Giancarlo Brocci propone all’UCI un ritorno al ciclismo eroico

Giancarlo Brocci propone all’UCI un ritorno al ciclismo eroico

17/01/2020
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17/01/2020

Giancarlo Brocci, ideatore ed organizzatore dell’Eroica, nota cicloturistica con bici vintage con partenza a Gaiole in Chianti, ed ora diventata un format di successo mondiale, ha presentato alla sede UCI, direttamente al presidente David Lappartient, una proposta di creare un “ciclismo eroico professionale“.

Fondamentalmente i punti chiave di questa proposta, presentata da Brocci assieme ai rappresentanti di 16 stazioni sciistiche del canton Valais in svizzera, preoccupati dell’andamento climatico ed in cerca di alternative, sono:

-nuovi percorsi che comprendano sterrato

-inserimento di tappe oltre i 300km, con possibilità di partenza in notturna

-utilizzo di rapporti “non da rampichino”

-niente computerini, misuratori di potenza e radioline

-divieto di scendere sotto il 6% di massa grassa corporea

Il tutto nell’intento di contrastare la noia del ciclismo professionistico attuale, tutto incentrato, a dire di Brocci, sulla tecnologia e l’esasperazione di ogni aspetto, come l’allenamento e la nutrizione.

Si attendono riscontri sulle reazioni di Lappartient.

 

Commenti

  1. ala83:

    Che poi mi piacerebbe vedere quanti milioni di telespettatori accenderanno la TV prima dell'alba per vedere la partenza si una tappa del giro/tour di 300 km...
    Va be le dirette integrali sono una tortura il più delle volte (oppure con i primi chilometri di battaglia sono una tortura preceduta da grandi illusioni): può essere un'opportunità per smetterla e far cominciare i collegamenti tv quando verosimilmente la corsa si sviluppa
  2. Un ciclismo così non è vendibile, in quanto non televisivo. Già la Milano-Sanremo (che è la gara più lunga del calendario) è mortalmente noiosa.
    Questi sono format che vanno bene per i cicloamatori paganti che cercano il fascino dell'impresa ma il ciclismo professionistico è massimizzazione della prestazione, e solo così può essere spettacolare.
  3. ian:
    Già, quei pazzi della fis, che hanno già fatto lo stesso nel salto con gli sci
    Nel salto con gli sci non si fa riferimento alla % di grasso corporeo ma al BMI che è cosa concettualmente diversa.
    Sulla base di questo parametro vengono determinate anche le misure consentite di lunghezza degli sci.
    Comunque il salto con gli sci non è solo tecnica. Fondamentale è la forza esplosiva da esprimere in fase di stacco che spesso fa la differenza...

    Detto questo non vedo quali problemi possano dare ciclisti magri... credo che il modello del "bello grasso", propagandato dalla società capitalistica e opulenta, sia fortunatamente un lontano ricordo.