Fuga vincente di Abrahamsen. Pogačar cade, ma senza conseguenze

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Il norvegese Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), in fuga dall’inizio della tappa, ha vinto davanti a Mauro Schmid (Jayco-AlUla). Mathieu Van der Poel (Alpecin-Deceuninck) non è riuscito a riprendere la fuga iniziale con il suo gruppo di inseguitori e ha conquistato il 3° posto.


Prima vittoria della Uno-X Mobility al Tour de France, grazie all’ennesimo tentativo di Jonas Abramhansen, che ormai ci provava da un Tour e mezzo, considerando anche quello dello scorso anno. 3° di tappa nel 2023, 2° nel 2024 ed ora finalmente vincente nel 2025. Seconda vittoria in carriera per il norvegese, bravo a tener duro nel finale assieme a Mauro Schmid e rintuzzare un MvdP che li aveva ormai nel mirino.

Nervoso il gruppo dietro all’inseguimento, in particolare per gli ennesimi attacchi della Visma. A farne le spese Tadej Pogačar, distratto mentre parlava alla radio e incrociato da Tobias Johannesen (Uno-X) che era partito per seguire un attacco dalla parte opposta della strada. Caduta per fortuna dello sloveno senza conseguenze, per sua stessa ammissione.

Fair-Play da parte del resto del gruppo (capitanato da Remco Evenepoel che ha urlato di fermarsi) che ha aspettato Pogačar, il quale ha anche ringraziato.

Commenti

  1. Comunque a quanto pare lo sloveno in gruppo è più temuto e rispettato che odiato per l'incetta di vittorie senza lasciare niente a nessuno
  2. uber:

    Dipende dalla caduta. A Siena o a roubaix è caduto per colpa sua in una fase decisiva della corsa e non lo hanno aspettato, giustamente.
    Qui è un po' diverso. Gruppetto a tre km dalla fine, nessun attacco in atto, nessun forcing... il norvegese gli taglia la strada e lui finisce per terra. Ci sta aspettare.
    Parole giuste.
    Aggiungerei che scattare a -3 km dal traguardo sarebbe stato veramente un brutto gesto da parte del gruppo.
    Sia per una questione di fair-play sia perché poco utile dal punto di vista del cronometro.
    Questa caduta (indipendentemente dalle responsabilità) è da paragonare ad un problema tecnico come una foratura.
    Una volta (ma tanto tempo fa, agli albori del ciclismo) attaccavano anche in situazioni ad oggi impensabili (la corsa l'è corsa, pietà l'è morta).
  3. jacknipper:

    fai un confronto assurdo tra uno sport endurance, per un fatto successo a 3km dal traguardo e quasi in zona neutralizzazione, e degli sport che vivono del momento o sport dove sarebbe assurdo e pericoloso fermarsi
    Punti interessanti… in effetti seguo da poco le gare di ciclismo e molte dinamiche ancora non le capisco… molti aspetti neanche mi vengono in mente.
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