L’UCI ha sospeso tutte le squadre, le selezioni e le gare russe e bielorusse

L’UCI ha sospeso tutte le squadre, le selezioni e le gare russe e bielorusse

Piergiorgio Sbrissa, 01/03/2022

Oggi si è tenuta una riunione in sessione straordinaria dell’UCI per discutere della situazione in Ucraina, ed il risultato è che il comitato direttivocondanna con la massima fermezza l’aggressione di cui si sono resi colpevoli i governi russo e bielorusso“, annunciando in un lungo comunicato una serie di misure destinate a mostrare fermezza “in difesa dei valori olimpici”.

Da questo martedì quindi le nazionali russe e bielorusse e/o le selezioni nazionali non sono più autorizzate a partecipare agli eventi del calendario internazionale. Da tutte queste formazioni viene ritirato anche lo status di squadra UCI, decisione che riguarda in particolare la squadra di seconda divisione Gazprom-RusVelo – dove il russo Ilnur Zakarin milita al suo ultimo anno professionistico. Tutti gli eventi russi e  bielorussi sono rimossi dal calendario UCI, così come i due campionati nazionali.

Gli atleti russi e bielorussi appartenenti a squadre straniere (come ad esempio Alexander Vlasov della Bora-Hansgrohe) possono continuare a correre, ma sotto bandiera neutrale, perché la comparsa di stemmi, nomi, sigle, bandiere e inni relativi ad entrambe le nazioni è ormai bandito, così come le maglie dei campioni nazionali. “La decisione di non imporre un divieto generale ai corridori russi e bielorussi […] tiene conto dei diritti contrattuali dei corridori e delle squadre interessate e di non penalizzarli ingiustamente”.

Zakarin

L’UCI precisa inoltre di aver messo in atto un regolamento che consente ai corridori russi e bielorussi di più nazionalità di richiedere il cambio della nazionalità sportiva “senza alcuna restrizione e secondo una procedura accelerata”. Questo caso riguarda in particolare il franco-russo Pavel Sivakov (24 anni), che milita nella Ineos Grenadiers.

Martedì scorso, due aziende francesi, il produttore di biciclette Look e quello di ruote Corima, avevano annunciato che avrebbero immediatamente interrotto la loro collaborazione con il team Gazprom-RusVelo, desiderando “unirsi alla moltitudine di atleti che chiedono la pace” e preferendo vedere lo sport “come un mezzo per unire le nazioni“.

Commenti

  1. jan80:

    non erano 60km ma 17km( sempre tanti) ma si capisce che non stanno ancora calcando la mano....se bombardano seriamente distruggono tutto
    Fossero anche 17km e non 60.... quello che mi sono domandato ieri è: ma non faceva gola a nessuno quel serpentone infinito di mezzi militari? Oppure all'Ucraina non sono rimasti armi e mezzi per poter fare un autentico capolavoro bellico?
  2. bach7:

    lo sport è visto da TUTTE le nazioni (italia compresa) come strumento per "ingraziarsi" l'opinione pubblica.

    non è un caso che fior di atleti appartengano a forze armate...

    per non parlare di quelle nazioni come cina e russia (ma non sono le sole ovviamente) che in modo poco velato autorizzano di fatto il doping di stato...

    tenere lo sport fuori da certe dinamiche quindi mi pare un po' troppo "romantico"...

    anzi è probabile che faccia più "danni" (nel senso sia più persuasiva) una sanzione come questa che una bomba
    L'appartenenza alle FFOO non c'entra nulla con l'ingraziarsi l'opinione pubblica. Una volta forse gli atleti dell'Armata Rossa erano un veicolo promozionale della "forza militare". Ora è semplicemente un modo di sostentamento allo sport, ovvero dare una certezza lavorativa per il durante e soprattutto per il dopo, che consenta loro di concentrarsi su attività sportive poco o per nulla remunerative. Infatti nel calcio, forse il massimo veicolo promozionale, non ci sono certo gli atleti delle FFOO. E così in tante altre discipline remunerative.
    Escludere poi persino gli atleti paralimpici è a dir poco abbietto.