Visita a 3T: portare la produzione dall’Asia all’Italia

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Sono andato a visitare 3T, noto marchio di bici da gravel e da corsa con sede a Presezzo, vicino a Bergamo. La particolarità di questa azienda è che produce molti suoi prodotti proprio in Italia, visto che è da qualche anno che sta spostando la produzione dall’Asia alla sua sede storica bergamasca.

Per poterlo fare con successo e rimanere competitiva in termini di prezzi, 3T ha studiato un processo produttivo molto automatizzato e volto a risparmiare energia. Eccovelo nel dettaglio nel video report.


La storia di 3T
Amministrazione e magazzino
Produzione

 

3T

Commenti

  1. andry96:

    Esistono anche i fogli non preimpregnati, essendo tessuti stanno assieme( le fibre bianche che si vedono solo proprio un filo che serve a tenere assieme i fili di carbonio)

    Non avrebbe senso lavorare con un mix di fibra secca e preimpregnata( non so se si possa nemmeno fare)
    Posizionano i fogli sulle forme( solitamente si usa un collante spray per tenerli fermi che io sappia) montano giunzioni e tubi nello stampo e solo allora iniettano la resina che a quel punto va su tutte le fibre presenti nello stampo
    non è il caso di 3T. I pezzi fatti con i fogli vengono incollati al resto del telaio una volta che questo esce dallo stampo. Non mi hanno fatto filmare il processo.
  2. enrirompin:

    Time produce in Slovakia attualmente. Se vero loro partono anche dal filo, la sua tecnologia di preformatura si chiama "braiding" e rispetto a 3T loro ci producono delle guaine di carbonio che dopo vanno a mettere sopra un mandrino in cera strato sopra strato.

    3T invece è in grado di creare preforme di geometrie complessa in fibra seca che una volta scono della macchina già hanno tutti gli strati che servono con gli angoli giusti e sono stabili da persè. Per questo non hanno bisogno di nessun mandrino in cera e possono infilare interamente senza problemi i sacchi d'aria per comprimere il materiale in fase di stampaggio
    Grazie Enrique!
    Per la cronaca, Enrique è l'ingegnere del video che ci porta in giro per la produzione.
  3. Del video mi ha incuriosito molto l'attenzione al basso consumo di energia. Soprattutto per la parte di stampo col processo RTM resin transfer molding.
    Ma quanti kw può assorbire lo stampaggio di un telaio? Decine? Centinaia? In ogni caso a 10-15 cent il kw non si arriverebbe a 15-20 euro. Una goccia rispetto al prezzo finito. Ok essere green ma di qui a mettere in dubbio la sostenibilità economica dello stampo a pressione...
    Sarebbe bello approfondire cercando di estrapolare i kw di energia richiesti per un telaio finito.
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