David Gaudu: “si corre più veloci di prima in gruppo”

David Gaudu: “si corre più veloci di prima in gruppo”

Piergiorgio Sbrissa, 11/10/2021

David Gaudu (Groupama-FdJ) è un’altra voce nel gruppo che si aggiunge a quelle che già da tempo constatano (ed un po’ lamentano, pare) che il livello del gruppo pro stia gradualmente aumentando.

Lo scalatore francese, vincitore di due tappe alla Vuelta (2020) in carriera, e quest’anno 3° alla Liège-Bastogne-Liège e 6° al Lombardia di pochi giorni fa, in un’intervista a Ouest-France, ha dichiarato che “dall’inizio della stagione non ho mai prodotto tanti watt come quest’anno. Nel finale di ogni corsa per sperare di essere davanti, o almeno per stare nei Top10, bisogna battere i propri record su tutti gli arrivi un po’ difficili. È un anno in cui si corre veramente molto molto veloci, ed in cui tutti corrono più veloci….Ci sono dei gregari che sono tanto forti quanto certi capitani e questo fa aumentare il livello, e pertanto tutti lo devono aumentare. Ma è chiaro che non si è mai corso così veloci“.

Gaudu è professionista da 6 stagioni, ed evidentemente è uno degli scalatori più forti in circolazione, con 3 TopTen in 7 monumento corse, un 8° posto come miglior piazzamento in un GT (alla Vuelta 2020), un 13° ed un 11° posto come migliori piazzamenti al Tour de France (2019-2021).

Quindi le sue parole possono essere interpretate in svariati modi ovviamente, ma danno almeno una prospettiva diversa alle parole di altri corridori, che erano stati liquidati come “vecchi” o “bolsi che non tengono più il passo”, come il 34enne Thomas De Gendt e il 36 enne Greg van Avermaet, citati sopra, ma anche il 30enne Romain Bardet, che in un tweet di solo una settimana fa si era stupito delle andature dei migliori al giro dell’Emilia:

 

Quando vedo queste immagini del giro dell’Emilia, una delle mie corse preferite (2° nel 2016 dietro Esteban Chaves -ndr-) non ho l’impressione di essere salito dallo stesso versante di San Luca in quegli anni (per farla semplice 2 km al 10%), è della MotoGP quest’anno?

Il 25enne Gaudu, di una generazione ciclistica più giovane dei sopracitati, ne da una conferma di prima mano, anche di quelle che sono solo “altre voci” del gruppo, ma sempre dello stesso tenore.

A ricordarci che il ciclismo pro presenta dei dubbi anche al suo interno, e non solo dal gruppone del divano.

 

Commenti

  1. Maverik89:

    Quelli che dicono che le biciclette in 20 anni non sono migliorate immagino usino bici di 20 anni fa, 9 rapporti 11-23, doppia 39-53, copertoni da 21 max 23mm.
    se una bici dell'epoca la dai ad alaphilippe e prova a farci uno scatto come quello del mondiale gli viene la stessa sensazione che ho provato io ad alzarmi sui pedali di una ToBike!
    p.s.: il paragone è come una proporzione 1000:100=10:1, ho paragonato Alaphilippe con la bdc di 20 anni a me con la ToBike, che nessuno si sogni di dire che ho paragonati una bdc di 20 anni ad una ToBike.
    Per i non residenti nel capoluogo sabaudo. Il giallo del Tour lo richiama, però...

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  2. 123lorka:

    Mi va bene se si dice che sono migliorati i metodi di allenamento (vedi powermeter), l'alimentazione, il livello medio (la base) ecc. ma sostenere che Pogačar vada forte "alla Pantani" per la bici o che prenderebbe non so quanto con una bici degli anni 90...questo proprio no!!! Peraltro sti fenomeni che oggi curerebbero ogni particolare per limare secondi fanno la salita della crono decisiva al Tour senza alcuno strumento ma “a tutta” (Pogačar) come faceva Pantani 25 anni fa, o perdono il Tour perche indossano un casco di 1-2 misure piu piccolo e che non hanno mai provato prima (Roglić), robe da dilettanti che neanche il piu sproeveduto dei corridori …. Secondo me alcuni qui si sono fatti accecare totalmente dal marketing che da 20 anni ogni anno ci dice che questo o quel telaio e/o questo o quel componente e 10% piu di questo, 6% piu di quello, 9 % meno di quello ecc.ecc.ecc. Orami il 100% di tutto l’abbiamo gia sforato da almeno almeno 6-7 anni e le bici dovrebbero pedalare da sole per quanto sono performanti….
    Non è questione di marketing. Non sempre sto demonio c'entra. Se hai una bici di ora, top di gamma, prova a salire su una top di gamma di 25 anni fa e poi ti rendi conto se 25 anni sono solo marketing.
  3. mikimetal91:

    ......
    pensare che la "tecnologia" abbia fatto guadagnare minuti, in salita, dal 2000 ad oggi vuol dire avere il salame sugli occhi.
    (pochi) secondi su 1 ora, questo è il range di cui si parla, non di sicuro minuti
    Ti ho già risposto sul punto. Il ciclismo non è solo salita. È guidabilità, discesa, aerodinamica.....
    X fortuna che ci sei tu a non avere il salame sugli occhi. :ronf: