccano, é giusto che ti trovi un altro lavoro
Si vede che il ciclismo professionistico non fa per te
quindi ti dovrai rassegnare e farai come tanti che hanno un lavoro ed in bici vanno solo per divertirsi.
Il Lupo perde il pelo ma non il vizio.
Se esiste questo detto ci sarà un perché …
Una volta pizzicato a casa perennemente.
Se ti beccano fuori per sempre, blocco obbligatorio delle sposorizzazioni, impossibilità di entrare a far parte di un team professionistico con qualsiasi mansione, oltre a mega multe.
Inutile illudersi, se comunque ti restano i soldi in tasca il problema del doping non si risolve.
Diremmo tutti a casa per sempre.
…. Ma paga la sua colpa da regolamento.
Se ne sentono tanti di 20 enni…
“Ci facevano flebo di vitamine”
Poi…..