Tour di “livello gigantesco”

Tour di “livello gigantesco”

Piergiorgio Sbrissa, 05/07/2021

Interessante discussione avvenuta tra i commentatori belgi di Sporza Michel Wuyts, José De Cauwer, Christophe Vandegoor e l’ex campione di ciclocross Sven Nys  riguardo il livello di prestazioni del Tour de France, partita dalle dichiarazioni di Thomas De Gendt (Lotto-Soudal) e Greg Van Avermaet (Ag2R-Citroën).

I due campioni belgi hanno parlato delle loro prestazioni di ieri, con De Gendt che si è detto “sorpreso” dall’aver fatto una prestazione tra le sue migliori e comunque non essere riuscito a stare nemmeno lontanamente con la prima parte del gruppo.

De Gendt: “Ho corso uno dei miei migliori 10 minuti di sempre dalla partenza. Di solito con quei numeri l’intero gruppo va in pezzi, invece ero 100mt indietro in un gruppo di 70 corridori. E sono partito dalla prima fila“.

De Gendt infatti ha terminato 59°, tra Dylan Van Baarle (Ineos) e Sepp Kuss (Jumbo-Visma) a ben +29’22” da Ben O’Connor, vincitore di tappa. De Gendt è tra i pochi professionisti che non si cura di oscurare i dati su Strava e pertanto eccoli qui:

271W medi per 5h13′, 312W la potenza media ponderata. Per rimanere sulle sole salite, ha realizzato una VAM di 1118 sulla prima asperità del Col de la Saisie de Flumet (1200 negli ultimi 7km); 1378 sul Col de Pré (12km); ed attorno ai 1000 e qualcosa sulla parte finale della salita di Tignes (quando presumibilmente ha tirato in remi in barca).

Se si prendono gli stessi segmenti fatti da Aurelién Paret-Peintre, scalatore della Ag2R-Citroën, arrivato 21° a 10’23” dal vincitore, le Vam per le stesse salite sono: 1116, 1429, 1220. In particolare il francese è andato abbastanza più veloce sulla parte in falsopiano-salita dal Col de la Saisie al Cormet de Roselend.

Per paragone ecco i dati della vittoria di Ben O’Connor:

313w medi, 344w potenza media ponderata. VAM sulle salite di riferimento: 1260, 1471, 1280.

Da notare che O’Connor pesa 67kg, Paret-Peintre 64kg e De Gendt 73kg.

Dello stesso avviso Greg Van Avermaet, che ha condiviso le stesse “dure conclusioni” di De Gendt: “ho corso con i miei valori migliori, ma sono rimasto nell’ultimo gruppo. Gli altri hanno semplicemente corso più veloce“.

È stato quindi Sven Nys a dare la sua interpretazione: “È stata una grandissima corsa offensiva. Il fatto che De Gendt abbia ancora tirato fuori quei watt dopo una settimana cosi intensa è enorme. E tuttavia non è nemmeno nei primi 70. Il livello è gigantesco. Impressionante. Se non pedali a 7W/Kg non hai veramente niente da dire al Tour. C’è una enorme quantità di talenti. Corrono veramente con la testa contro il muro senza curarsene. Il risultato sono delle corse veramente appassionanti“.

Vandegoor ha aggiunto: “Ogni giorno è corso come una classica. E non tutti gli anni il Tour è disegnato cosi, con le prime tappe disegnate per corridori come Van der Poel e Van Aert. Hanno aggiunto una nuova dimensione al Tour, che si è riflessa nella competizione. Viste le prestazioni dei migliori corridori in queste tappe il livello del Tour è talmente alto che i più vecchi sono in difficoltà. Quelli sono uomini con una grande esplosività, con cui spazzano via gli altri.  De Gendt e Van Avermaet sono buoni corridori, ma Van Aert e Van der Poel sono migliori. La rivoluzione era già evidente in primavera“.

Wuyts ha concluso dicendo: “Erano 30 anni che non vedevo un livello del genere“.

 

 

 

Commenti

  1. samuelgol:

