Travis Tygart e le critiche a Thor Hushovd

Travis Tygart e le critiche a Thor Hushovd

20/10/2014
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20/10/2014

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Il capo dell’USADA, l’agenzia antidoping americana, Travis Tygart, ha fortemente criticato su un sito norvegese, Thor Hushovd, che si è recentemente ritirato dal professionismo, ed ha pubblicato un’autobiografia, Thor, in cui racconta di come ad un pranzo dopo un Tour di California, Lance Armstrong gli avesse confessato che “lo abbiamo fatto tutti” (doparsi-ndr-).

Tygart rimprovera a Hushovd di aver taciuto il fatto e non aver facilitato il lavoro degli investigatori: “E’ un triste giorno quello in cui degli atleti hanno paura o sono incapaci di reagire per l’integrità ed il fairplay dello sport. Doping Norway e USADA vorrebbero sentire da lui (Hushovd -ndr) perché non ha fatto niente, ma invece è rimasto seduto tranquillo lasciando che le bugie e la disonestà continuasse“.

Tygart ha ammesso che non è sicuro che le informazioni che Hushovd avrebbe potuto fornire sarebbero state utili nel caso Armstrong, ma : “undici ex compagni di squadra di Armstrong hanno mostrato abbastanza coraggio per parlare con noi. E’ difficile essere assolutamente sicuri. Ho ascoltato tra le altre cose un episodio in cui Hushovd avrebbe visto qualcuno con una siringa in una stanza d’hotel. Ma forse abbiamo perso una grande occasione. Avrebbe potuto almeno dare più credibilità alle persone che hanno parlato quando si era nella tempesta. Penso a Betsy Andreu che per anni ha asserito di aver sentito Armstrong ammettere l’uso di doping a metà anni ’90“.

Hushovd dal canto suo, alla presentazione del proprio libro ha asserito che: “non è il mio lavoro fare pulizia qui (nel mondo del ciclismo -ndr-)”.

Ha inoltre affermato di aver corso tutta la propria carriera da pulito e che non ha parlato alle autorità antidoping nel 2011 perché sicuro che se lo avesse fatto: “Armstrong ed i suoi amici avrebbero distrutto la mia carriera“.

Infine ha invitato le autorità antidoping a fermare la caccia alle streghe coi vecchi peccatori e migliorare i controlli antidoping rendendoli più difficili da raggirare.

Parole a loro volta stigmatizzate da Tygart: “Lo sport sarà pulito solo quando chi ha sbagliato nel passato sarà ritenuto responsabile nel presente“.