Il Bike Boom sta finendo

Il Bike Boom sta finendo

Piergiorgio Sbrissa, 03/05/2022

Dopo un periodo di enorme crescita di tutto il settore del ciclismo ora si stanno avendo le prime e prevedibili avvisaglie di un rallentamento. A confermarlo sono le cifre rilasciate da Shimano al termine del primo trimestre di quest’anno, che vedono le vendite della divisione ciclismo di Shimano in aumento del 13,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Tuttavia, la società ha affermato che il boom dovuto dalla pandemia “ha mostrato segni di raffreddamento”, ed in effetti il prezzo delle azioni dell’azienda giapponese sono scese del 14% dopo la pubblicazione del report trimestrale, che ha mostrato un guadagno netto dello 0,5% rispetto lo stesso periodo dello scorso anno.

La società ha affermato che in Nord America la domanda di biciclette è rimasta “ferma” mentre le scorte si sono riprese, in particolare per le biciclette di livello base e di livello medio. A fronte di una stabilizzazione della domanda di biciclette di bassa e media gamma resta invece alta la domanda per i prodotti di fascia alta ed altissima.

Sempre secondo l’azienda nipponica, il mercato nordamericano è in una situazione “stabile”. Stessa situazione di quello europeo, dove la forte incentivazione da parte dei governi alla transizione ecologica e verso una mobilità più sostenibile sta mantenendo alta l’attenzione verso le e-Bike, con anche scorte a magazzino di materiale entry-level e medio a livelli adeguati. Mentre nei mercati dell’Asia e dell’America meridionale e centrale il boom del ciclismo si è raffreddato e le scorte di mercato delle biciclette entry-level sono rimaste a un livello leggermente superiore. Più fredda la situazione sul mercato giapponese, con una domanda in leggero calo.

Shimano in leggero calo, ma comunque in crescita quindi, al contrario di altri giganti del settore ciclismo, come Garmin, che ha visto un calo del 28% su base annua per i propri prodotti Fitness, compresi GPS per uso ciclo ed il proprio brand Tacx. Questo calo è avvenuto ovviamente rispetto l’irripetibile (si spera, per certi versi) 2021, con un calo per la sola divisione Fitness del 99%. In questo contesto Garmin ha comunque realizzato un utile di 1,17 miliardi di dollari totale, con un 9% di crescita nelle entrate nel primo trimestre rispetto lo stesso trimestre 2021 (-8% di utile su base annua). La divisione Outdoor resta invece in crescita.

Al netto di differenze regionali il trend sembra essere lo stesso per molte aziende del settore, che sembra quindi normalizzarsi in parte dopo 2 anni sconvolti dalla pandemia. Restano però alti i costi della logistica (trasporti, stoccaggio) anche per via dei continui lockdown imposti dalle strategie zero-covid asiatiche, e dal costo delle materie prime. In particolare il costo dell’alluminio, che è letteralmente schizzato nell’ultimo anno.

Seguendo in pratica l’andamento del costo del petrolio e derivati.

 

Cosa attende il settore quindi? Difficile fare previsioni in un contesto instabile come quello attuale. Allo stato attuale si potrebbe ipotizzare almeno uno stop per i rincari su fascia bassa e media, ma non per la fascia alta, con un gap destinato a crescere.

 

Commenti

  1. Maiella:

    E ciò che é capitato ad un mio amico. Ha ordinato una gravel arrivata dopo quasi 6 mesi. Dopo meno di un mese l'ha messa in vendita per prendere un altro modello disponibile.
    Salve,

    Io ho appena acquistato una Bianchi Sprint 105 disk del colore e taglia che volevo che era in pronta consegna in un negozio del nord Italia e la sono andata a ritirare personalmente nonostante non fosse cosi vicino.....
    Durante il ritiro ho chiesto al negoziante come andavano le vendite delle bici e lui mi ha detto non molto bene. Non si è particolarmente lamentato della scarsa disponibilità delle bici ma piuttosto delle vendite. Devo anche dire che aveva un negozio piuttosto fornito/pieno per modelli e taglie e contrariamente ad altri negozi ha fatto sconto sul prezzo di listino mentre altri non erano disponibili a scontare. Diciamo che con la globalizzazione non solo la produzione, ma anche le vendite si sono stabilizzate sul metodo del just in time, quindi i tempi di consegne sono aumentati avendo meno materiale in stock. Poi ci sono distributori che giocano di anticipo e ordinano riempiendo il loro magazzino e quindi riescono a dare un servizio migliore per vendite e di riflesso assistenza. Se il distributore invece ordina solo sul venduto certo che i tempi di consegna si allungano. Per quanto riguarda i prezzi l Italia è un paese piuttosto speciale e quando qualcosa diventa trend, fashion, i prezzi diventano particolarmente esagerati rispetto ad altri paesi, non solo nel ciclismo, ma direi in generale. Guardate i prezzi di certi catorci definiti vintage in buono stato a che prezzi sono offerti in generale......... Caratteristico problema Italiano, ma se poi ci sono gli acquirenti..........

    Piste ciclabili ? Direi che rispecchia la nostra situazione delle strade in generale,, ponti che crollano, sistema ferroviario e via discorrendo, per la mobilita in generale......

    Ciclisticamente parlando, purtroppo non siamo in Olanda, ma direi anche per fortuna ....

    Saluti

    Adelmo
  2. Ozzy82:

    Io ho girato in costiera amalfitana, mese scorso...e non mai visto tante bici in giro (dalla ebike da passeggio alla Bdc Top)

    Anche come mezzo unico per spostarsi...

    La mentalità cambia, per fortuna...
    Ed è successo in periodo covid, forse spinti dal bonus ..cmq meglio cosi
    Siamo sempre dietro alla Germania/Svizzera/Austria...
    Quello che vedi ora qua lo vedevo a fine anni 80' in Germania ,dove già c'erano piste ciclabili a fianco di ogni strada.
    Ciclisti e bici ad ogni angolo... e rispetto per il ciclista.
    Qua ad ogni uscita in bdc devo discutere con qualcuno