    seconda parte

    Partiamo dalla VAM. Bene, sono andato sul sito ufficiale del Tour de France e ho trovato che: étape 15, VERBIER - 8.8 km de montée a 7,5%. Cominciamo male quindi, la salita è lunga 8.800 metri e non 8.500. Sulla pagina Profil de l’étape ho poi potuto trovare il profilo altimetrico. È evidente che la salita inizia agli 830 metri di Villette-Le-Châbler per concludersi ai 1468 di Verbier per un dislivello di 638 metri. Ho cercato con molta pignoleria e trovato conferme relativamente alla quota di Villette-Le-Châbler e al punto di inizio della salita, ma evito questi dettagli.
    Utilizzando il tempo rilevato da Vayer che appare esatto (20’55” ovvero 1.255”), ho potuto calcolare in 1.830 m/h la VAM di Contador (I). Come è possibile? Ben 90 m/h in meno rispetto a quella riportata da Vayer!
    Allora ho calcolato il dislivello che corrisponde ad una VAM di 1.920 m/h (II). Il risultato è 669,3 metri.
    Sempre utilizzando la distanza e il dislivello riportati da Vayer ho calcolato (III) una pendenza pari al 7,9%. Purtroppo il sito del Tour riporta 7,5%. Dunque i calcoli sono stati effettuati considerando una salita con un dislivello eccessivo di 31 metri (669 contro i reali 638), una lunghezza inferiore di 300 metri (8.500 contro i reali 8.800) e una pendenza al 7,9% anzichè al 7,5%. Possiamo quindi affermare che il calcolo della VAM è evidentemente errato e più precisamente risulta sovrastimato.
    Passiamo ora alla valutazione della potenza espressa da Contador a Verbier. In fisica la potenza è data dalla seguente formula: Forza per Distanza diviso Tempo. La forza ha due componenti principali, la forza necessaria a spostare la massa e le forze accessorie che si oppongono al moto, ovvero gli attriti. Ho dovuto necessariamente procedere ad assunzioni che spero corrette.
    Innanzitutto ho determinato la massa, ovvero il peso di Contador + bicicletta + abbigliamento. Ipotizzo 72 chili e credo di non sbagliare di molto. Ho poi applicato, con i 72 chili di Contador e il 7,5% di pendenza, la formula per calcolare la forza (IV). Il risultato è 53. Con questo dato ho potuto determinare la potenza al netto degli attriti (V) che risulta essere pari a 371,6 watt. A questo punto sono iniziate le difficoltà, dovendo necessariamente far entrare in gioco e calcolare gli attriti che sono principalmente due: l’attrito dell’atleta e della bicicletta nell’aria e l’attrito delle ruote a terra. Occorrono prima di tutto i coefficienti di attrito. Il coefficiente di attrito nell’aria si calcola con:
    - il coefficiente di penetrazione aerodinamica del ciclista (Cx);
    - la sezione ortogonale del ciclista nella direzione del moto;
    - la densità dell’aria.
    Per calcolare il coefficiente di attrito della ruota a terra vanno conosciuti:
    - la pressione, la sezione e il materiale di cui è costituito il pneumatico;
    - la rugosità dell’asfalto;
    - lunghezza e ampiezza delle curve.
    Ho rispolverato un vecchio testo di fisica e ho trovato che il Cx medio di un ciclista è considerato 0,8, la sezione ortogonale 0,3 mentre la densità dell’aria al livello del mare e a 0 gradi è pari a 0,00129. Ho ritenuto corretto aumentare i valori del Cx e della sezione del ciclista perché probabilmente quelli del testo di fisica sono stimati sulla sagoma di un ciclista in posizione aerodinamica mentre Contador era in salita, si sarà alzato sui pedali, avrà tenuto le mani alte sul manubrio. Ho voluto evitare di rischiare di sottostimare l’attrito e ho quindi considerato il Cx pari a 1 e la sezione a 0,5. Così facendo ho identificato in 0,00003 il coefficiente di attrito di Contador (VI). Ho potuto calcolare l’attrito dell’aria (VII) che risulta 0,0014. Purtroppo non sono riuscito invece a trovare valori attendibili per il calcolo del coefficiente di attrito a terra. Un amico appassionato di ciclismo e dell’analisi delle prestazioni umane, Massimo Casavecchia, mi mette in contatto con un ricercatore universitario al quale espongo il problema. Molto gentilmente il ricercatore mi conferma che i dati e i calcoli che sinora le ho riportato sono corretti ma sull’attrito a terra è inflessibile: con i dati disponibili non è possibile calcolarlo né stimarlo con buona attendibilità. Diavolo d’un Vayer! Dove avrà trovato i dati? Ho deciso allora di giocare la carta della disperazione: internet. Dopo alcune ricerche ho potuto trovare che alcuni programmi di calcolo della potenza di un ciclista stimano l’attrito a terra pari a 0,0035. Non basta, ho cercato ancora e trovato una formula che in alcuni blog viene definita addirittura magica. Si tratta della “Formula di Ambrosini” che Le riporto di seguito.
    pW = [[P*(p / 100 +a)+(KS*v*v)]*v]*9,81
    P = peso del ciclista compresa la bicicletta
    p = pendenza
    a = coefficiente d’attrito, fissato a 0,01 per asfalto in buone condizioni
    KS = coefficiente aerodinamico tipico, fissato a 0,021
