La UAE si muove per proteggere i corridori in allenamento

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In un’intervista allo spagnolo AS il manager sportivo della UAE-Emirates Joxean Fernández ‘Matxin’, ha raccontato di come la situazione per i corridori in allenamento su strade aperte, già complicata e pericolosa per il rapporto con i veicoli a motore, ora lo è ancora di più grazie agli amatori che li seguono.


Matxin lo definisce un problema moderno: tutti hanno una videocamera e tutto diventa un video. “È una questione attuale e di visualizzazioni, qualcosa che è molto di tendenza”.

Ho visto situazioni molto complicate in cui degli amatori, presi dall’entusiasmo, iniziano a registrare in mezzo alla strada. Se un ciclista reagisce bruscamente perché c’è un’auto che arriva nella corsia opposta e qualcuno sta invadendo quella corsia, chi fa brutta figura è il ciclista. Ma a volte il contesto è completamente diverso”.

“Sono il primo a difendere i tifosi. Ogni giorno i nostri corridori si fermano per scattare foto e chiacchierare. Ma nessuno entrerebbe nel posto di lavoro di qualcuno e inizierebbe a filmarlo mentre svolge il proprio lavoro. Per un ciclista, quel posto di lavoro è la bicicletta. Per gli altri è tempo libero. Per il corridore è lavoro”.

Ma Matxin comprende la dinamica del problema:

“Se ci alleniamo in gruppi di 20 corridori le auto non riescono a passare. Quindi ci dividiamo in gruppi più piccoli. Ma quando si uniscono degli amatori il gruppo diventa di nuovo troppo grande. Chi decide chi può seguire e chi no? Chi ha il diritto di garantire che nessuno si senta mancare di rispetto?”

E quindi ecco la soluzione:

Ora quello che facciamo è mettere una moto dietro Tadej affinché ci sia rispetto per quel piccolo gruppo e le auto possano passare senza creare una carovana lunga chilometri”.

“Se qualcuno reagisce male mentre viene ripreso forse è provocato da tutto ciò che sta accadendo in quel momento. Se commettiamo un errore, ci scusiamo. Ma se chiedi due minuti e qualcuno si arrabbia, chi ha ragione? Chi si arrabbia o chi chiede di aspettare?

Commenti

  1. andry96:

    mi pare il forum abbia decretato insindacabilmente che:
    [LIST]
    [*]è il loro lavoro e DEVONO subire zitti e muti
    [*]Jonas è un asociale antipatico e forse in Danimarca non hanno nemmeno i bidet
    [/LIST]
    :yoga: :clown::clown:
    Rodman in The Last Dance (che, se non avete visto la serie vi consiglio di vedere perchè l'ho trovata stupenda) ha detto "It’s, not just basketball that we have to deal with on this team. It’s the pressure of the bullshit, you know. I'll play the game for free, but you get paid for the bullshit after you leave the floor.". È il patto col diavolo che hanno firmato: pedalano forte perché sono dotati ed è la loro passione, ma incassano milioni perché accettano che la gente li giudichi pure se si scaccolano la mattina in hotel o se non sorridono a comando. Fa parte della busta paga, piaccia o meno. Se vuoi i milioni, ti prendi pure il circo.
  2. Skardy:




    Come ambire a fare un 1v1 con LeBron o quattro palline con Sinner.
    La differrenza sostanziale è fra "ambire" e "farlo", forse il ciclismo è l'unico sport dove puoi farlo veramente senza chiedere il permesso, se fai due palleggi con LeBron o SInner è sicuramente perchè lui ha deciso di fartelo fare mettendosi a giocare in un luogo aperto al pubblico, in strada in bici null'altro può impedirti di accodarti se non il tuo senso della misura. Ergo chi esagera come minimo può essere criticato per aver oltrepassato il limite.
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