La trasmissione SRAM Force 1. Quasi uno standard sulle bici Gravel oggi, in particolare sui modelli di alta gamma. Probabilmente perché caratterizza molto la bici rispetto una bdc.

Le ruote Syncros Meritt 1.0 35 Disc. Leggere ruote in carbonio, gommate Schwalbe G-One 35mm TLR.

Al posto del deragliatore anteriore un guidacatena. Con la trasmissione Force 1 le cadute di catena sono improbabili, ma questa è una sicurezza in più.

Integrato nel portaborraccia Syncros Matchbox Coupe Cage HP2 un minitool ed una bomboletta C02 (o una polpetta, a scelta). Un accessorio (64eu) molto ben pensato ed utile.

Il mese scorso parte della redazione di MTB-MAG si è trasferita per qualche giorno sull’isola di Fureteventura per svolgere un test/confronto con alcune bici gravel . Questo piacevole soggiorno che ci ha permesso, oltre a dimenticare le fredde giornate del nord, di visitare questa particolare isola vulcanica con un mezzo che non utilizziamo (almeno personalmente) spesso dalle nostre latitudini. La nostra base strategica era la Casa Molino dell’amico Luigi che ringraziamo per la gentile disponibilità. La villetta che ci ha messo a disposizione era splendida e con le sue 3 camere matrimoniali a letti divisibili, due bagni, cucina , lavanderia e piscina esterna si è rivelata essere oltre che molto accogliente anche pratica e funzionale.

Tornando alle bici che ci siamo portati da casa a me è toccata la Scott Addict Gravel 10, Premetto che l’assegnazione è stata dettata più dalle taglie che erano disponibili piuttosto che dalle preferenze personali. Nel mio caso i miei 181cm calzavano bene sulla Scott di taglia Large 56. L’unica cosa che ho preferito cambiare, dopo aver fatto un giro di prova prima di partire per Fuerte, è stato l’attacco manubrio preferendo un Ritchey da 90mm perché con quello fornito d’origine (110mm) mi sentivo troppo allungato.

La Addict si distingueva dalle altre 3 bici del test innanzi tutto da un prezzo elevato, quasi il doppio rispetto ad altre , ma anche per essere di gran lunga la più leggera e “tirata” in termini di materiali e componentistica.

Quanto valga la pena avere bici super leggere e costose per un utilizzo gravel poi è da vedere, credo, visto che si tratta comunque di una disciplina abbastanza recente, che ognuno possa declinarla come meglio crede. Infatti ci sono le Gravel in alluminio e con attacchi per porta borse che sono più adatte ad un utilizzo bike-pack per magari giri di più giorni in autonomia, altre invece, come la Scott in oggetto sono più da “sparata” di qualche ora preferendo magari l’aspetto performance a quello più tranquillo del cicloturismo da fuori strada.

Costruita partendo sa un frame e forcella entrambe in carbonio HMX disc compatibile. La Addict monta trasmissione SRAM Force 1 ad 11 (10-42) velocità con monocorona 42T. anche i freni idraulici sono gli SRAM Force 1 con dischi 160 center lock ma non quello esterno grande bensì con la ghiera piccola che si serra mediante la chiave per il pacco pignoni. Soluzione più pratica a patto che non si dimentichi la suddetta chiave a casa…per fortuna nell’isola ci sono diversi negozi di bici ben forniti….

Anche manubrio e ruote sono in carbonio marchiate Syncros ( marchio controllato da Scott) cosi come tutti gli altri componenti presenti sulla bici. Degno di nota l’ottima sella Syncros Tofino, che si è rivelata, malgrado sia abbastanza minimalista, molto comoda anche nei giri più lunghi ed impegnativi. Infine le gomme ,  Schwalbe G-ONE Allround FOLD 700x35C rigorosamente latticizzate ( nel caso nostro con Caffelatex Mariposa) . Si perché proprio questo punto si è rilevato essere molto importante al fine di poter tenere delle pressioni relativamente basse 2,7/3 bar senza avere l’incubo di bucare. Personalmente trovo la pressione di gonfiaggio determinante sia per un miglior confort di riding ma anche per una miglior trazione negli strappi ripidi.

La Addict 10 costa 5799eu , caro? Forse un po’ si, ma vi portate a casa il meglio si possa domandare in campo si tecnologia del carbonio e componentistica di livello superiore. In gamma sono comunque disponibili diverse altri assemblaggi più economici e anche la “ Speedster” con frame in alluminio a cifre molto più abbordabili

 

Il deragliatore SRAM Force 1 a gabbia lunga ed i pignoni 10-42. La corona è una 42T. La Addict è dotata di un passaggio cavi che consente anche il montaggio di un gruppo elettronico.

