Quanto inquina costruire una bici?

Quanto inquina costruire una bici?

Piergiorgio Sbrissa, 12/10/2021

Inquinamento, sostenibilità, impronta ecologica, crisi climatica, riscaldamento globale sono solo alcune delle parole che purtroppo oggi sono diventate parte del quotidiano, piaccia o meno. Discussioni sull’opportunità di scegliere o meno un’auto elettrica piuttosto che un’ibrida, cercare dati sul reale carbon footprint di un prodotto piuttosto che un altro sono ormai la nuova normalità, anche in qualunque bar.

Per restare in quelli frequentati dai ciclisti, quanto inquina produrre una bicicletta? Inquina di più produrne una in alluminio o una in carbonio? Una Bdc o una Mtb? A queste domande è difficile rispondere, ma qualcuno se lo è chiesto ed ha cercato di darsi una risposta: Trek. Questa azienda produttrice di biciclette, è condotta da un presidente, John Burke, che in svariate occasioni si è speso su temi piuttosto “progressisti”, a volte anche direttamente politici, e probabilmente è per questo che Trek ha commissionato uno studio ad un ente terzo, WAP Sustanability Consulting, per realizzare un rapporto sull’impronta ecologica dell’azienda.

Questo studio lo si trova sul sito Trek, quindi non si tratta di un comunicato o altro. Certo, può essere fatto rientrare nel marketing aziendale, ma resta interessante, in particolare per chi avesse le curiosità su menzionate.

A cominciare da un grafico che mostra dove e come inquini l’azienda per settori

 

Si può vedere come voci importanti siano, senza sorprese, il consumo di energia elettrica degli stabilimenti ed i trasporti.

Sono calcolate le emissioni per 4 modelli specifici, che poi ritroveremo, mentre per tutti gli altri modelli ci sono solo delle stime. Tant’è, il grosso delle emissioni derivano proprio dalla produzione delle bici. Nessuna sorpresa.

Molto interessante è il grafico che mostra quali e quante emissioni vengano prodotte per vari modelli dell’azienda, suddivisi nei vari componenti.

Da cui si nota una media di 174 chilogrammi di C02 per i modelli presi in considerazione, ma con alcuni modelli che sfondano il tetto dei 300kg di C02, come la Rail, una mountainbike elettrica bi-ammortizzata con telaio in carbonio.

Se si scorre alcune pagine avanti nel pdf del rapporto si hanno dei grafici (più chiari) sui singoli modelli presi in considerazione. Ad esempio proprio la Rail.

E si può notare, forse con sorpresa, che la produzione della forcella “pesi” un 16%, la percentuale più alta tra i singoli componenti. Segue la batteria con il 15%, quindi il telaio (in carbonio) con l’11%. Forse potrà stupire che la produzione del telaio inquini più di quella del motore, che si ferma ad un 8%, meno della guarnitura (9%). Ancora di più che il singolo caricatore della batteria conti un 4%.

Diventa abbastanza evidente quindi notare come i prodotti in carbonio abbiano un notevole peso sul totale. Basti vedere le percentuali del modello top di gamma tra le bici da corsa, la Madone. la cui produzione costa ben 40kg di c02 in più di una Mtb full-suspendend come la Fuel Ex. Dei 197kg di C02 emessi nella produzione della Madone, il 29% è a carico del telaio, seguito dal 21% della ruota posteriore e dal 15% di quella anteriore. Ruote ambedue in carbonio ad alto profilo.

Per confronto, le ruote della Fuel EX pesano solo un 6% cadauna, pur essendo anch’esse in carbonio. Il 14% per la forcella, mentre solo il 2% per l’ammortizzatore posteriore.

Quasi 80kg in meno di C02 rispetto la Madone per la produzione del modello più venduto di Trek, la Marlin, una Mtb front, per la quale si utilizza meno carbonio e più alluminio. Pesa sempre molto la forcella, con un 14%, come per la Fuel EX.

Aldilà delle singole curiosità si evincono dei punti importanti per l’azienda, ovvero dove poter intervenire per inquinare meno. Ed i punti sono chiari: ridurre i trasporti aerei, compresi quelli del personale, gestire al meglio le spedizioni, con carichi singoli molto grandi al distributore per ridurre le emissioni dovute al trasporto su strada. Inoltre ottimizzare le confezioni, il famoso packaging, riducendo l’utilizzo di plastica. Ad esempio per il solo modello Marlin, migliorando questo comparto, hanno ridotto di 45 tonnellate l’uso di plastica (non sulla singola bici, su tutta la produzione di questo modello). Uno sforzo che produce veramente risultati notevoli se si guarda a tutta la produzione.

