I guai di Armstrong

I guai di Armstrong

13/12/2012
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13/12/2012

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Il 6 Dicembre 2012 l’UCI ha notificato ufficialmente la sanzione che priva dei titoli dal 1998 al 2004 Lance Armstrong ai suoi avvocati. Notifica che ora potrebbe portare, e probabilmente porterà, il Comitato Olimpico Internazionale a togliere la medaglia di bronzo vinta da Armstrong alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.

Lo stesso 6 Dicembre pero’ gli avvocati di Armstrong hanno ricevuto un’altra notifica, che fa parte di un altro capitolo piuttosto complesso della sua travagliata vicenda: La corte federale del Distretto di Columbia ha respinto una mozione presentata nei mesi scorsi dai legali di Armstrong al fine di mantenere secretati i documenti relativi all’inchiesta aperta nel 2010 in seguito alla testimonianza di Floyd Landis dall’ispettorato generale del servizio postale degli Stati Uniti. Altro organo federale conosciuto ai più col nome di US Postal-Service.

Cio’ ha portato e sta portando al pubblico dominio i documenti che rivelano come dal 2010 ad oggi tra Armstrong e l’ispettorato generale dello USPostal-Service sia in corso una battaglia legale che ha portato anche ad un’indagine criminale nei confronti di Lance e ad una sua testimonianza sotto giuramento che all’inizio aveva rifiutato di deporre.

Lo scopo di questa indagine è presto detto. Ad Armstrong le poste americane contestano niente meno che una frode.

Tra il 1996 ed il 2004 lo US Postal Service ha pagato circa 40 milioni di dollari alla Tailwind Sports (tra i cui soci azionisti c’era lo stesso Armstrong) che possedeva e gestiva la squadra ciclistica con cui correva Lance.

Nei vari contratti c’era un esplicito divieto di far uso di sostanze dopanti o metodi proibiti nel ciclismo. Pertanto, dopo le testimonianze di Floyd Landis si è arrivati ad una richiesta di testimonianza sotto giuramento per Armstrong (nel 2011). Testimonianza che lo stesso si è rifiutato di fornire, appellandosi al 5° emendamento della costituzione USA, secondo il quale non si puo’ essere obbligati a testimoniare contro se stessi.

Non avendo prodotto i legali di Armstrong valide motivazioni per sottrarsi alla testimonianza sotto giuramento il dipartimento di giustizia lo ha obbligato. Secretando pero’ gli atti.

Ora che questi sono pubblici si viene a sapere che nell’inchiesta si chiede ad Armstrong di fornire documenti su come abbia ottenuto il doping e da chi, come lo abbia pagato, sulle sue relazioni con Michele Ferrari e sulla natura dei pagamenti fatti allo stesso, ed anche su alcuni versamenti di denaro fatti da Armstrong alla federazione ciclistica USA, all’agenzia anti-doping USA, all’UCI ed alla WADA. Oltre ai documenti relativi alle modalità di assunzione del doping ed ai test ematici.

Questa inchiesta è ora condotta sotto la giurisdizione dell’ispettorato generale del Postal Service, mentre l’indagine penale condotta dal governo si è chiusa all’inizio del 2012.

Tra gli altri guai di Armstrong resta anche il procedimento con la SCA Promotions, che aveva pagato 5 milioni di dollari di bonus per i 6 Tour consecutivi vinti dal texano, contestati (per le voci di doping) in un arbitrato poi vinto da Armstrong nel 2004, per cui la SCA Promotions ha dovuto pagare le spese processuali per altri 2,5 milioni di dollari. Soldi, che alla luce delle ultime vicende ri-vogliono indietro.

Olter a cio’ non resta che attendere la decisione di Johan Bruyneel di andare o meno a processo nel caso USADA. Nel qual caso la saga Armstrong continuerà nei tribunali, dove lo potremmo vedere in qualità di (scomodo) testimone.

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