Test caschi di Virginia Tech

Test caschi di Virginia Tech

Piergiorgio Sbrissa, 11/12/2019

Ogni anno l’università statunitense Virginia Tech, in collaborazione con Insurance Institute for Highway Safety testa in modo indipendente dei caschi in commercio classificandoli in base alla capacità di proteggere il ciclista da impatti, rotazioni della testa e decelerazioni.

Il test viene condotto tramite 12 test in cui i caschi vengono sottoposti a simulazioni di impatti nelle più comuni casistiche degli incidenti stradali.

Il test di caduta ad esempio avviene facendo cadere da un’altezza predefinita il casco montato su una “finta testa” su un’incudine di acciaio con un angolo di 45°. Questo è uno test standard per l’omologazione dei caschi, ma il test di Virginia Tech viene reso più verosimile avvolgendo l’incudine in carta vetrata per simulare il coefficiente d’attrito del manto stradale. Inoltre l’incudine viene fatta cadere con varie angolazioni, non solo a 45° e con diverse velocità, in particolari quelle ricavate da un database di incidenti stradali.

Qui potete leggere tutta la metodologia del test.

I caschi in test sono forniti da alcune aziende che offrono i loro prodotti, sia top di gamma che entry-level, e si tratta di note aziende del settore.

Qui potete trovare la classifica, che per il comparto strada vede come caschi migliori due modelli della Lazer (uno top di gamma e l’altro di gamma media). In generale i risultati migliori sono ottenuti dai caschi con MIPS.

Commenti

  1. Caro Direttore (che peraltro stimo molto e che mi piace leggere), ammettiamo pure che i caschi nordamericani non siano la maggioranza assoluta, sono pur sempre la maggioranza relativa. Io (ed è una personalissima opinione, ma cui ritengo di avere il diritto), non mi fido di una prova costruita in siffatto modo. Poi mi si dice come i caschi MIPS siano meglio degli altri. Una vera scoperta dell'h2o calda...
  2. amarone:

    Io (ed è una personalissima opinione, ma cui ritengo di avere il diritto), non mi fido di una prova costruita in siffatto modo. Poi mi si dice come i caschi MIPS siano meglio degli altri. Una vera scoperta dell'h2o calda...
    Hai ovviamente diritto a tutte le opinioni che vuoi.
    Ora però siamo passati da "non ci sono caschi non-US" a "non mi fido di una prova costruita in siffatto modo".
    Quale modo?
    La metodologia?
    I caschi dovevano essere presenti in numero equo per costruttore? (e se un'azienda ha a catalogo 20 caschi ed un'altra 3?)
    Non va bene che i caschi mips abbiano risultati migliori degli altri? Perché?
    Era scontato? No, perché ci sono dei caschi non-Mips che hanno risultati migliori di altri che sono Mips, tipo il Wave-Cell della Bontrager, ma lo Smith Overtake che utilizza una tecnologia molto simile (Koroyd) gli arriva dietro. C'è stata anche una polemica tra Mips e WaveCell...

    Se poi mi dici che non ti piace il test perché sei un accanito tifoso di West-Virginia storici avversari di Virginia Tech il tutto mi risulta anche più comprensibile :-)xxxx
  3. Ma i caschi invecchiano? O meglio, in assenza di cadute, ogni quanto tempo è meglio sostituirlo? ;nonzo%