[Test] Cannondale Synapse 2022

[Test] Cannondale Synapse 2022

Piergiorgio Sbrissa, 18/01/2022

Cannondale ha rinnovato la Synapse, la bici da endurance presentata per la prima volta 15 anni fa, e che da allora si è evoluta costantemente sino ad arrivare a questa versione presentata oggi, la quale integra l’elettronica, con alcuni strumenti diventati di uso comune tra gli amatori.

Cannondale Synapse 2022

Questi strumenti sono stati integrati da Cannondale in collaborazione col gigante del settore, Garmin, offrendo la tecnologia SmartSense:  “SmartSense è progettato per rendere la guida su strada più piacevole per i ciclisti esperti, più invitante per quelli nuovi e più conveniente per tutti“, afferma David Devine, Cannondale Global Senior Director of Product. “Per introdurre lo SmartSense abbiamo riprogettato la celebre Cannondale Synapse per renderla ancora più versatile dei suoi predecessori. Il risultato dell’abbinamento di questi due prodotti è una relazione senza soluzione di continuità tra pilota, bici e strada“.

 

 

Cannondale Synapse 2022

 

SmartSense è un sistema integrato di luci e radar che comunica attivamente con il ciclista, la bici e l’ambiente circostante, alimentato da un’unica batteria. Di fatto è l’integrazione tra luce anteriore (prodotta da Lezyne), luce e radar posteriore Garmin Varia e la app di Cannondale per comandare il tutto. A questo si aggiunge il sensore proprietario posto sulla ruota anteriore, già introdotto da qualche anno da Cannondale.

Cannondale Synapse 2022

Il sensore sulla ruota anteriore si attiva appena la bici si muove grazie ad un accelerometro integrato, e grazie al protocollo bluetooth avvia anche tutto il sistema SmartSense, accendendo le luci anteriori e posteriori. Inoltre il sensore registra autonomamente la posizione e velocità della bici, (anche senza essere connesso allo smartphone) che possono essere visualizzate tramite la app, con tanto di mappa, o scaricate a fine giro. Ovviamente tutto il sistema è comandabile anche tramite un’unità Garmin, come la famiglia Edge ad esempio.

Il Garmin Varia Radar scansiona costantemente il traffico in avvicinamento e può segnalare la velocità, la distanza e il numero di auto tramite avvisi acustici e visivi sull’app Cannondale o sul display della bici. La luci di marcia diurne anteriori e posteriori, prodotte da Lezyne, migliorano la visibilità per il traffico in arrivo per aiutare il ciclista ad essere visto. La luce posteriore, con una funzione di avviso freno opzionale tramite un accelerometro, avvisa chi segue di frenate improvvise, migliorando ancora la visibilità.

Entrambe le luci possono regolare la luminosità per adattarsi alla luce diurna, limitata o variabile, o segnalare al traffico posteriore in arrivo la frenata brusca.

L’unica fonte di alimentazione di queste luci e del radar è la batteria Garmin Varia Core: un’unica fonte di alimentazione che elimina la necessità di caricare più batterie. Inoltre, cosa molto apprezzabile,  la batteria può essere utilizzata anche come fonte di ricarica USB-C quando è scollegata dalla base della bici, come fosse un normale powerbank. La durata della batteria è di circa 2h45′ con luce al massimo e radar attivato. 20h con tutto al minimo (luce pulsante).

Per quanto riguarda la bici in sè, la Synapse è la bici logica per presentare il sistema SmartSense, essendo una bici pensata per essere comoda e per lunghe percorrenze, quindi la piattaforma ideale per un sistema integrato di luci e radar. Allo stesso tempo la Synapse è sempre stata una delle bici endurance più vicine ad una bici “classica” senza particolari sistemi ammortizzanti, rendendola molto apprezzata da chi cerca una bici versatile e non estremizzata verso il lato comodità (peraltro oggi diventato appannaggio delle bici gravel).

Questa versione ha una maggiore flessibilità verticale dichiarata dell’8% rispetto il telaio della versione precedente. Quindi una maggiore capacità di assorbire urti e vibrazioni sulla strada. La maggiore comodità abbinata a una posizione di guida sportiva e più eretta rispetto i modelli più racing offre una valida piattaforma per macinare chilometri. Allo stesso tempo Cannondale ha voluto mantenere l’anima versatile della Synapse, non sacrificando le prestazioni, ma migliorando ad esempio l’aerodinamica, grazie agli insegnamenti applicati dalla SystemSix. La parte posteriore del tubo piantone e dei foderi alti del carro sono verniciati con una vernice riflettente.

La nuova Synapse ha passaggi ruota che consentono il montaggio di pneumatici sino a 35mm, che le consentono anche delle escursioni fuori dall’asfalto, e la possibilità di montare una borsetta sul tubo orizzontale tramite la predisposizione, ormai standard sulle bici da gravel, di due viti. Sempre di derivazione gravel il terzo attacco per portaborraccia sotto l’obliquo.

La nuova Synapse sarà disponibile sul mercato europeo in 4 modelli, da quello top montato con DuraAce DI2 e componenti Knøt, alle versioni Ultegra DI2, Ultegra meccanico e Shimano 105, che potete vedere nelle foto più sopra.

In questa tabella riassuntiva i modelli coi prezzi:

Cannondale ci ha fornito il modello montato Ultegra meccanico per un test, che oltre che per il gruppo si distingue dal modello con gruppo DI2 elettronico per le diverse ruote, le Fulcrum Rapid Red 900 invece delle 500 (entrambe ruote disponibili solo come per primo montaggio OEM): la Synapse Carbon 2 RL, in colorazione Beetle Green.