Salita

Come dicevo prima non ho avuto molte occasioni di utilizzare questo tipo di bici a casa, anche perché il loro utilizzo è piuttosto limitato al sud delle alpi  vista l’assenza di strade bianche pianeggianti o di colline dolci. Quindi il primo giro è stato piuttosto di adattamento. Ho apprezzato da subito la scorrevolezza e la facilità con cui si affrontano le salite su asfato. Sia da seduti che in fuorisella la Addict si arrampica con una facilità impressionante, e risponde alle sollecitazioni sui pedali che è un piacere. Anche a Fuerte comunque le salite non sono mancate, anche se non molto lunghe, ma a volte con pendenze impegnative. Qui la leggerezza del mezzo si è fatta apprezzare particolarmente e devo dire che raramente ho avuto bisogno di ricorrere al pignone da 42T malgrado che avessi una corona anch’essa da 42 denti.

Discesa

La Addict, una volta trovata la corretta pressione delle gomme, mi è parsa molto facile da “domare” e uso questo termine proprio perché è un cavallino da corsa, scattante e nervosa, ma mai da mettere il pilota in difficoltà.

Mi sono dovuto abituare alla presa un po’ stretta del manubrio ( essendo più un mountainbiker il mio normale da MTB è di 78cm) e alla presa bassa che invece ho molto utilizzato anche per assorbire meglio le asperità del terreno.

Credo che il mezzo avesse molte piu capacità rispetto al rider, nel senso che bisogna prenderci un poco la mano per poter sfruttare appieno le capacità. La gravel va intesa comunque come una bici che si adatta alle varie situazioni ma non eccelle in nessuna di queste, quindi anche in discesa bisogna capirla e prendere fiducia passo a passo. Determinante è il restare “morbidi” senza irrigidirsi ed assecondare le asperità del terreno.

Comodità

Una volta tubelessizzate le gomme, a basse pressioni la comodità ne giova molto. Anche il cambio Sram Force 1 ha avuto bisogno di essere “digerito”, la leva unica per mettere o scalare le marce (a seconda di quanto la si spinge) richiede una certa assuefazione e, nei tratti particolarmente sconnessi devo dire che a volte ho sbagliato la cambiata. Nessun problema invece di salto di cambiata dovuta alle vibrazioni né tantomeno mai ho perso la catena dal mono rapporto da 42T. In realtà è presente un piccolo guida catena proprio per evitare che questo accada. A proposito di monocorona, nei tratti dove abbiamo utilizzato strade asfaltate si percepisce abbastanza il salto di rapporto. Nel senso che con una marcia sei duro e con quella superiore troppo agile, cosa che nella guida in fuori strada si sente molto meno. Il telaio in carbonio HMX con i foderi alti di sezione  ridotta contribuivano a smorzare le sollecitazioni trasmesse dalla ruota posteriore, inoltre la sella Syncros Tofino, seppur con imbottitura minimalista, si è rivelata essere molto comoda in tutte le situazioni di riding, anche nelle salite prolungate non è mai stato necessario variare la posizione per evitare le classiche ed antipatiche situazioni di perdita di sensibilità .

Conclusioni

Devo dire che la Scott mi ha molto colpito, sia dal punto di vista estetico, forme slanciate e ben proporzionate con una colorazione azzeccata, ma anche i più piccoli particolari sono curati facendo particolare attenzione alla praticità di utilizzo ed al contenimento dei pesi. Fantastico, per esempio, il porta borraccia con integrato il multi tools e bomboletta co2  talmente pratico che anche gli altri tre compagni di merende ne approfittavano in continuazione. Ah ecco, forse una cosa anche abbiamo imparato in queste giornate, che le bici gravel essendo molto sollecitate dal terreno sconnesso, tendono ad allentare anche le viti piu’ serrate! 

In conclusione tornerei sul concetto espresso pocanzi di quanto valga la pena spendere per una bici che magari è la vostra seconda o terza che tenete in garage ed utilizzate magari solo una manciata di volte all’anno. Credo dipenda sia ( ma non solo) dalla disponibilità economica ma anche da che tipo di esperienza gravel ognuno si vuole identificare. La Scott Addict si può benissimo trasformare in un’ottima bici da strada semplicemente cambiando le gomme o, meglio, con un secondo set di ruote. Forse non eccellerebbe su strada confronto a mezzi nati per quel uso esclusivamente ma si difenderebbe alla grande e si potrebbero vivere i due mondi con la stessa bici.

Se comunque pensate valga la pena di regalarsi una piccola formula uno da strade sterrate , non posso che consigliare questa fantastica creatura gialla-nera. Io ho fatto fatica a staccarmene.

Prezzo: 5.799 Euro

Peso rilevato in taglia L: 7.6kg senza pedali

Sito Scott