    v = velocità in metri al secondo
    Ho pensato di provarla e quindi ho inserito i dati con i quali in precedenza avevo calcolato la potenza al netto degli attriti; ho equiparato a 0 i valori degli attriti nella formula e il risultato è stato 371,3 (VIII). Ho dovuto ritenere, almeno in un primo momento, che la formula “funzioni” tant’è che, come può vedere, ho lo stesso risultato della formula scientifica. Ho poi provato a verificare cosa succedeva inserendo i valori di Vayer in questa formula (IX). Il risultato è stato di 490,4. Quindi circa i 491 watt di Vayer. Ora io non voglio neanche pensare che Vayer abbia usato la formula di Ambrosini, però i numeri… Il problema sta però negli attriti e nel fatto che probabilmente quelli della formula di Ambrosini sono discutibili. Che valori di attrito sono considerati nella formula di Ambrosini? L’attrito nell’aria è fissato a 0,021 ma noi lo abbiamo calcolato pari a 0,0014; l’attrito volvente è fissato a 0,01 ma in alcuni siti internet ho trovato valori stimati in 0,0035. Ho deciso quindi, per la prima volta, di determinare un valore reale di potenza espressa da Contador tenendo in considerazione anche gli attriti e, in particolare, i dati ad essi relativi che sembrano essere più attendibili. Ho pertanto applicato di nuovo la formula (X) ma, questa volta, con i miei dati di velocità e di pendenza (non quelli di Vayer) ed ho ottenuto un risultato di 393,4 watt (circa 100 watt meno rispetto ai calcoli di Vayer!) che divisi per un peso di 64 chili danno un valore di potenza/kg di circa 6,15 watt/kg. Valori quindi perfettamente in linea con i 6-6,2 watt/kg che, come lei ha riportato, la scienza ufficiale riconosce come fisiologici e nell’ambito delle naturali massime performance di un atleta di altissimo livello. Qual è dunque la potenza corretta espressa da Contador a Verbier? 491 watt, come asserisce Vayer o 393 watt? La sorprenderò affermando che probabilmente sono entrambe sbagliate e quella esatta non la sapremo mai. Ma ritengo anche che essa non si discosti molto da quella determinata dai nostri calcoli. Qual è la VAM corretta? Mi permetto di dire che è 1.830. Non ho calcolato il consumo di ossigeno di Contador, ma a questo punto mi chiedo e le chiedo: «È proprio necessario continuare a farci del male? È utile continuare a voler intravvedere possibili prestazioni innaturali alla luce di considerazioni e di dati che, come vede, sono discutibili e opinabili se non chiaramente scorretti? Non è forse più facile, più utile al futuro del nostro sport ma soprattutto più corretto e veritiero, almeno sino a prova contraria, pensare che Alberto Contador sia semplicemente un fuoriclasse?».
    Questo perché utilizzando i dati, a mio avviso inesatti, di Vayer anche i valori di Andy Schleck (VAM 1856; potenza media 486,8; potenza/kg 7,26) e di Vincenzo Nibali (VAM 1828; potenza media 460,7; potenza/kg 7,19) potrebbero destare sospetti che, invece, alla luce delle nostre considerazioni risultano ampiamente immotivati e fuori luogo.
    In conclusione, Direttore, la prego, non mi annoveri tra i tanti, forse troppi, che danno i numeri; prometto che non lo farò più, ma soprattutto mi confermi che la salita di Verbier è stata affrontata in totale assenza di vento e che Contador è salito senza borraccia, altrimenti il calcolo della potenza…
    Con la stima di sempre ed il vivo compiacimento per tutto quanto Lei ha fatto in questi anni per il ciclismo, lo sport che amo, Le porgo i saluti più cordiali.
    Roberto Corsetti
    Presidente Associazione Italiana Medici del Ciclismo
    senza fare tutto questo casino di calcolo, per calcolare una potenza basta fare mgh/tempo. variazione dell'energia potenziale nell'unita di tempo. dove h è il guadagno di quota e tempo il tempo impiegato. a questo si sommano gli attriti che però in buona approssimazione sono percentualmente uguali tra corridore e corridore e quindi se fai differenza tra corridori puoi ometterli con buona approssimazione.
  2. sofiya:

    Secondo me sono sempre punti di vista. Sarà che sono anziano ma non mi scandalizzo più di niente, anche se una cosa non mi piace. La vignetta, sempre secondo me, non valeva il licenziamento di nessuno.

    Per dire...


    Charlie Hebdo vive dell' idea di spararla grossa a prescindere, prima ed ancor più dopo quanto è successo. Paragonare il pallone al clitoride non mi fa fare nessuna risata amara o sollecita alcuna riflessione, ma può essere che sia un limite mio dovuto al non essere nato in Francia e/o non avere una visione sufficientemente critica del sistema dello sport "oppio dei popoli".

    Ad ogni modo c'è una differenza abbastanza evidente tra una vignetta che parla comunque di un avvenimento mondiale ed una che ironizza su un ciclista spinto a farsi le (mezze)seghe dalla possibile compagna. Non so (non credo) se giustifichi un licenziamento, ma non mi pare certo satira.

    Parere personale (ed alquanto OT, lo riconosco)