La stanchezza: Romain Bardet

La stanchezza: Romain Bardet

20/08/2019
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20/08/2019

La competizione come la voglia praticare necessita di freschezza in ogni campo. Dopo alcune riflessioni personali e scambi con la mia squadra è evidente che ho bisogno di rigenerarmi fisicamente e mentalmente per tornare più forte la prossima stagione“.

Con questa dichiarazione, Romain Bardet (AG2R La Mondiale), ha concluso anzitempo la propria stagione 2019. Una stagione di delusioni: nessun vittoria in 55 giorni di gara, e soprattutto un fallimento al Tour de France, l’obiettivo stagionale, con la maglia a pois, sola magra consolazione.

BRIANCON, FRANCE – JULY 20: Romain Bardet of France riding for AG2R La Mondiale and Rigoberto Uran of Colombia riding for Cannondale Drapac cross the finish line after stage 18 of the 2017 Le Tour de France, a 179.5km stage from Briançon to Izoard on July 20, 2017 in Briancon, France. (Photo by Chris Graythen/Getty Images)

Ultimamente non pochi corridori stanno pagando dazio dal punto di vista fisico e mentale. I ritmi delle gare sono sempre forsennati, i percorsi dei grandi giri si fanno più brevi, ma sempre con più dislivello e corsi sempre a tutta, senza inizi di tappa “soft” come un tempo, nemmeno quelle piatte da velocisti, che, sponsor oblige, vedono fughe su fughe da andare a recuperare. La stagione si apre a Gennaio con l’Australia e si chiude a fine Ottobre con la Cina. A novembre già in sella per Training Camp e Team Building.

Senza contare che oggi il ciclismo ha portato il concetto di “fare la vita” (locuzione con cui si intende il fare il professionista full-time) a livelli estremi, con una cura dei dettagli maniacale, a partire dal cibo, al tipo di allenamenti, senza contare impegni di sponsor e trasferimenti, che tra Training camp e calendario sempre più globale impone 200gg di viaggio l’anno almeno. Sul fronte cibo le problematiche le ha sollevate recentemente Jani Brajkovič (Bahrain-Merida), recentemente sospeso per doping, dichiarando come i disturbi alimentari (bulimia su tutti), di cui lui stesso è affetto ed è stata causa della positività, siano molto diffusi in gruppo.

MARSEILLE, FRANCE – JULY 22: Romain Bardet of France warms up ahead of stage twenty of Le Tour de France 2017 on July 22, 2017 in Marseille, France. (Photo by Chris Graythen/Getty Images)

Bardet ha deciso di non toccare la bici per un mese e mezzo. La scelta migliore secondo Vincent Lavenu, tema manager della AG2R: “Non ha mai fatto pause dal suo debutto come pro nel 2012. Ora ne ha bisogno. È una usura fisica e mentale che va avanti per mesi e mesi. Lavora molto e… continua, continua, continua…aggiungendo dettagli su dettagli nella ricerca permanente dei piccoli guadagni. Cosa può fare di più a 28 anni?“.

L’anno scorso anche Thibaut Pinot ha avuto un crollo al Giro, più mentale che altro. Barguil ha dichiarato che ad inizio stagione voleva smettere con la bici. Kittel è passato direttamente ai fatti.

Bardet aggiunge: “non auguro a nessuno di farsi male, ma quando non si hanno conseguenze irreversibili i corridori che tornano dopo lunghi mesi di stop ritrovano una freschezza ed una voglia nuova, penso ad esempio a Alejandro Valverde dopo la sua frattura alla rotula al Tour 2017. È una sorta di “reset” fisico, dove ci si trova meglio dopo. In una carriera bisogna accettare di uscire dagli schemi stabiliti. Mi sembra giusto perché fare una ragione da Gennaio a Ottobre è usurante“.

Il ciclismo è uno sport totalizzante che può diventare logorante non solo per il fisico, ma soprattuto per la testa. Lo sanno bene molti “amatori-professionisti”. Cominciano ad imparare bene anche i professionisti veri, portando tutto al limite.

