Attiva dal 1922 al 1965 la squadra Legnano, nelle sue varie incarnazioni, ha conquistato: 6 titoli mondiali, 2 Tour de France, e 15 Giri d’Italia. La maglia coi colori della Legnano è indissolubilmente legata a due corridori: Alfredo Binda e Gino Bartali.

Binda, nato nel 1902 a Cittiglio (Varese), da famiglia povera, viene mandato a vivere da ragazzino da uno zio abitante a Nizza, grazie al quale il giovane Alfredo impara il mestiere di stuccatore. Debutta nel ciclismo nel 1921, con una vittoria, alla quale ne seguirono una moltitudine. Attirato dalle forti somme destinate ai vincitori del Giro di Lombardia dell’epoca percorre la distanza Nizza-Varese in bici per parteciparvi nell’ottobre 1924. Arrivò 4°, e venne notato da Emilio Bozzi, patron della omonima azienda produttrice di biciclette (sotto il marchio “Aurora”), il quale, assieme a Franco Tosi, industriale che commercializzava le bici, moto e auto Wolsit, repliche su licenza della britannica Wolseley (da cui l’acronomo Wols-IT) gestiva la Legnano. Partita con il solo Pierino Albini come corridore, e che poi si era distinta con corridori del calibro di Eberardo Pavesi, Ernesto Azzini, Carlo Galetti, Dario Beni, Giovanni Rossignoli, Clemente Canepari, Lucien Petit-Breton, Jean-Baptiste Dortignacq, Alfredo Sivocci, Giuseppe Contesini, Giuseppe Azzini, Maurice Brocco, Émile Georget, etc.etc.

Binda è l’uomo giusto, forte, originario della regione, la leggenda vuole che sia sua l’idea di utilizzare come logo il guerriero di Legnano*. Bozzi gli propone un contratto a vita.

*anche se era già in uso da prima

Binda vincerà il Lombardia 4 volte (solo Coppi ha fatto meglio, con 5 vittorie).

 

Binda l’anno successivo vince il suo primo Giro d’Italia sconfiggendo Costante Girardengo, il campione di fama dell’epoca. Binda detiene ancora oggi il record di Giri d’Italia vinti: 5, come Coppi e Merckx. È anche il primo campione del mondo su strada nel 1927 (unico podio tutto italiano della storia, con Girardengo e Piemontesi), exploit che ripeterà altre 2 volte. Altro record che condivide con Merckx, Van Steebergen, Freire e Sagan. Binda ottenne anche un bronzo nel 1929, il che lo pone in testa alla classifica assieme a Freire e van Steenbergen.

La prima maglia Legnano era verde con una banda bianca sul petto, ma presto venne adottato il verde con il collo e le maniche rosse, la più iconica, che restò invariata sino al 1960.

Bartolomeo Aimo, 1924

Nel 1935, Eberardo Pavesi, “l’avvocato” direttore della squadra, trovò il sostituto di Binda ormai sul viale del tramonto: Gino Bartali. Nel 1939 prese in squadra un altro giovane talento: Fausto Coppi.

Bartali e Coppi, 1940. Entrambe alla Legnano.

Nel 1968 la Legnano è acquisita dalla Bianchi, ma resta nel mondo delle corse. Nel 1971 è co-sponsor della squadra Orbea, ed il 1988 resta l’ultimo anno in cui la mitica maglia verde e rossa ha calcato le scene professionistiche, con la vittoria al mondiale di Maurizio Fondriest, in maglia Alfa Lum-Legnano-Ecoflam.

Da allora Legnano purtroppo è diventato solo un marchio di bici da passeggio e di bassa gamma, prima nell’orbita del gruppo Cycleruope (Bianchi, Peugeot, Gitane, etc.), e poi dal 2013 in concessione alla Cicli Esperia.