Ovviamente vengono sollevati anche altri punti importanti per migliorare la sostenibilità, dall’utilizzo di energie rinnovabili, al maggior utilizzo di materiali alternativi e soprattutto riciclati, oltre alla promozione del bike sharing.

Ma che pedalare faccia bene a noi ed al pianeta è una cosa su cui non possiamo che essere tutti d’accordo.

 

Commenti

  1. 4x16:

    In Italia manca totalmente la cultura della bici e di conseguenza non cala mai la co2.....io ricordo di un mio collega che abitava a 3km e veniva in macchina e come lui c'è ne sono tantissimi!!!
    E spesso sono ciclisti runner e trekker pure di livello.

    E' qualcosa di ironico
  2. henry_z4:

    Se leggi il mio messaggio iniziale era una considerazione sulla voce "commuting" di trek.
    Ho indicato una statistica che i voli PRIVATI all'anno solo in USA producono 15 tonnellate di CO2 stando veramente bassi (calcolato su 1 ora di volo di un C56X che è praticamente la più bassa delle ipotesi)
    Quei dati sono solo voli con Jet privati, non comprendono la generale dove non c'è un committente ma un privato che vola per fatti suoi.
    L'ho letto, e appunto ti ho risposto.
    Da dove hai preso le statistiche dei voli? Perché a me risultano molti meno di 5 mil.

    In genere come business aviation si intendono tutti gli aerei business, quelli a pistoni, turboelica e jet, quindi con dimensioni e consumi molto differenti.
    Negli stati uniti li usano quasi come trasporto pubblico, comprando ore di volo e usandoli per spostamenti punto punto in aeroporti piccoli, in modo da ottimizzare gli spostamenti.

    Come ti ho detto, non viaggiano per divertimento ma per lavoro, non viaggia una persona per aereo ma mote di più, se usassero i voli di linea dovrebbero poi muoversi con altri mezzi per arrivare a destinazione, quindi inquinando maggiormente.

    Perciò il calcolo che hai fatto é molto fuorviante.
  3. bianco222:

    Io non criminalizzo nessuno però dico che molto ha anche a che vedere con la mentalità.
    Prendo i punti che dici tu.
    Orari. Su tragitti urbani inferiori ai 10-15 km la bici è assolutamente più veloce di un'auto. Io faccio 14 km (una parte extraurbani dove l'auto guadagna ma poi non appena si entra in città e iniziano i semafori io recupero). Ci metto almeno 10' in meno di un auto. Nell'ora di punta anche di più.
    Buio. Oggi ci sono luci ottime che funzionano benissimo con ricariche USB semplicissime, oltre a inserti catarinfrangenti o cose simili.
    Maltempo. Idem come sopra. La tecnologia odierna con gore-tex e quant'altro consente di uscire anche col maltempo. Poi siamo in Italia, dove il maltempo è un'evento raro. Se vanno tutti in bici a Londra o ad Amsterdam non possiamo certo lamentarci noi del maltempo! E in ogni caso uno potrebbe usare l'auto quando è brutto e poi la bici quando è bello.
    Impossibilità di docciarsi. Se escludiamo luglio e agosto dopo 10-15 km non è così necessario docciarsi. Io uso delle salviette e via.
    Lasciare la bici e trovarla sempre. Sono sei anni che io vado sempre e solo in bici (addirittura da 5 anni non ho più la macchina). L'ho sempre ritrovata, non mi hanno nemmeno mai rubato un pezzo. Basta una buona catena e un palo e/o rastrelliera. Poi in fondo a lavoro ci stai di giorno e uno che si mette lì con il frollino a segare una catena a U in qualche modo lo beccheresti. E magari non ci vai con la nuova bici in carbonio ultraleggera che "attira" i ladri di più... Io uso una gravel in acciaio comunque buona ma che non "attira" più di tanto.
    In gran parte hai ragione da vendere ed hai anche articolato bene le motivazioni.
    Tuttavia in un mondo di "impiegati" (che è quello dove lavoro io) ti assicuro che anche 5 Km in bici fatti da marzo a ottobre compresi fanno sudare, rendendosi potenzialmente sgraditi all'olfatto ipersensibile dei colleghi. Quindi l'impossibilità di fare la doccia in ufficio esclude la bici come mezzo di trasporto.
    Io abito a 25 Km da dove lavoro, alla stazione ferroviaria dove salgo hanno segato le rastrelliere per rubare le bici e quelle che hanno rubato a me erano catorci inguardabili (ma ottimamente funzionanti) assicurati con catene robuste. Quindi o vado ad abitare a distanza pedonale dalla stazione (max 1 Km) oppure continuo ad andarci in auto anche se non è poi così lontana. La bici da corsa in carbonio la tengo al sicuro dentro casa e purtroppo la uso solo il sabato e la domenica per i miei giri.