 

PARIS, FRANCE – JULY 23: Romain Bardet of France riding for AG2R La Mondiale rides past the Arc de Triomphe during stage 21 of the 2017 Le Tour de France, a 103km stage from Montgreon to the Paris Champs-Élysées on July 23, 2017 in Paris, France. (Photo by Chris Graythen/Getty Images)

 

 

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D
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dackmaster

peccato, al Ventoux meritava la vittoria

marco
Admin

chissà perché @Ser pecora ha preparato questo articolo prima di partire per la PBP…

Andrea Sicilia
Editor

Leggendo il titolo pensavo lo avessi raccattato distrutto a bordo strada della PBP.:-)xxxx

U
Member

Una piccola rettifica, anno scorso Pinot al giro ha avuto un crollo fisico bello e buono. Non so se poi ne sia seguito anche uno mentale..
Ma in quel caso aveva ceduto il fisico.

R
Member
RE-LEONE

Concordo. Sono messaggi che il corpo invia al cervello per evitare danni più seri. Una corsa a tappe da 3 settimane non è uno scherzo.

Corvo Torvo
Member
Corvo Torvo

Magari se l’anno scorso all’Alpe d’Huez non avesse fatto quell’inutile scatto che lo ha reso così simpatico al mondo, non si sarebbe stancato così tanto.

Maxfire
Member

E un lavoraccio e se li guadagnano tutti i soldi, oltre tutto il rischio di vita o farsi male seriamente e sempre presente.
Questi ragazzi hanno fatto grandi sacrifici e oggi come oggi con il tutto subito e riempire i palinsesti televisivi che costringono ad iniziare la staggione a Gennaio e finire a Novembre con un solo mese di stop per questi ragazzi e logorante.

Ps :Un abbraccio a Pozzovivo e un augurio di vederlo presto in sella.

mauretto
Member
mauretto

Ci sta, è un esere umano anche lui. Anzi, secondo me gli va dato merito di onestà e trasparenza.
A proposito, di Rohan Dennis si è più saputo nulla?

golias
Member

In effetti è parecchio logorante come sport praticato ai massimi livelli.

F
Member
Fugu

Situazione più che comprensibile, certo che un mese e mezzo di abbandono assoluta della bici non sono proprio pochi; Chissà cosa attuerà (messo che lo faccia) per non perdere totalmente la forma.

M
Member
golias

In effetti è parecchio logorante come sport praticato ai massimi livelli.

togli pure "in effetti". Direi anche non troppo salutare… Il ciclismo a livello professionistico o similare, è proprio uno sport di m… 😛

sscoglio
Member
sscoglio

E’ uno sport di merda (cit) … uno sport che cmq adoro

fabiopon
Member
Masao1

togli pure "in effetti". Direi anche non troppo salutare… Il ciclismo a livello professionistico o similare, è proprio uno sport di m… 😛

Si penso che qualsiasi sport a livello professionistico sia ben poco salutare…sia dal punto di vista fisico che mentale.

M
Member
fabiopon

Si penso che qualsiasi sport a livello professionistico sia ben poco salutare…sia dal punto di vista fisico che mentale.

certo, ma il ciclismo se non è il primo, è il secondo. Dai si è arrivati addirittura a elettrostimolazioni del cervello….

freeroad
Member
samuelgol

Leggendo il titolo pensavo lo avessi raccattato distrutto a bordo strada della PBP.:-)xxxx

A proposito di PBP…chissà come è andata al Direttore;nonzo%
(Me lo chiedevo visto che l'ha conclusa un ragazzo che conosco, e pure in 78 ore:wacko:)

Andrea Sicilia
Editor
freeroad

A proposito di PBP…chissà come è andata al Direttore;nonzo%
(Me lo chiedevo visto che l'ha conclusa un ragazzo che conosco, e pure in 78 ore:wacko:)

😮

freeroad
Member
samuelgol

😮

Ah ecco:-(
Comunque per me restano esperienze inarrivabili pure in sogno, non riuscirei a brevettarmi neanche nella 400. Ammiro chi ce la fa, anche solo a parteciparvi, alla PBP.
Scusate l'o.t.

golias
Member
samuelgol

😮

Cioè.. effetto 2 mulini ;nonzo%

everybodylovestommi
Member
everybodylovestommi

Penso si stia avviando una specie di selezione naturale in un mondo in continua evoluzione. Il ciclismo cambia e con esso cambiano anche gli interpreti, chi si riesce ad adeguare bene, chi non riesce torna a casa come Kittel o Moser. Non ci vedo nulla di strano, succede in ogni ambito lavorativo. Spero che la nuova generazione che si sta affacciando al ciclismo possa costituire un valido ricambio rispetto a chi piano piano smetterà di essere protagonista. Detto questo, rispetto ad altri sportivi, penso nessuno possa recriminare mai che un ciclista non si sudi lo stipendio, visti gli sforzi fisici… Read more »

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