La bici è dunque montata con il gruppo trasmissione Shimano Ultegra meccanico, guarnitura 50-34 e pacco pignoni 11-34. Ruote Fulcrum Rapid Red 900 gommate Vittoria Rubino pro Graphene 2.0 da 30mm. Sella Fabric Scoop e manubrio e stem Cannondale Two in alluminio. Il reggisella è Cannondale Three in alluminio, ma nella versione in commercio sarà montata col SAVE in carbonio.

In taglia 58 la bici così montata pesava 9,63kg senza pedali. Ovviamente bisogna considerare che nel peso è compreso l’equipaggiamento SmartSense, quindi Radar Varia, Luci anteriori e posteriori con staffe varie e la batteria Varia Core, che da sola pesa 179gr.

Il montaggio evidenzia subito come la Synapse sia una bici pensata per lunghe cavalcate dove il comfort è privilegiato, a cominciare dai copertoni Vittoria Rubino da 30mm, tubeless ready da 370gr cadauno. O le ruote, le robustissime Fulcrum Rapid Red 900, che vengono dichiarate da 1950gr la coppia.

Infatti le due ruote, complete di tutto, dischi, ghiere, pacco pignoni, copertoni e camere, le abbiamo pesate a 3,53kg totali (la coppia).

Il punto forte di questa bici, ovvero l’integrazione coi vari devices elettronici ormai entrati nell’utilizzo comune, vanno considerati anche come rovescio della medaglia in termini di peso, ma andrebbero considerati (nel caso si utilizzino) anche nel peso delle bici su cui vengono montati successivamente.

La batteria Varia Core, una volta caricata (2h circa per una carica totale) tramite la porta USB-C, si aggancia alla staffa e si assicura tramite una levetta laterale che la tiene ferma in sede. A questo punto basta far girare la ruota anteriore ed il sistema si attiva. Tramite la app Cannondale (ed il Bluetooth acceso) si può gestire l’intero sistema. Si può decidere quali luci tenere accese, a quale intensità, impostare a piacimento le opzioni del radar, ed anche registrare i propri giri, potendoli visualizzare alla fine su mappe identiche a quelle di Strava, ma con anche delle simpatiche infografie che mostrano il lato green delle nostre pedalate.

                                                                                                                                                                         

Tutte queste possibilità con ogni probabilità non interesseranno agonisti, granfondisti e sfegatati della performance, ma amatori amanti di lunghe pedalate che danno priorità a comfort e sicurezza.

Venendo alla bici ed alla sua personalità, questa non si discosta molto dalle precedenti versioni della Synapse. Non è una bici che fa uso di sistemi ammortizzanti meccanici o altro, ma resta una versione particolarmente comoda, sia per flessibilità verticale che geometria di una bici “normale”. Le caratteristiche dinamiche non si discostano molto da una di queste. Resta una bici accomodante su ogni tipo di asfalto, stabile e solidissima anche in discesa. In particolare sul dritto offre una stabilità eccezionale. In discesa si possono tranquillamente togliere le mani dal manubrio e la Synapse scorre via dritta senza scomporsi minimamente.

Il montaggio contribuisce in positivo ed in negativo in questo. Nel senso che i copertoni da 30mm assorbono ottimamente ogni tipo di imperfezione del manto stradale, consentendo anche escursioni “gravel” senza problemi (gravel vero, inteso strade in ghiaino e bianche, non singletrack di montagna).

Idem le ruote, robuste e con un’inerzia tale da renderle molto stabili, oltre che assorbenti su buche. Tutto questo in salita si trasforma in una certa pigrizia, in particolare se si cerca di salire “brillanti” con scatti continui.

Dovrebbe essere chiaro che la Synapse non è una bici da salitomani, anche se probabilmente con ruote e coperture più leggere anche in salita può dire tranquillamente la sua (abbiamo evitato di utilizzarla con ruote più leggere come nel caso di precedenti test visto che poi questi esperimenti non sono stati capiti).

Nel complesso una bici adatta al target a cui si propone, ovvero amanti di lunghe pedalate anche a buon ritmo, ma senza assilli cronometrici. Interessante l’idea di integrare i componenti elettronici in un unico pacchetto, anche se questo è stato fatto a discapito di una maggiore integrazione globale, vedi cavi interni per deragliatori e freni come da tendenza attuale.

Mentre, se l’integrazione con la luce/radar posteriore è ideale, tramite un cavetto elettrico stile DI2 inserito nel reggisella, quello della luce anteriore è forse perfettibile, in particolare nel caso si voglia smontare la luce. Il posto guida resta poi un po’ affollato, soprattutto nel caso si voglia montare anche un Garmin o similari.

Cannondale.com

 

Commenti

  1. Ser pecora:

    ..............

    Metterci una batteria più capiente immagino fosse più peso ancora.
    Già se sulla cassetta invece del 34 ci metti il 30 (che col 34 davanti francamente è già tanto) hai guadagnato i grammi per la batteria.
    Comunque mi sembra la prima versione del tutto, sicuramente come tutto, eventuali patch ammesso che servano, saranno messe nelle versioni a venire.
  2. no vabbè a parte l'estetica che è soggettiva (a me non piace assolutamente) tutta quella zavorra utile solo per chi gira di notte e con autonomia risibile per quanto riguarda l'illuminazione, a me sembra un pò forzato montare tutta sta "elettronica" su una bici, già il gruppo elettronico è un oggetto esotico secondo me, ma qui si va oltre. Con quel mezzo chilo di roba potevano inventarsi un sistema abs che per la sicurezza sarebbe stato molto piu utile